Stablecoin, la Fed propone l’obbligo di identificazione della clientela per gli emittenti di pagamento
La Federal Reserve, insieme ad altre quattro agenzie federali, apre una consultazione pubblica su un programma di identificazione della clientela per gli emittenti di stablecoin di pagamento, allineato agli standard già previsti per banche e cooperative di credito. Commenti entro 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register.
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La Federal Reserve ha avviato una consultazione pubblica su una proposta che imporrebbe ad alcuni emittenti di stablecoin di pagamento di adottare un programma efficace di identificazione della clientela. L’annuncio, diffuso giovedì 18 giugno 2026, arriva insieme ad altre quattro agenzie federali: si tratta quindi di un’iniziativa congiunta, non di una mossa isolata del solo istituto centrale americano.
Cosa prevede la proposta
Il testo introdurrebbe per questi emittenti requisiti comparabili a quelli già in vigore per banche e cooperative di credito in materia di identificazione del cliente. In altre parole, chi emette stablecoin destinate ai pagamenti sarebbe tenuto a procedure di verifica dell’identità analoghe a quelle che un istituto di credito applica quando un cliente apre un conto. La Federal Reserve ha precisato che la proposta è emanata congiuntamente con altre quattro agenzie, segno della volontà di costruire un quadro uniforme tra i diversi regolatori coinvolti.
Le osservazioni del pubblico potranno essere inviate entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso nel Federal Register, il registro ufficiale degli atti normativi statunitensi. Solo al termine di questa fase di consultazione i regolatori valuteranno i commenti ricevuti prima di un’eventuale adozione definitiva.
Che cos’è un programma di identificazione della clientela
Un programma di identificazione della clientela — noto con la sigla inglese CIP (Customer Identification Program) — è l’insieme di procedure con cui un intermediario verifica l’identità di chi apre un rapporto. Negli Stati Uniti rappresenta uno dei pilastri della normativa antiriciclaggio: prevede tipicamente la raccolta e il riscontro di dati come nome, data di nascita, indirizzo e un documento identificativo. È la base operativa di ciò che nel settore finanziario viene chiamato know your customer (KYC), cioè la conoscenza del cliente.
Estendere requisiti di questo tipo agli emittenti di stablecoin significa avvicinare un segmento nato nell’ecosistema delle criptovalute agli standard di controllo del sistema bancario tradizionale. La proposta riguarda nello specifico la categoria dei permitted payment stablecoin issuer, ossia gli emittenti di stablecoin di pagamento riconosciuti dal quadro normativo federale statunitense, come indica il titolo dell’avviso pubblicato.
Perché è rilevante per il mercato
Le stablecoin sono token il cui valore è ancorato a una valuta di riferimento, di norma il dollaro, e vengono utilizzate per trasferimenti e regolamenti rapidi all’interno e all’esterno dei mercati cripto. La loro crescita ha portato i regolatori a interrogarsi sul perimetro di tutele da applicare a strumenti che, pur muovendosi su infrastrutture digitali, svolgono di fatto funzioni di pagamento.
Una proposta che equipara gli emittenti alle regole delle banche va letta in questa direzione: rafforzare la tracciabilità e ridurre i rischi di utilizzo illecito. Per gli operatori del settore, l’introduzione di obblighi CIP comporterebbe costi di adeguamento e processi di onboarding più strutturati; per gli utenti, una verifica dell’identità più stringente nell’accesso ai servizi. L’esito, tuttavia, dipenderà dal testo definitivo, che potrà essere modificato proprio sulla base dei commenti raccolti durante la consultazione.
I prossimi passi
Il percorso è quello tipico della rulemaking statunitense: pubblicazione dell’avviso nel Federal Register, apertura della finestra di 60 giorni per i commenti, analisi delle osservazioni e — solo successivamente — eventuale adozione di una regola definitiva. Per il momento si tratta dunque di una proposta in consultazione, non di un obbligo già in vigore. La redazione di TradingOnline.com seguirà gli sviluppi e aggiornerà questa notizia in caso di novità ufficiali.
