Torna l’inflazione: la settimana che può rimettere in gioco i tassi (e i tuoi risparmi)
Martedì arriva il dato più atteso: l'inflazione USA di giugno. Con il petrolio in rialzo, sul mercato c'è chi teme che i tassi possano restare alti — o tornare a salire — invece di scendere. E nella stessa settimana partono le trimestrali delle grandi banche. Perché conta per mutui, prestiti e Borsa.
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Archiviata una settimana di record, i mercati si preparano a giorni potenzialmente delicati. Il motivo ha un nome che tocca tutti da vicino: inflazione. Martedì 14 luglio arriva il dato più atteso, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) americano di giugno — un numero capace di muovere Borse, valute e, indirettamente, anche i mutui e i risparmi di chi vive in Europa.
Perché tanta attenzione? Perché negli ultimi mesi il prezzo del petrolio è tornato a salire, e questo rischia di far risalire l’inflazione proprio mentre si sperava scendesse. Il timore, sul mercato, è quasi il contrario di quello di inizio anno: non più solo tagli dei tassi in arrivo, ma la possibilità che la banca centrale americana (la Fed) debba tenere i tassi alti più a lungo, o persino alzarli. Un cambio di scenario che gli investitori vogliono capire subito.
E qui arriva il punto che riguarda tutti. Tassi più alti significano prestiti e mutui più cari, ma anche rendimenti migliori su conti deposito e obbligazioni. Le decisioni della Fed influenzano l’intero sistema finanziario mondiale, Europa compresa: per questo un semplice dato sull’inflazione americana può, alla fine, arrivare fino alla rata del mutuo. Sempre martedì, inoltre, il presidente della Fed parlerà al Congresso: ogni sua parola sarà soppesata.
Non è finita. Sempre da martedì partono le trimestrali delle grandi banche americane — JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Wells Fargo, Citigroup — che danno il via ufficiale alla stagione dei conti. I loro numeri sono importanti non solo per il settore: dicono molto sulla salute dei consumatori (quanto spendono con le carte, quanti prestiti chiedono, quanti riescono a restituirne) e quindi sullo stato reale dell’economia.
Cosa fare, da piccoli investitori? Nulla di impulsivo. Giornate come queste possono portare oscillazioni brusche, ma reagire d’istinto è spesso l’errore più comune — lo abbiamo raccontato parlando dell’euforia da record dei piccoli investitori. La regola resta la stessa: avere un piano, diversificare e non farsi guidare dal titolo del giorno. I dati macro servono a capire il contesto, non a fare trading affrettato.
In sintesi, la settimana che si apre è un piccolo esame per i mercati: se l’inflazione rallenta, l’ottimismo può continuare; se sorprende al rialzo, l’ipotesi di tassi più alti tornerà a pesare. Con le banche a fare da apripista alle trimestrali, avremo presto un quadro più chiaro. Non è una raccomandazione: è informazione verificata, utile a prepararsi a ciò che muove i mercati.
FontiCNBCYahoo Finance
