Iran-USA, al via i colloqui in Svizzera: lo Stretto di Hormuz è conteso e il petrolio scende
Iniziato il negoziato diretto tra Washington e Teheran su Libano, nucleare e Stretto di Hormuz. Gli USA smentiscono la chiusura rivendicata dall'Iran: il passaggio è aperto, 55 navi transitate. Sui mercati il greggio cala sull'attesa di de-escalation.
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Sono iniziati in Svizzera i colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran, il capitolo più atteso di una crisi che nei giorni scorsi aveva fatto temere la chiusura dello Stretto di Hormuz. Sul tavolo tre dossier pesanti: il conflitto in Libano, il programma nucleare iraniano e proprio il controllo dello Stretto.
Le delegazioni si sono rafforzate. Per gli Stati Uniti è arrivato il vicepresidente JD Vance, con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Per l’Iran, accanto al ministro degli Esteri Abbas Araghchi, siede il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, insieme a responsabili dei settori bancario ed energetico: un segnale che Teheran tratta anche sul terreno economico.
Resta il nodo dello Stretto di Hormuz. Sabato l’Iran ne aveva rivendicato la chiusura per presunte violazioni del cessate il fuoco; il Comando centrale statunitense (CENTCOM) ha però smentito, dichiarando che il passaggio è aperto e non sotto il controllo di Teheran: il 20 giugno vi sono transitate 55 navi mercantili, per oltre 17 milioni di barili di petrolio. Vance ha parlato di 16 milioni di barili usciti dallo Stretto negli ultimi giorni.
Il petrolio scende, non sale
Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da una crisi simile, il greggio è in calo: con la prospettiva di un flusso più libero, i futures sul WTI americano hanno perso circa il 4,8% e il Brent intorno al 4%. È il segnale che i mercati, per ora, scommettono su una de-escalation più che su un blocco prolungato.
La strada però non è in discesa: le posizioni restano distanti e, riportano le agenzie internazionali, l’apertura del tavolo è stata accompagnata anche da toni duri sul fronte americano verso la delegazione iraniana. L’esito, nelle prossime ore, peserà su petrolio, inflazione importata e sentiment dei mercati alla riapertura di lunedì.
Una nota di metodo, da rivista: sullo Stretto circolano versioni opposte — la rivendicazione iraniana e la smentita americana — non ancora riconciliate da fonti indipendenti. Per chi investe contano i fatti verificabili, come i transiti misurati e i prezzi, più dei comunicati delle parti.
FontiCNNCNBCAl Jazeera
