Uber compra Delivery Hero e Glovo per 14,8 miliardi: cosa cambia per la tua cena
Uber si prende il gruppo che controlla Glovo e foodpanda per 14,8 miliardi di dollari. Meno rivali nel food delivery: ecco perché la tua consegna a domicilio potrebbe costare di più.
Foto: Norma Mortenson / Pexels
Sabato sera, apri l’app per ordinare la cena. Dietro quell’icona, molto presto, potrebbe esserci un unico colosso. Uber ha annunciato che comprerà Delivery Hero, il gruppo tedesco che possiede anche Glovo, in un’operazione che valuta l’azienda 14,8 miliardi di dollari. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: riguarda l’app da cui, forse, hai ordinato la pizza l’ultima volta.
I numeri dell’offerta parlano chiaro. Uber mette sul piatto 41,50 euro in contanti per ogni azione Delivery Hero, un premio di circa il 34% sulla media degli ultimi tre mesi di Borsa. Il gruppo americano possedeva già circa il 25% della società e per chiudere ha fissato una soglia minima di adesioni al 50% più un’azione. Insieme, le due piattaforme coprirebbero quasi 100 Paesi, con un valore lordo degli ordini da 236 miliardi di dollari nel 2025. In parallelo, Delivery Hero venderà l’attività in 14 mercati dove Uber Eats è già presente al fondo SSW Partners per circa 1,6 miliardi.
Perché dovrebbe interessarti, se non hai azioni Uber in portafoglio? Perché Delivery Hero non è un nome astratto: controlla Glovo, foodpanda e Talabat, marchi con cui milioni di persone ordinano cibo e spesa ogni giorno, Italia inclusa. Quando due grandi rivali si fondono, sul mercato restano meno operatori a contendersi il tuo ordine. E meno concorrenza, storicamente, significa una cosa sola per il cliente finale: nel tempo, commissioni di consegna e costi di servizio tendono a salire, non a scendere.
Non è un caso isolato, ma l’ennesimo tassello di un consolidamento che sta ridisegnando il food delivery. Negli ultimi mesi DoorDash ha comprato la britannica Deliveroo e il gruppo Prosus si è preso Just Eat Takeaway. Il settore, esploso durante la pandemia e poi affollato da decine di app in perdita, si sta stringendo in poche mani. È la stessa logica che abbiamo visto in altri comparti: dopo l’euforia e la corsa a crescere a ogni costo, arriva la fase in cui i grandi si comprano i concorrenti, come nel recente blitz da 53 miliardi su PayPal.
Attenzione, però, a non dare nulla per scontato. L’acquisizione non è ancora cosa fatta: deve superare le autorità antitrust e raggiungere la soglia di adesioni fissata, due passaggi tutt’altro che automatici per un’operazione di queste dimensioni. Il mercato, del resto, ha reagito con freddezza: il titolo Uber si è mosso appena, segno che gli investitori vogliono vedere i numeri prima di applaudire. Comprare la crescita a colpi di miliardi funziona solo se i risparmi promessi si trasformano davvero in utili.
Cosa guardare adesso: le decisioni dei regolatori europei, che sul tema concorrenza nel digitale sono diventati severi, e le condizioni che troverai in app nei prossimi mesi. Se ordini spesso a domicilio, questa fusione non è una notizia lontana da Wall Street: è il motivo per cui, forse, la prossima cena consegnata a casa potrebbe costarti qualcosa in più.
FontiSEC – Uber 8-K (comunicato ufficiale)BloombergReuters (via The Irish Times)TechCrunch
