Palantir vale 80 volte i ricavi, ma Goldman dice Buy: ce l’hai nel PAC senza saperlo?
Goldman Sachs promuove Palantir a Buy con target 230 dollari e il titolo sfiora i massimi storici. Ma una valutazione a 80 volte le vendite e un consenso non unanime chiedono prudenza, soprattutto a chi ce l'ha dentro un ETF.

Goldman Sachs ha cambiato idea su Palantir. L’8 ottobre l’analista Gabriela Borges ha alzato il giudizio da Neutral a Buy. Il nuovo target a 12 mesi è 230 dollari, circa il 18% sopra i prezzi correnti.
Il mercato ha risposto subito. Nella seduta di giovedì il titolo è salito del 2-3%, toccando 199,13 dollari in mattinata. Siamo a un passo dai massimi storici, dopo una corsa che negli ultimi tre mesi vale già un +45-47%.
Dietro il rialzo c’è una tesi precisa. Secondo Goldman, Palantir non ha ancora finito di cavalcare il boom dell’intelligenza artificiale. La società vende software per analizzare dati, e il suo mercato si starebbe allargando.
Perché dovrebbe interessarti? Perché Palantir è ormai dentro molti ETF tech e AI venduti anche in Italia. Se hai un PAC su quei fondi, un pezzo dei tuoi risparmi sale e scende con questo titolo. Anche se non ne hai mai sentito il nome.
Goldman Sachs e il nodo delle 80 volte i ricavi
La promozione di Goldman poggia su tre gambe. La prima è l'”AI sovrana”: governi che vogliono sistemi di intelligenza artificiale propri, sui dati nazionali. La seconda è lo sviluppo di software su misura. La terza sono le vendite verticali, cioè prodotti pensati per singoli settori.
I numeri della crescita impressionano. Palantir viaggia a un ritmo di ricavi ricorrenti annui vicino a 8 miliardi di dollari. E questi ricavi raddoppiano quasi ogni anno, con una crescita attorno al 100%. La trimestrale di agosto aveva mostrato ricavi in aumento del 93% su base annua.
Poi c’è l’altra faccia. Il titolo scambia a circa 80 volte le vendite. Non gli utili: le vendite. È un multiplo che pochissime società al mondo possono permettersi. E resta al centro del dibattito fra gli analisti.
Cosa vuol dire in pratica? Che il prezzo di oggi incorpora già anni di crescita a ritmi eccezionali. Se la crescita rallenta anche di poco, il mercato potrebbe reagire in modo sproporzionato. Il margine di errore è sottile.
Il consenso, infatti, non è un coro. Su 33 analisti censiti da CNBC, 23 dicono buy o strong buy. Gli altri 10 restano fra hold e sell. Un segnale positivo, ma con una minoranza che non si fida del prezzo.
Il caso ricorda da vicino quello di AMD, dove un target di Citi a 800 dollari ha acceso il titolo. Anche lì il nodo era lo stesso: comprare una certezza o una stima lontana nel tempo.
Palantir nel tuo PAC: il peso che non hai scelto
Chi investe in Italia raramente compra Palantir direttamente. Più spesso ce l’ha senza saperlo, tramite ETF azionari tech o AI distribuiti anche ai risparmiatori italiani. Quando il titolo sale, quel fondo sale un po’. Quando scende, idem.
È il lato positivo della diversificazione, ma anche il suo limite. Un ETF ti protegge dal crollo di un singolo nome. Però non ti protegge dal fatto che tanti titoli di quel paniere si muovano insieme, sulla stessa onda dell’AI.
Vale la pena, allora, aprire la scheda del tuo ETF. Guarda i primi dieci titoli e il loro peso. Se Palantir compare, sai che una fetta del tuo risparmio dipende da un’azienda valutata 80 volte i ricavi.
Attenzione poi all’effetto psicologico degli upgrade. Un giudizio Buy da Goldman fa notizia e porta compratori. Ma l’analista cambia il giudizio, non i conti dell’azienda. Quelli dovranno arrivare, trimestre dopo trimestre.
Palantir non ha operazioni dirette in Italia e non è quotata a Piazza Affari. Nessun legame con società italiane emerge dalle fonti consultate. Il riflesso per te passa solo dai fondi, non dai prezzi che paghi ogni giorno.
C’è un parallelo utile anche nel software dei servizi: Accenture ha vissuto un rally simile sull’AI dopo la trimestrale. In entrambi i casi la domanda è la stessa: quanta della promessa è già nel prezzo?
Il prossimo appuntamento è la trimestrale, attesa indicativamente a inizio novembre. Sarà il primo vero test per capire se la crescita vicina al 100% annuo regge. E se l’AI sovrana porta davvero i contratti che Goldman immagina.
Fino ad allora, un titolo salito del 45% in tre mesi va osservato con calma. Chi insegue i massimi dopo un upgrade spesso paga l’entusiasmo altrui, non il valore dell’azienda.
