DeepSeek, l’IA che spaventò Wall Street, va in Borsa (ma tu non potrai comprarla)
La startup cinese che nel 2025 fece bruciare a Nvidia quasi 600 miliardi in un giorno prepara la quotazione a Shanghai. Perché l'hype ti riguarda, anche se il titolo resta fuori portata.
Foto: Google DeepMind / Pexels
La ricordi? All’inizio del 2025 un’app cinese quasi sconosciuta mise in ginocchio Wall Street: dimostrò che si poteva costruire un’intelligenza artificiale competitiva spendendo una frazione dei miliardi bruciati dai colossi americani, e in un solo giorno fece evaporare a Nvidia quasi 600 miliardi di dollari di capitalizzazione. Quella startup, DeepSeek, ora fa il passo che tutti aspettavano: si prepara a sbarcare in Borsa.
Secondo un’esclusiva di Reuters, la società di Hangzhou ha ingaggiato CITIC Securities per preparare una quotazione sullo STAR Market di Shanghai, il “Nasdaq cinese”, con l’obiettivo di avviare il processo entro quest’anno. Le cifre in ballo sono enormi: dopo aver raccolto 7,4 miliardi di dollari nel suo primo round esterno di giugno, a una valutazione superiore ai 50 miliardi, DeepSeek punterebbe ora a un valore compreso tra i 71 e i 75 miliardi. Serve cassa, tanta, per finanziare l’infrastruttura di calcolo su cui gira l’IA.
E qui arriva la prima lezione, la più scomoda: questa è una quotazione domestica cinese, pensata per il mercato interno. Per il piccolo investitore italiano comprare azioni DeepSeek sarà, nella pratica, quasi impossibile. Diffida da chi ti promette “come investire in DeepSeek prima dell’IPO”: attorno ai nomi più caldi fioriscono sempre schemi opachi e prodotti di dubbia trasparenza. Il titolo, per ora, resta fuori dalla tua portata.
Perché allora dovrebbe interessarti? Perché DeepSeek raccoglie miliardi per lo stesso motivo che muove tutto il settore: comprare chip e capacità di calcolo. È lo stesso motore che sta gonfiando i conti (e le attese) dell’intero comparto AI, dal backlog monstre da 638 miliardi di Oracle alla corsa della memoria che sta facendo volare in Borsa SK Hynix. Ogni nuovo colosso che entra nella partita rafforza la domanda su cui poggiano i titoli che, con ogni probabilità, sono già dentro i tuoi fondi.
Ma attenzione a non farsi travolgere dall’entusiasmo. DeepSeek non è sola: Zhipu AI, MiniMax e Moonshot sono in fila per quotarsi, in una corsa alle IPO dell’IA cinese che profuma di euforia. E l’euforia, sui debutti in Borsa, ha una storia ben nota: chi insegue il titolo il primo giorno spesso paga il prezzo più caro. “Compra sui rumori, vendi sulla notizia” non è uno slogan, è la fotografia di come il retail resta con il cerino in mano. Restano poi nodi concreti: come monetizza chi regala modelli open-source? E quanto pesa un contesto regolatorio dove le decisioni non dipendono solo dal mercato?
Cosa guardare adesso: non tanto “come comprare DeepSeek”, quanto il segnale che questa IPO manda. È il termometro di quanto sia rovente il trade sull’intelligenza artificiale. Se anche i big cinesi devono correre in Borsa per finanziarsi, significa che la fame di capitale (e di chip) è lontana dall’essere sazia. Per te conta l’esposizione misurata attraverso strumenti trasparenti, non la caccia al nome del momento.
FontiReuters (via Yahoo Finance)Business StandardFortuneBloomberg (via Yahoo Finance)
