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Netflix, il primo ‘vendere’ di Wall Street: l’accusa che riguarda anche te

Wells Fargo taglia Netflix a 'Underweight' e dimezza il target a 57 dollari: il vero motivo non sono i conti, ma quante ore passi davvero sulla piattaforma. Ecco cosa dice di te.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 18 Set 2026 · 17:12 Lettura 3 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Leon Kohle / Pexels

Ti è mai capitato di aprire Netflix, scorrere per dieci minuti e chiudere l’app senza aver scelto niente? Wall Street ha appena messo un cartellino a quella sensazione. Venerdì la banca d’affari Wells Fargo ha declassato il titolo del gigante dello streaming a “Underweight” (di fatto un invito a vendere) e ha tagliato il prezzo obiettivo a 57 dollari dai precedenti 80. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: è il primo giudizio negativo su un titolo che finora nessuno dei circa cinquanta analisti a copertura aveva mai osato bocciare.

La reazione è stata immediata. Le azioni Netflix hanno perso circa il 4-5% in giornata, scendendo verso i 72 dollari, e hanno allungato una scivolata che dura da giorni. Il conto da inizio anno è pesante: il titolo è già in rosso di oltre il 20%, e di quasi il 40% sull’ultimo anno. Il nuovo obiettivo di 57 dollari implica ancora un potenziale ribasso di circa il 25%, e l’analista Steven Cahall ha abbassato il multiplo di valutazione a 15 volte gli utili attesi, da 21.

Il punto interessante è perché lo ha fatto. Non per i conti, che restano solidi, ma per una parola che dovrebbe interessare chiunque paghi l’abbonamento: engagement, cioè quanto tempo passi davvero a guardare. Secondo le stime della banca, le ore viste per abbonato sono scese intorno alle 1,6 al giorno nella prima metà del 2026, in calo di circa l’8% rispetto al 2023, mentre le ore generate dai 100 titoli originali più visti rischiano di crollare del 21% nella seconda parte dell’anno. Tradotto: la libreria si allarga tra giochi, reality, documentari e podcast, ma manca il grande titolo che tiene tutti incollati.

È la stessa lezione che abbiamo visto altrove: un marchio fortissimo non basta più se il prodotto non convince. Vale per il fast food, come raccontavamo parlando di McDonald’s ai minimi da due anni, e vale per l’intrattenimento, dove il portafoglio degli americani è sempre più selettivo — un tema emerso anche con il crollo del tempio del divertimento Dave & Buster’s. Netflix scommette ora su sport dal vivo ed eventi, persino su possibili partite NFL, per riportarti sul divano. Ma la concorrenza, a partire da Disney, sembra tirare meglio sui grandi successi.

Attenzione però a non farti trascinare dalla singola bocciatura: è proprio quando tutti gridano che conviene guardare i numeri con calma. Contro l’unico giudizio negativo restano oltre trenta raccomandazioni d’acquisto, con un obiettivo medio a dodici mesi intorno ai 94 dollari e la banca Evercore ISI che spinge fino a 110. I conti, del resto, non sono affatto in crisi: nell’ultimo trimestre Netflix ha registrato ricavi a doppia cifra e margini operativi sopra il 33%. Il titolo, dopo il tonfo, viaggia vicino a livelli tecnicamente “ipervenduti”, condizione che spesso precede un rimbalzo di breve.

Cosa guardare adesso: il vero verdetto non arriverà da un report di banca, ma dai prossimi dati di visione che Netflix pubblicherà a gennaio insieme ai conti del quarto trimestre. Se le ore di visione confermeranno il calo, la tesi ribassista prenderà forza; se invece sport ed eventi dal vivo riaccenderanno gli schermi, sarà stata l’ennesima paura di troppo. Il termometro, per una volta, sei anche tu con il telecomando in mano.

FontiSchaeffer's Investment ResearchStocktwits24/7 Wall St.

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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