Estée Lauder riparte e vola in Borsa: ma resta lontana dai suoi fasti
Il colosso della bellezza torna alla crescita e batte le attese, con utili, margini e stime 2027 sopra il consenso. Il titolo balza in doppia cifra, ma vale ancora un quarto dei massimi del 2022.
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I profumi, i rossetti e le creme di Estée Lauder li conosci anche se non li compri: sono negli aeroporti, nei grandi magazzini, sugli scaffali del lusso accessibile. Per due anni, però, il marchio più famoso della bellezza ha arrancato, tra crisi dei consumi in Cina e magazzini pieni. Ora la storia cambia: dopo i conti dell’anno fiscale 2026, il titolo è balzato in doppia cifra in una sola seduta a Wall Street, chiudendo intorno ai 99 dollari. Il segnale che il mercato aspettava: la crescita è tornata.
I numeri spiegano l’entusiasmo. Nel trimestre chiuso a giugno i ricavi sono saliti a 3,63 miliardi di dollari, circa il 6% in più rispetto all’anno prima, sopra le attese. L’utile rettificato per azione è schizzato a 0,39 dollari contro i 0,09 di un anno fa, battendo il consenso di oltre il 20%. Sull’intero esercizio le vendite organiche sono cresciute del 3% — il ritorno alla crescita dopo un periodo difficile — mentre il margine lordo si è ampliato di 150 punti base, al 75,5%.
Ecco la lezione per chi investe: un marchio iconico, da solo, non fa salire il titolo. Serve che i conti tornino. È lo stesso filo che abbiamo raccontato in senso opposto con Nike ai minimi dal 2014, dove il logo resta leggendario ma i numeri deludono. Qui accade il contrario: il piano di rilancio “Beauty Reimagined” del CEO Stéphane de La Faverie, avviato un anno fa tra tagli ai costi e riorganizzazione, comincia a mostrarsi nei margini oltre che nelle promesse.
A convincere è soprattutto la guida sul futuro. Per l’anno fiscale 2027 la società stima un utile rettificato tra 3,10 e 3,35 dollari per azione, con un punto medio sopra i circa 3,18 dollari attesi dagli analisti. Il motore è duplice: la domanda resiliente di profumi premium e la ripresa in Cina, mercato chiave dove il gruppo dice di aver guadagnato quote nel segmento prestige. In un settore dei consumi discrezionali sotto pressione, una guidance alzata è oro per la fiducia degli investitori.
Attenzione però a non confondere un rimbalzo con un ritorno ai fasti. Nonostante il balzo, il titolo resta molto lontano dal massimo storico di 346 dollari toccato a gennaio 2022: chi comprò all’apice è ancora ampiamente sotto, e sul triennio l’azione ha perso in media oltre il 20% l’anno. Nei conti pesano poi alcune voci una tantum — un beneficio dai rimborsi sui dazi e un impatto negativo legato alle tensioni in Medio Oriente — che vanno ripulite per capire la redditività vera. Un +16% in un giorno alza sempre l’asticella delle aspettative per il trimestre dopo.
Cosa guardare adesso: se la crescita organica prosegue anche nel 2027 e se la Cina conferma la ripresa, il turnaround da promessa diventa tendenza. Per il piccolo investitore, la vera domanda non è quanto è salito ieri il titolo, ma se il ritorno alla crescita è solido abbastanza da durare oltre l’effetto-annuncio.
FontiThe Estée Lauder Companies (SEC 8-K / Business Wire)ReutersBloombergCNBC
