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Fed, tassi fermi all’unanimità: pesano il conflitto in Medio Oriente e il caro-energia

Il FOMC ha confermato all'unanimità (12-0) il range dei tassi al 3,5-3,75%. L'economia cresce a ritmo solido, ma l'inflazione resta sopra il 2% complici gli shock di offerta sull'energia e l'incertezza legata al Medio Oriente. Il messaggio della Fed: «Garantiremo la stabilità dei prezzi».

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 19 Giu 2026 · 16:40 Aggiornato 22 Giu 2026 · 21:30Aggiornamento redazionale. Rivediamo l’articolo quando cambiano dati di mercato o normativa. La data riflette l’ultima verifica. Lettura 2 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Quang Vuong / Pexels

La Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi, e lo ha fatto compatta. Nella riunione del 16-17 giugno il Federal Open Market Committee (FOMC) ha approvato il comunicato con un voto unanime, 12 a 0, mantenendo il target range per il tasso sui federal funds al 3,5-3,75%. Una decisione attesa, ma il tono con cui è stata motivata dice molto su dove andrà la politica monetaria americana.

Perché la Fed non ha tagliato

Il nodo resta l’inflazione. Il Comitato scrive che i prezzi restano elevati rispetto all’obiettivo del 2%, in parte a causa di shock di offerta che hanno spinto i rincari in alcuni settori, energia in primis. Sullo sfondo pesa anche l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, citato esplicitamente come fonte di rischio. In questo quadro, tagliare i tassi avrebbe rischiato di riaccendere le aspettative d’inflazione: la Fed ha preferito attendere.

Un’economia ancora solida

La scelta di non muoversi è resa più semplice dalla tenuta dell’economia reale. Secondo il comunicato, l’attività economica si sta espandendo a un ritmo solido nonostante l’incertezza elevata; la crescita della produttività e gli investimenti in capitale sono robusti. Sul fronte del lavoro, i nuovi posti hanno tenuto il passo con la forza lavoro e il tasso di disoccupazione è cambiato poco. In altre parole: nessuna recessione all’orizzonte che costringa la banca centrale a correre ai ripari con tagli rapidi.

Il messaggio: «garantiremo la stabilità dei prezzi»

La frase che sintetizza la postura della Fed è netta: «Il Comitato garantirà la stabilità dei prezzi». È il richiamo al doppio mandato della banca centrale americana — massima occupazione e stabilità dei prezzi — con l’accento, oggi, sul secondo obiettivo. Il FOMC ha inoltre ribadito la politica di mantenere riserve ampie nel sistema bancario, segnale di continuità nella gestione della liquidità.

Cosa aspettarsi ora

Insieme alla decisione, la Fed ha diffuso le nuove proiezioni economiche dei partecipanti al FOMC — il materiale che i mercati scrutano per intuire la traiettoria dei tassi nei prossimi trimestri. Il messaggio di fondo, però, è già nel comunicato: finché l’inflazione resterà sopra il 2% e gli shock energetici continueranno a mordere, il margine per un taglio resta stretto. Per famiglie e imprese significa, ancora per un po’, costo del denaro invariato. La redazione di TradingOnline.com seguirà i prossimi dati e gli interventi dei membri del Comitato.

FontiFederal Reserve · statement FOMCFederal Reserve · proiezioni economiche

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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