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Nvidia vara il maxi-buyback da record: 150 miliardi, ma comprare caro ha un costo

Nvidia autorizza il più grande riacquisto di azioni della storia: 150 miliardi in più, 235 in totale. Cosa cambia davvero per chi investe (e perché comprare sui massimi non è mai gratis).

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 28 Set 2026 · 16:04 Lettura 2 min ✓VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Marta Branco / Pexels

Wall Street adora i record, e lunedì Nvidia ne ha messo a segno uno mai visto prima. Il consiglio di amministrazione del colosso dei chip ha autorizzato 150 miliardi di dollari in nuovi riacquisti di azioni proprie: è il più grande aumento di un piano di buyback nella storia di una società quotata. Il titolo, che a inizio giornata rischiava di scivolare con il resto del mercato, ha invertito la rotta e guadagnato oltre il 3%.

I numeri sono da capogiro. Con questa mossa l’autorizzazione totale al riacquisto sale a 235 miliardi di dollari, che Nvidia conta di spendere entro l’anno fiscale 2028. Non è nemmeno la prima volta nel 2026: a maggio il board aveva già aggiunto 80 miliardi e alzato il dividendo trimestrale da un solo centesimo a 25 centesimi. Nel frattempo il valore di mercato dell’azienda ha toccato 5,4 trilioni di dollari, con il titolo su di circa il 24% negli ultimi dodici mesi.

Ma cosa significa un buyback per chi possiede (o pensa di comprare) queste azioni? Quando una società ricompra i propri titoli sul mercato, riduce il numero di azioni in circolazione: gli utili si spalmano su meno titoli e l’utile per azione sale, anche se il business non cresce di un centesimo in più. È anche un segnale: il management sta dicendo che considera le proprie azioni un buon investimento. Tradotto: più che un regalo agli azionisti, è una scommessa dell’azienda su sé stessa.

E la scommessa poggia su una macchina da cassa senza precedenti. Nel solo primo trimestre dell’anno fiscale in corso Nvidia ha incassato ricavi record per 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell’85% su base annua, grazie alla domanda vorace di chip per l’intelligenza artificiale. È lo stesso boom che sta gonfiando le valutazioni di mezzo listino tecnologico — e che non tutti giudicano sano: c’è chi, come l’investitore che previde la crisi del 2008, scommette apertamente contro l’eccesso di spesa nell’AI (ne abbiamo parlato qui).

Qui sta il punto che il piccolo investitore non dovrebbe ignorare. Un buyback crea valore solo se l’azienda ricompra le proprie azioni a un prezzo inferiore a quanto valgono davvero. Farlo sui massimi storici, con un titolo già scambiato a multipli elevati, è ben diverso dal farlo sui minimi: se il prezzo dovesse ripiegare, quei miliardi rischiano di aver comprato caro. Aggiungiamoci che il maxi-riacquisto arriva proprio mentre Nvidia deve investire cifre colossali per restare davanti nella corsa all’AI: capitale che torna agli azionisti è capitale che non finanzia la crescita futura.

Il messaggio di Jensen Huang è chiaro: l’azienda genera così tanta cassa da poter investire nella tecnologia e insieme restituire denaro ai soci. Resta da vedere a quali prezzi verranno eseguiti i riacquisti e se la domanda di chip AI reggerà i ritmi di oggi. Per chi guarda Nvidia da fuori, la lezione è quella di sempre: un annuncio scenografico non è una garanzia, e il momento peggiore per salire su un treno è quando tutti gridano che non si fermerà mai.

FontiCNBCNVIDIA NewsroomYahoo Finance

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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