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L’anello Oura vale fino a 15 miliardi in Borsa, ma 7 azioni su 10 le vendono i soci

Il produttore dell'anello che misura sonno e battito cardiaco sbarca al Nasdaq con una valutazione monstre. Ma dietro i numeri c'è un dettaglio che ogni piccolo investitore dovrebbe leggere prima di sognare il debutto.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 21 Set 2026 · 16:03 Lettura 2 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Andrey Matveev / Pexels

Lo porta al dito chi vuole misurare sonno, battiti e recupero senza ricaricare lo smartwatch ogni sera. Ora l’azienda che lo produce, la finlandese Oura, prova il grande salto: lo sbarco a Wall Street. E lo fa con un cartellino da capogiro. La società punta a una valutazione fino a 15,62 miliardi di dollari, mettendo alla prova quanto gli investitori siano ancora disposti a pagare per la tecnologia di consumo ad alta crescita.

I numeri dell’operazione sono corposi. Oura e alcuni dei suoi azionisti mettono sul mercato 50 milioni di azioni a un prezzo compreso tra 40 e 44 dollari, per una raccolta che al massimo del range arriva a 2,2 miliardi di dollari. Il titolo debutterà sul Nasdaq con il ticker “OURA”. A sostenere la crescita ci sono conti in forte accelerazione: i ricavi sono saliti di circa il 74% su base annua, a 1,21 miliardi di dollari, nei nove mesi chiusi a giugno.

Qui però arriva il dettaglio che conta per chi guarda dal divano. Delle 50 milioni di azioni offerte, solo 13,5 milioni sono nuove azioni vendute dall’azienda: le altre 36,5 milioni — quasi tre quarti del totale — le mettono sul mercato gli azionisti esistenti. Tradotto: Oura incasserà i soldi solo da una fetta minoritaria del collocamento, mentre la parte più grossa serve a far monetizzare chi era già dentro. Non è un dettaglio: quando un’IPO è fatta in prevalenza di azioni “vecchie”, significa che i soci storici stanno vendendo, non che l’azienda si sta capitalizzando per crescere.

Il contesto aiuta a capire l’entusiasmo. La valutazione di 15 miliardi è un balzo enorme rispetto agli 11 miliardi assegnati alla società circa un anno fa, dopo un round di finanziamento da oltre 900 milioni guidato da Fidelity. E la finestra delle quotazioni d’autunno si sta riaprendo dopo un avvio fiacco. Ma proprio questa “febbre” è il punto da tenere a mente: come abbiamo visto con l’IPO nucleare ritirata all’ultimo, l’appetito del mercato per le quotazioni può accendersi e spegnersi in fretta.

C’è poi il capitolo rischi, quello che l’entusiasmo tende a nascondere. Oura ha attirato interesse di peso — il colosso dei farmaci anti-obesità Eli Lilly ha manifestato interesse per azioni fino a 100 milioni di dollari e il fondo Dragoneer fino a 300 milioni — ma resta un’azienda di hardware di consumo in un mercato che si sta affollando: Samsung ha lanciato il suo anello, mentre il rivale Whoop viaggia su valutazioni miliardarie. Pagare oltre 15 miliardi un prodotto che vive di mode, ricambi e concorrenza sui prezzi è una scommessa, non una certezza.

Cosa guardare adesso: il prezzo definitivo di collocamento e, soprattutto, l’andamento nelle prime sedute. Le IPO più chiacchierate spesso partono col botto e poi si sgonfiano quando l’euforia iniziale svanisce. Per il piccolo investitore la lezione è la solita e vale più di mille grafici: un prodotto amato non è automaticamente un buon investimento al prezzo giusto.

FontiBloombergReuters (via AOL)Yahoo Finance

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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