3M sorprende Wall Street e vola quasi del 9%: dai Post-it ai data center dell’AI
Il colosso dei Post-it e dello Scotch batte le attese, alza le stime per il 2026 e si racconta come fornitore dell'intelligenza artificiale. Ma c'è un dettaglio nei conti da leggere con attenzione.
Foto: Willians Huerta / Pexels
Ha in casa vostra almeno un suo prodotto: un foglietto Post-it sul frigo, un rotolo di Scotch nel cassetto, una spugnetta Scotch-Brite sotto il lavello. Eppure ieri il vecchio marchio di St. Paul è finito sotto i riflettori di Wall Street per un motivo molto più moderno: 3M ha battuto le attese sui conti del secondo trimestre e ha alzato le stime per l’intero 2026, spingendo il titolo fino a circa +9% nella seduta di martedì 21 luglio, tra i migliori dell’indice Dow Jones.
I numeri, in effetti, parlano chiaro. Il fatturato del trimestre è stato di 6,5 miliardi di dollari, sopra i circa 6,4 miliardi attesi dagli analisti, con una crescita organica “adjusted” del 5,4% su base annua. L’utile per azione rettificato è arrivato a 2,40 dollari, contro un consenso intorno a 2,24 dollari. E soprattutto l’azienda ha rivisto al rialzo la guidance: ora prevede un utile per azione rettificato tra 8,80 e 8,95 dollari per il 2026, contro il precedente intervallo di 8,50-8,70 dollari e sopra gli 8,74 dollari attesi dal mercato.
Perché conta per chi investe? Perché 3M è il classico titolo “noioso” da cassettista, e quando un colosso industriale maturo cresce a doppia cifra in Borsa in un giorno significa che il mercato ha rivisto le sue aspettative. La lezione è sempre la stessa: non conta solo se i conti sono buoni, ma se sono migliori di quanto la folla si aspettava. Qui il combinato disposto “batti le stime + alza la guidance” (il cosiddetto beat-and-raise) è la miscela che i gestori premiano di più, la stessa che ha fatto volare di recente altri titoli come Abbott dopo la sua trimestrale.
C’è poi il racconto che accende la fantasia: la vecchia fabbrica dei nastri adesivi si sta riposizionando come fornitore di materiali per l’elettronica, l’aerospazio e l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. Il management ha citato in particolare il business della connettività ottica legato ai data center, con ordini in crescita di circa il 10% e un portafoglio ordini (backlog) su di quasi il 20% anno su anno. È l’ennesima conferma di come la spesa per l’AI stia trascinando anche aziende che con i chip non hanno nulla a che vedere, ma che vendono i “picconi e le pale” di questa corsa all’oro.
Attenzione, però, a non farsi ipnotizzare dai soli numeri “aggiustati”. Sul dato contabile GAAP l’utile per azione è salito a 1,78 dollari (da 1,34, comunque +33%), ma il margine operativo ufficiale è sceso al 15,1%, in calo di 290 punti base, contro un margine “adjusted” del 24,9% in miglioramento. La differenza tra il conto vero e quello depurato dalle voci straordinarie è la stessa distinzione che avevamo visto con i conti di General Motors: prima di comprare, conviene sempre guardare quale numero sta guardando il mercato, e perché.
Il titolo, dopo il rimbalzo, tratta a un rapporto prezzo/utili intorno a 30, un multiplo generoso per un’industriale in fase di turnaround. Il messaggio è che la scommessa non è più solo sui foglietti gialli, ma sulla capacità di 3M di agganciare i settori in crescita. Cosa guardare adesso: se la crescita degli ordini legati ad AI e data center reggerà nei prossimi trimestri, o se buona parte dell’ottimismo è già nel prezzo.
Fonti3M Investor Relations (comunicato ufficiale)Yahoo FinanceTheStreet
