Snapchat vola in Borsa col Mondiale (ma il boom ha già una scadenza)
Ricavi +19% e quasi un miliardo di utenti spingono Snap su dell'8% dopo la trimestrale. Ma metà della spinta arriva dagli spot del Mondiale e da mille tagli: ecco cosa resta quando la festa finisce.
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L’app dei filtri buffi e delle foto che spariscono è ormai un pezzo di quotidianità per una generazione intera: quasi un miliardo di persone aprono Snapchat ogni mese. E per una volta i conti hanno fatto felice anche la Borsa: dopo la trimestrale pubblicata lunedì sera, il titolo Snap è balzato di circa l’8%, trainato da ricavi in crescita del 19% a 1,6 miliardi di dollari, oltre le attese degli analisti (1,54 miliardi). Per un’azienda che negli ultimi anni ha bruciato pazienza e denaro degli investitori, è la notizia migliore da tempo.
I numeri, in effetti, sono solidi. La perdita netta si è ridotta a 164 milioni di dollari, dai 263 milioni di un anno prima. Ma il dato che ha acceso il mercato è l’EBITDA rettificato: 250 milioni contro appena 41 milioni dello stesso trimestre 2025, un balzo di oltre sei volte. Gli utenti attivi giornalieri salgono del 5% a 493 milioni, con un ricavo medio per utente di 3,25 dollari e un totale mensile che sfiora quota 971 milioni.
Qui però conviene guardare sotto la superficie, perché è la parte che riguarda davvero chi investe. Quel salto di profittabilità non nasce da un’improvvisa esplosione della pubblicità: la raccolta pubblicitaria è cresciuta del 9%, non del 19%. A gonfiare i conti sono state due leve in buona parte temporanee: i tagli decisi ad aprile, con circa mille posti di lavoro eliminati, e la valanga di spot legati ai Mondiali di calcio. In altre parole, gran parte del miracolo è costi in meno più un evento sportivo irripetibile. È la classica differenza tra un miglioramento strutturale e una spinta di stagione.
C’è poi la scommessa più rischiosa: gli occhiali per la realtà aumentata. Snap ha fissato per il 16 settembre a Los Angeles l’evento di lancio dei suoi “Specs”, con un prezzo indicato attorno ai 2.195 dollari. Un azzardo hardware costoso per una società che perde ancora soldi e che, come Meta, sta alzando la spesa: la guidance sui costi di infrastruttura per l’anno è salita a 1,65-1,70 miliardi per finanziare l’intelligenza artificiale. È lo stesso copione già visto altrove nel mondo social e dei ricavi da pubblicità, dove l’AI costa cara e i margini restano sotto pressione, come raccontato per Meta e per Reddit.
Anche l’entusiasmo va calibrato. Il mercato più prezioso, il Nord America, resta fermo intorno ai 92 milioni di utenti giornalieri: la crescita arriva dall’estero, dove monetizzare è più difficile. E la stessa azienda avverte che nel terzo trimestre l’effetto Mondiale rientrerà: la guidance sui ricavi (1,70-1,74 miliardi) implica un rallentamento rispetto al passo del 19%. A questi prezzi, il titolo sconta già un ritorno alla crescita e al margine che non è affatto garantito.
Il punto per il lettore è semplice: un trimestre brillante non cancella anni di conti in rosso, e una parte della festa di lunedì ha una data di scadenza scritta sul calendario. Le due cose da tenere d’occhio ora sono l’evento del 16 settembre sugli occhiali AR e i numeri del prossimo trimestre, i primi “puliti” dall’effetto Mondiale. Lì si capirà se Snap è cambiata davvero o se ha solo avuto un’estate fortunata.
