Le ‘tre streghe’ agitano Wall Street: cos’è il triple witching e perché ti riguarda
Venerdì gli indici USA hanno chiuso quasi piatti, ma per gli operatori era il giorno del 'triple witching': ecco perché il volume esplode e cosa deve sapere chi investe.
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Chi ha guardato Wall Street venerdì 18 settembre ha visto una giornata apparentemente noiosa: l’S&P 500 ha chiuso a +0,11%, il Dow a -0,13%, il Nasdaq a +0,39% e il Russell 2000 a +0,39%. Movimenti minuscoli. Eppure, dietro le quinte, era una delle quattro sedute più movimentate dell’anno per gli operatori: il giorno del triple witching, che in italiano qualcuno chiama pittorescamente ‘le tre streghe’. È quel momento in cui volume e nervosismo salgono, anche quando i prezzi sembrano fermi.
Il triple witching è la scadenza simultanea di tre categorie di derivati: i future sugli indici azionari, le opzioni sugli indici e le opzioni sulle singole azioni. Avviene quattro volte l’anno, il terzo venerdì di marzo, giugno, settembre e dicembre. Quando tutti questi contratti scadono nello stesso momento, banche e fondi devono chiudere o far rotolare in avanti enormi posizioni, e nelle ultime ore di contrattazione gli scambi si gonfiano ben oltre la media.
Perché dovrebbe interessare a te, che magari possiedi solo qualche ETF o poche azioni? Perché in queste sedute i prezzi possono ballare per motivi puramente tecnici, non perché un’azienda vale improvvisamente di più o di meno. Un titolo che scatta o crolla nel finale di un venerdì di streghe non ti sta dicendo nulla sui suoi conti: sta solo reagendo alla chiusura di scommesse sui derivati. La lezione pro-investitore è semplice: non farti guidare da questi scossoni per comprare o vendere d’impulso.
Il contesto di quest’anno ha reso la scadenza ancora più delicata. Il triple witching di settembre è arrivato a due giorni dal primo rialzo dei tassi della Fed in tre anni, con la banca centrale che ha lasciato intendere almeno un altro ritocco entro fine anno. In quella stessa settimana i rendimenti dei Treasury USA erano saliti fino ai massimi da quasi due decenni: un mix che aveva già reso i mercati elettrici prima ancora dell’appuntamento con i derivati.
Attenzione però a non caricare il triple witching di significati che non ha. Di per sé non stabilisce la direzione delle Borse nel medio periodo: gli effetti sono soprattutto di brevissimo termine e tendono a riassorbirsi nelle sedute successive, quando volumi e volatilità tornano normali. Chi prova a ‘giocare’ queste giornate insegue rumore, non fondamentali, e spesso lo paga in commissioni e cattive decisioni. Il vero motore dei prezzi resta altrove: utili, tassi, aspettative.
Cosa guardare adesso: con la scadenza tecnica alle spalle, l’attenzione torna ai dati macro e alle prossime trimestrali, in un mercato che deve digerire una Fed di nuovo in modalità restrittiva. Se hai un orizzonte di lungo periodo, il messaggio è di quelli che vale la pena appuntarsi: una seduta piatta in superficie può nascondere un gran movimento sotto, ma raramente è quella che decide le sorti del tuo portafoglio.
