Semiconduttori in correzione: perché i chip dell’AI fanno tremare i mercati (e cosa aspettarsi)
Dopo un trimestre da record, i titoli dei chip hanno subito una brusca correzione, da Wall Street all'Asia. Nel mirino le valutazioni gonfiate dall'intelligenza artificiale. Ecco cosa è successo e su cosa si gioca la settimana.
Foto: Jakub Pabis / Pexels
La nuova settimana dei mercati si apre con un tema dominante: i semiconduttori. Dopo mesi di corsa trainata dall’intelligenza artificiale, all’inizio di luglio il comparto ha subito una brusca correzione. L’ondata di vendite è partita da Wall Street con Micron in calo di oltre il 10% in una sola seduta per poi propagarsi ai mercati asiatici, dove i colossi della memoria Samsung Electronics e SK Hynix hanno perso oltre il 9%, trascinando l’indice coreano Kospi.
Il tonfo arriva dopo un rally straordinario. Nel secondo trimestre l’ETF dei semiconduttori SMH aveva guadagnato circa il 71%, uno dei migliori trimestri di sempre per il settore. Proprio l’entità di quei guadagni ha reso i titoli particolarmente vulnerabili alle prese di profitto non appena il sentiment è cambiato.
A innescare la correzione hanno concorso più fattori. Da un lato, cresce lo scetticismo sul fatto che gli enormi investimenti nelle infrastrutture per l’AI generino ritorni all’altezza delle attese. Dall’altro, alcuni report indicano che SK Hynix starebbe rallentando l’espansione della produzione di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), il cuore dei chip per l’intelligenza artificiale. A pesare c’è infine la Federal Reserve: sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh la banca centrale ha assunto un tono più restrittivo, e tassi più alti penalizzano soprattutto i titoli growth come i tecnologici.
La domanda che agita gli investitori è ormai esplicita: si tratta di una salutare presa di profitto o dell’inizio di uno sgonfiamento più profondo delle valutazioni legate all’AI? Le opinioni sul mercato sono divise. Per alcuni i fondamentali del settore la domanda di chip per data center e intelligenza artificiale restano solidi, e la correzione è fisiologica dopo mesi di eccessi. Per altri i prezzi erano corsi troppo avanti rispetto agli utili, e il ridimensionamento potrebbe non essere finito.
Per l’investitore il messaggio è di prudenza. Il comparto dei semiconduttori resta uno dei più promettenti degli ultimi anni, ma anche uno dei più volatili: dopo rialzi a tripla cifra, oscillazioni a doppia cifra in una singola seduta sono la norma. Nelle prossime settimane saranno decisivi i conti trimestrali delle grandi aziende del settore, le indicazioni sulla spesa in infrastrutture per l’AI e il tono della Fed. Chi ragiona sul lungo periodo può leggere queste fasi come occasioni selettive; chi ha un orizzonte breve deve mettere in conto una volatilità elevata.
La correzione non ha risparmiato gli altri protagonisti del settore. Anche Intel e AMD hanno chiuso in netto calo, mentre il paniere dei semiconduttori ha ridato indietro una parte dei guadagni record delle settimane precedenti. In Europa il comparto è più piccolo ma non immune: titoli come la franco-italiana STMicroelectronics, quotata anche a Piazza Affari, restano esposti al sentiment globale sui chip. È la conferma che, quando il vento cambia sull’intelligenza artificiale, l’onda si propaga rapidamente da un continente all’altro.
