Piazza Affari, la rivincita dopo 26 anni: il Ftse Mib si è ripreso il picco del 2000
Il 2 giugno l'indice ha superato i 50.109 punti del 6 marzo 2000, poi è salito fino a sfiorare quota 53.000. Oggi una pausa (−1,7% a 51.782 punti), ma il listino di Milano resta il migliore d'Europa nel 2026.
Foto: Marco Ottaviano / Pexels
Ci sono voluti ventisei anni. Il 6 marzo 2000, all’apice della bolla dot-com, l’indice Ftse Mib aveva toccato i 50.109 punti: un record rimasto per oltre due decenni un miraggio, la cicatrice di una generazione di risparmiatori entrata sul mercato nel momento sbagliato. Quel muro, nel 2026, è caduto.
Il 2 giugno Piazza Affari ha chiuso a 50.578,54 punti, superando per la prima volta in chiusura il picco del Duemila. E non si è fermata lì: a metà mese la corsa ha aggiornato i massimi storici fino a un record di chiusura di 52.432 punti (16 giugno) e a sfiorare quota 53.000, soglia mai vista prima.
La pausa di oggi
Dopo la cavalcata, una sosta. Nella seduta del 25 giugno il Ftse Mib ha chiuso a 51.782 punti, in calo di circa l’1,7% rispetto al giorno precedente, ripiegando dai massimi delle settimane scorse. Un consolidamento fisiologico più che un’inversione: il listino resta saldamente sopra i livelli del 2000 e a ridosso dei suoi record.
Perché Milano corre più di tutti
Il motore del rally porta soprattutto la firma delle banche. Il risiko del credito — con le mosse di Intesa Sanpaolo e Banco BPM attorno a Monte dei Paschi di Siena — ha acceso gli acquisti sul comparto, il più pesante dell’indice. A sostenere i corsi, il più ampio re-rating dell’azionario italiano, tornato nel mirino degli investitori internazionali.
Il risultato è un primato europeo. Da inizio 2026 il guadagno di Piazza Affari resta a doppia cifra, nettamente davanti agli altri grandi listini del continente: il Dax tedesco segna circa +2% e il Cac 40 francese poco più del +3%. Diversi analisti citano anche il recente riavvicinamento diplomatico tra Stati Uniti e Iran tra i fattori che hanno alimentato la propensione al rischio sull’azionario europeo.
Cosa guardare ora
Il superamento del picco del 2000 ha un valore tanto tecnico quanto simbolico: a livello di indice, Milano ha cancellato ventisei anni di attesa. Ma una corsa così rapida lascia il mercato esposto a prese di profitto, e i record si difendono seduta dopo seduta. Gli occhi restano sul comparto bancario, sulle prossime decisioni della Bce sui tassi e sul quadro geopolitico.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. I mercati possono muoversi in entrambe le direzioni e le performance passate non sono indicative di quelle future.
FontiANSA · Yahoo Finance
