Iran, Tasnim annuncia la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz: petrolio in tensione, occhi sui colloqui in Svizzera
L'agenzia semi-statale iraniana Tasnim parla di Stretto «di nuovo chiuso» per le violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele. Sui mercati 24/7 il greggio sale, mentre in Svizzera è atteso un nuovo round negoziale con gli inviati statunitensi.
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L’agenzia di stampa semi-statale iraniana Tasnim ha annunciato che lo Stretto di Hormuz è «di nuovo chiuso», motivando la decisione con le «ripetute violazioni del cessate il fuoco» attribuite a Israele nelle operazioni in Libano contro Hezbollah. Una notizia che riaccende immediatamente la tensione su uno dei nodi più sensibili del commercio mondiale di energia.
Lo Stretto di Hormuz è il corridoio marittimo attraverso cui transita una quota enorme del greggio mondiale. Solo sabato — riporta la stampa iraniana citando dati di Bloomberg e del Comando centrale statunitense — vi sono passati 55 cargo, per circa 17 milioni di barili. Un’eventuale chiusura prolungata avrebbe effetti diretti su prezzi del petrolio e catene di approvvigionamento.
- ~17 milioni di barili: il transito stimato di sabato (55 cargo), secondo Bloomberg e il Comando centrale USA.
- Snodo critico fra il Golfo Persico e i mercati globali dell’energia, senza alternative immediate di pari portata.
- Mercati chiusi nel fine settimana: il primo segnale di prezzo arriva solo dai venue decentralizzati attivi 24 ore su 24.
Con le Borse tradizionali ferme per il weekend, il primo riferimento è arrivato proprio dalle piattaforme decentralizzate: sul mercato perpetuo di Hyperliquid il WTI è salito intorno ai 78,5 dollari al barile (circa +1,5%), restando però sotto i livelli precedenti alla firma del cessate il fuoco. Il vero test sarà alla riapertura dei mercati.
Sul tavolo, però, resta la diplomazia
Parallelamente all’annuncio prosegue il canale negoziale. Secondo Axios e CNN, l’inviato statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sono diretti in Svizzera per un nuovo round di colloqui, dopo il rinvio di venerdì legato ai combattimenti tra Israele e Hezbollah in Libano. Per gli Stati Uniti è già presente Jared Kushner, con la possibile partecipazione del vicepresidente JD Vance; la delegazione iraniana è data in viaggio.
I mercati predittivi scommettono su una distensione rapida: su Polymarket la probabilità di un incontro «domani» è indicata all’80%, quella di un’intesa entro fine mese al 98%. Al momento — sottolinea la stessa fonte — non sono arrivate risposte ufficiali né da Washington né da Israele.
Una precisazione doverosa, da rivista: quella sulla chiusura dello Stretto è per ora una dichiarazione veicolata da un’agenzia vicina a Teheran, non confermata in modo indipendente dalle autorità statunitensi o israeliane. Resta un fattore di rischio da monitorare: nelle prossime ore conteranno la conferma — o la smentita — sul terreno e l’esito dei colloqui svizzeri.
