Moderna raddoppia sul vaccino anti-cancro (ma i target sono già sotto il prezzo)
Il vaccino a mRNA contro il melanoma di Moderna e Merck supera la fase 3 e il titolo vive il giorno migliore di sempre. Ecco perché inseguirlo ora è rischioso.
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Chi ha in famiglia una persona toccata da un tumore alla pelle mercoledì ha drizzato le antenne. Moderna e Merck hanno annunciato che il loro vaccino anti-cancro personalizzato, somministrato insieme all’immunoterapia Keytruda, ha funzionato in uno studio di fase 3 sul melanoma. Wall Street ha reagito come raramente si vede su un colosso della salute: il titolo Moderna è arrivato a più che raddoppiare, con un balzo fino al 150% in una sola seduta, il giorno migliore nella storia dell’azienda.
I numeri della giornata parlano chiaro. Lo studio INTerpath-001 ha arruolato 1.137 pazienti con melanoma allo stadio IIB-IV rimosso chirurgicamente e ha centrato l’obiettivo primario (sopravvivenza libera da recidiva) e quello secondario chiave (assenza di metastasi a distanza), battendo il solo Keytruda. È il primo risultato positivo di fase 3 al mondo per un vaccino a mRNA contro il cancro. In Borsa l’onda ha travolto tutto il comparto: Merck è salita a doppia cifra toccando i massimi storici, mentre BioNTech, l’altra grande specialista dell’mRNA oncologico, è schizzata di oltre il 20%. Per dare la misura: il precedente record giornaliero di Moderna era un +27,8% del febbraio 2020, quando il mercato capì che poteva avere un vaccino anti-Covid.
Perché conta per chi investe? Perché per cinque anni Moderna è stata il simbolo di cosa succede quando finisce una pandemia: ricavi crollati, bilanci in perdita e un titolo sceso dai circa 484 dollari del picco 2021 ai poco più di 60 di ieri. Questo dato trasforma la narrazione: dimostra che la tecnologia mRNA può funzionare anche fuori dal Covid, aprendo la strada a una possibile piattaforma di oncologia. Il mercato non sta scommettendo su un singolo farmaco, ma su un intero nuovo capitolo dell’azienda.
Come funziona questo vaccino spiega bene l’entusiasmo. Non è un prodotto unico per tutti: viene costruito su misura per ogni paziente a partire dalle mutazioni del suo tumore, arrivando a codificare fino a 34 “bersagli” per addestrare il sistema immunitario a riconoscere le cellule malate. I dati a cinque anni dello studio di fase 2b avevano già mostrato una riduzione del rischio di recidiva intorno al 49%. Ma proprio qui scatta la prudenza che serve al piccolo investitore: quando Wall Street si infiamma su un titolo, l’euforia corre più veloce dei fatti, come abbiamo visto di recente sul caso Duolingo e i suoi entusiasmi improvvisi.
I motivi di cautela sono concreti. Le aziende hanno diffuso solo i dati “topline”: non sono ancora stati resi noti gli hazard ratio né i numeri completi di sopravvivenza, e il farmaco resta sperimentale, lontano da approvazione e vendite reali. Soprattutto, dopo il raddoppio quasi tutti gli obiettivi di prezzo degli analisti sono finiti sotto la quotazione attuale: chi compra oggi, di fatto, paga più di quanto gli esperti ritengano ragionevole. Aggiungiamo che Moderna continua a bruciare cassa e a chiudere in perdita, con una liquidità attesa in calo entro fine anno. Inseguire un titolo dopo un +150% è esattamente il tipo di mossa da cui conviene diffidare.
Cosa guardare adesso: i dati completi verranno presentati a un congresso medico e le due società avvieranno i colloqui con le autorità regolatorie per la richiesta di approvazione. Sarà lì, e nell’eventuale estensione della tecnologia ad altri tumori, che si capirà se questo è l’inizio di una nuova Moderna o solo la giornata più spettacolare della sua storia in Borsa.
FontiMerck.com (comunicato ufficiale)Moderna (news ufficiale)Fierce BiotechForbesCNBC
