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Bitcoin ai minimi da oltre un anno: cosa c’è dietro il crollo del 50%

Bitcoin è sceso vicino ai 58 mila dollari, il livello più basso da settembre 2024, e ha lasciato sul terreno circa la metà del valore rispetto al record dello scorso anno. Dietro la discesa quattro forze ben precise — e una svolta della Federal Reserve che pochi avevano previsto. Ecco cosa sapere.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 29 Giu 2026 Lettura 3 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Atlantic Ambience / Pexels

Bitcoin è tornato sotto i riflettori, ma per il motivo sbagliato. Nelle ultime sedute la principale criptovaluta è scivolata in area 58-59 mila dollari, il valore più basso da settembre 2024, arrivando a perdere circa il 50% rispetto al massimo storico toccato lo scorso anno. Non è un movimento isolato: anche Ethereum e gran parte del comparto sono in ritirata da metà giugno. Dietro la discesa non c’è un singolo evento, ma la somma di quattro forze che si stanno muovendo nella stessa direzione.

Quanto è sceso, e da dove arriva

Dopo il rally che lo aveva portato a livelli record nel 2025, Bitcoin ha invertito la rotta in modo netto. La discesa sotto i 58 mila dollari riporta le quotazioni indietro di oltre un anno e cancella buona parte dei guadagni accumulati. Per chi è entrato sui massimi, significa un portafoglio quasi dimezzato; per chi osserva da fuori, è il segnale che la fase di euforia si è raffreddata e che il mercato sta riprezzando il rischio.

Le quattro forze dietro il crollo

1. Deflussi dagli ETF. I fondi quotati su Bitcoin, che nel 2024-2025 avevano attirato capitali in massa, stanno registrando uscite consistenti. Quando gli investitori istituzionali riducono l’esposizione, l’effetto sui prezzi è immediato e amplificato.

2. Tassi più alti più a lungo. È il fattore meno intuitivo e forse il più importante. I mercati hanno iniziato a scontare l’ipotesi che la Federal Reserve possa alzare i tassi entro fine anno, anziché tagliarli. Con il denaro che rende di più senza rischio, gli asset speculativi come le criptovalute diventano meno attraenti.

3. Dollaro forte. Un biglietto verde in rafforzamento pesa storicamente su Bitcoin, prezzato proprio in dollari: quando la valuta USA sale, il costo di acquisto per il resto del mondo aumenta e la domanda si raffredda.

4. La concorrenza dell’intelligenza artificiale. Parte dei capitali a caccia di rendimento si è spostata sulle azioni legate all’AI, vista oggi come la vera storia di crescita del momento. È una rotazione che sottrae ossigeno proprio al mondo crypto.

Il fattore Fed: la svolta che pochi avevano previsto

Il 17 giugno 2026 la Federal Reserve ha lasciato il costo del denaro fermo nell’intervallo 3,50%-3,75%, con un voto unanime (12-0). Ma è nelle nuove proiezioni economiche che si nasconde la notizia: nove membri del comitato vedono almeno un rialzo dei tassi entro il 2026 e sei ne ipotizzano addirittura due, mentre altri nove restano fermi sull’idea di nessun movimento o di un taglio. È uno scenario opposto a quello che il mercato dava quasi per scontato a inizio anno, e basta questa incertezza a togliere terreno sotto i piedi agli asset più rischiosi.

Anche l’oro sente la pressione (ma regge meglio)

La prospettiva di tassi più alti pesa anche sull’oro, che non offre cedole: il metallo prezioso tratta intorno ai 4.300 dollari l’oncia, in raffreddamento dai picchi recenti. La differenza è che l’oro mantiene il suo ruolo di bene rifugio e perde molto meno terreno rispetto a Bitcoin, ricordando una lezione classica: nelle fasi di stress, i due asset spesso si comportano in modo diverso, nonostante vengano entrambi etichettati come “alternativi”.

Cosa significa per chi investe

La lezione di queste settimane è che le criptovalute restano strettamente legate alle condizioni monetarie globali: non sono un’isola scollegata dal resto dei mercati. Tre punti pratici. Primo: la volatilità è la regola, non l’eccezione — oscillazioni a doppia cifra vanno messe in conto. Secondo: la gestione del rischio (dimensione delle posizioni, orizzonte temporale, capitale che si può davvero permettere di perdere) conta più della previsione sul prezzo. Terzo: attenzione a confondere un calo con un’occasione automatica — un prezzo più basso non garantisce un rimbalzo, soprattutto finché il quadro sui tassi resta incerto.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Le criptovalute sono strumenti ad alto rischio e altamente volatili: si può perdere l’intero capitale investito. I dati citati sono aggiornati alla data di pubblicazione e possono variare rapidamente.

FontiYahoo Finance · Fortune · Federal Reserve

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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