Petrolio giù dopo la tregua Iran-USA: cosa cambia per benzina e bollette
L'intesa tra Washington e Teheran — tregua estesa e Stretto di Hormuz riaperto — ha fatto crollare il greggio: Brent giù di circa 17 dollari in quattro sedute, sotto quota 80. Ecco perché alla pompa e in bolletta il sollievo arriva, ma con il freno di tasse e tempi.
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Il petrolio è in netto calo. Dopo l’intesa raggiunta nel weekend tra Stati Uniti e Iran — tregua estesa di 60 giorni e Stretto di Hormuz riaperto a tutto il traffico — il Brent ha perso circa 17 dollari in quattro sedute, scendendo sotto gli 80 dollari al barile per la prima volta da marzo; il WTI americano è tornato in area 75-76 dollari (sul nostro monitor oggi intorno ai 75, dati Twelve Data). È il segnale che, sul fronte delle forniture, i mercati vedono ormai alle spalle il rischio peggiore.
Nel dettaglio, nei giorni scorsi il Brent è arrivato a cedere il 5% a 78,96 dollari e il WTI il 5,8% a 76,05, con un piccolo rimbalzo venerdì (Brent 80,57, WTI 77,54). Dal picco toccato nella fase più acuta del conflitto, il greggio è sceso di circa il 36%.
Cosa cambia per benzina e diesel
Il petrolio è la materia prima di benzina e gasolio, ma alla pompa pesa solo in parte. In Italia oltre la metà del prezzo del carburante è fatta di accise e IVA, a cui si aggiungono raffinazione, logistica e margini. Per questo un calo del greggio si trasferisce sul prezzo al distributore in modo attenuato e con un ritardo di qualche settimana: il sollievo arriva, ma graduale e parziale, non uno a uno con il barile.
Discorso simile per le bollette: il petrolio pesa soprattutto sui carburanti, mentre per luce e gas contano di più i prezzi del gas naturale e dell’elettricità. Un quadro geopolitico più disteso, però, tende ad allentare la tensione sull’intero comparto energetico.
Per chi vuole verificare il sollievo reale al pieno, i prezzi medi dei carburanti in Italia sono pubblicati dall’Osservaprezzi carburanti del Ministero (MIMIT): è lì, più che nelle quotazioni del barile, che si misura quanto effettivamente si risparmia.
Una nota di metodo: le quotazioni del petrolio sono volatili e legate all’evoluzione della tregua. Se la distensione regge, la pressione sui prezzi resta verso il basso; un nuovo focolaio potrebbe invertire rapidamente la rotta. Per le famiglie conta il trend di alcune settimane, più del singolo dato giornaliero.
FontiCNBC · Al Jazeera · CNBC
