Intel risorge in Borsa: +220% nel 2026, ma ora il titolo costa 81 volte gli utili
Il colosso dei chip dato per spacciato un anno fa è tra i migliori titoli dell'S&P 500. Ma la valutazione prezza una svolta ancora a metà: perché non inseguirla ora.
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Da titolo dell’anno in Borsa a monito per chi investe. Nel 2026 pochi titoli hanno fatto meglio di Intel: le azioni del colosso dei chip sono salite di oltre il 220% da inizio anno, tanto da piazzarsi tra i migliori dell’intero indice S&P 500. Un ritorno clamoroso per un’azienda che appena dodici mesi fa molti davano per spacciata, tra la divisione foundry in perdita e un mercato dei processori senza più crescita. Ma proprio quando tutti applaudono, arriva la domanda scomoda: quanto di questa rinascita è già nel prezzo?
I numeri della risalita industriale ci sono. Nel primo trimestre 2026 i ricavi sono cresciuti del 7% a 13,6 miliardi di dollari, sopra le stime, con un utile per azione più che raddoppiato rispetto a un anno prima. A luglio la fonderia di Intel ha annunciato il suo primo cliente esterno di peso, la società di cybersicurezza Fortinet, un passaggio simbolico per un business che finora aveva faticato a convincere il mercato di poter competere con i colossi asiatici del contract manufacturing.
Il vero carburante del rally, però, è arrivato dai capitali. Nell’estate 2025 il governo statunitense ha rilevato una quota di circa il 10% della società, mentre SoftBank ha messo sul piatto 2 miliardi di dollari e Nvidia altri 5 miliardi per sviluppare insieme prodotti per data center e PC. Una raffica di sostegni che ha ridato ossigeno alla cassa e, soprattutto, ha cambiato la narrazione: da azienda in declino a scommessa strategica sulla filiera dei chip. Ed è qui che scatta l’entusiasmo che il piccolo investitore deve saper leggere con freddezza.
Perché una cosa è il salvataggio, un’altra è il ritorno alla redditività piena. La lezione è la stessa già vista con altri protagonisti del rialzo dei semiconduttori: quando un titolo triplica sull’onda dell’hype, il prezzo inizia a scontare un futuro perfetto. È successo anche con AMD, arrivata a valere mille miliardi salendo sul treno dell’AI: mercato entusiasta, ma valutazioni che pagano in anticipo anni di crescita ancora da dimostrare.
E le valutazioni di Intel oggi raccontano proprio questo. Il titolo tratta a circa 81 volte gli utili attesi per quest’anno e 59 volte quelli del prossimo: multipli da azienda in piena espansione, non da colosso ancora nel mezzo di una ristrutturazione. In altre parole, la Borsa prezza una svolta come se fosse già completata, quando la fonderia deve ancora conquistare clienti su larga scala e dimostrare margini stabili. Se anche solo uno dei tasselli deludesse, il conto potrebbe essere salato per chi compra ai livelli attuali.
Il caso Intel è affascinante perché è la storia di una possibile rinascita industriale sostenuta da Stato e big tech. Ma per chi investe oggi il punto non è se l’azienda ce la farà: è se, dopo un +220%, il rapporto tra rendimento potenziale e rischio sia ancora dalla tua parte. Comprare sull’entusiasmo di un titolo raddoppiato è spesso il modo più veloce per salire su un treno quando è già in corsa. La cosa da guardare adesso sono i prossimi conti e i nuovi clienti della fonderia: i fatti, non l’euforia.
FontiThe Motley Fool / Yahoo FinanceCNBC (quota governo USA)CNBC (investimento SoftBank)CNBC (foundry, cliente Fortinet)
