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La banca senza sportelli fa 1 miliardo in 3 mesi (ma c’è una crepa nei conti)

Nubank supera per la prima volta il miliardo di dollari di utile in un trimestre e il titolo vola. Ma i crediti in ritardo salgono: ecco cosa insegna la banca solo-app a chi investe.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 14 Ago 2026 · 22:03 Lettura 3 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Ivan S / Pexels

Hai presente quelle banche che ti fanno pagare il conto, la carta e pure il bonifico allo sportello? Nubank è l’esatto contrario: nata in Brasile, vive dentro un’app, non ha filiali e nel secondo trimestre del 2026 ha fatto una cosa che nessuna banca digitale al mondo aveva mai fatto. Ha superato per la prima volta il miliardo di dollari di utile in soli tre mesi. Il mercato l’ha premiata subito, con il titolo che a Wall Street vola di oltre il 10%, ai massimi da cinque mesi.

I numeri spiegano l’entusiasmo. L’utile netto è arrivato a 1,06 miliardi di dollari, in crescita del 49% sull’anno prima, mentre i ricavi hanno toccato quasi 5,9 miliardi (+39%). I clienti sono saliti a 139 milioni nel mondo, circa 4 milioni in più in un solo trimestre: quasi 118 milioni in Brasile, 15,8 milioni in Messico e oltre 5 milioni in Colombia. Il ritorno sul capitale (ROE) ha raggiunto il 33%, un livello che moltissime banche tradizionali europee possono solo sognare.

Perché dovrebbe interessarti, se in Italia Nubank non c’è? Perché racconta come sta cambiando il conto in banca che usi tutti i giorni. Senza sportelli da mantenere, una banca-app spende molto meno: l’indice di efficienza di Nubank è sceso al 19,5%, cioè meno di 20 centesimi di costi per ogni euro di ricavo. È lo stesso modello che in Europa spinge Revolut, N26 e le divisioni digitali delle grandi banche, e che spiega perché tanti conti online costano zero: incassano dalle carte e dagli interessi, non dalle commissioni allo sportello.

C’è però un motore preciso dietro questi utili: il credito. Il portafoglio prestiti di Nubank ha superato i 39 miliardi di dollari tra carte di credito e prestiti personali, ed è lì che la banca guadagna di più. La scommessa ora è replicare il successo brasiliano in Messico e Colombia, mercati enormi ma ancora in perdita perché richiedono investimenti pesanti. È la classica storia di crescita che entusiasma il mercato: come abbiamo visto con altri titoli esplosi in Borsa dopo i conti record, conviene sempre guardare cosa c’è sotto il numero trionfale.

E sotto, un segnale va tenuto d’occhio. La quota di crediti in ritardo di oltre 90 giorni è salita al 6,9%: significa che una fetta crescente di clienti fatica a ripagare. Nubank spiega che è in parte un effetto stagionale, ma quando presti tanto e in fretta a milioni di persone, i prestiti non rimborsati diventano il rischio numero uno. Va ricordato che su questa banca scommise anche il Berkshire Hathaway di Warren Buffett prima della quotazione: un marchio di fiducia, non una garanzia sul prezzo delle azioni, che dopo un balzo a doppia cifra viaggia su valutazioni tutt’altro che economiche.

Cosa guardare adesso: se le perdite in Messico e Colombia si restringono e i crediti in ritardo smettono di salire, la storia del miliardo trimestrale può diventare la norma. Se invece le insolvenze accelerano, lo stesso motore che oggi gonfia gli utili può ingranare la retromarcia. Per chi investe, la lezione è sempre la stessa: dietro un record che fa titolo, contano i dettagli che non finiscono in prima pagina.

FontiBloombergBusiness Wire (comunicato ufficiale Nu Holdings)The Motley Fool

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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