Bending Spoons vola del 40% al debutto sul Nasdaq: la milanese ora vale 25,7 miliardi
La software house di Milano, proprietaria di AOL, Vimeo ed Evernote, chiude il primo giorno di contrattazioni a Wall Street a +40%. È la più grande quotazione tech italiana degli ultimi anni.
Foto: Marco Ottaviano / Pexels
Una software house nata a Milano nel 2013 è diventata, nel giro di una singola seduta, una delle società tecnologiche più valutate d’Europa. Bending Spoons ha debuttato mercoledì 1° luglio sul Nasdaq e ha chiuso la prima giornata di contrattazioni in rialzo di circa il 40%, spingendo la capitalizzazione della società a 25,7 miliardi di dollari. È il più grande sbarco a Wall Street di un gruppo tecnologico italiano da anni.
I numeri del collocamento
Il prezzo dell’offerta pubblica iniziale è stato fissato a 29 dollari per azione, sopra la forchetta indicativa di 26-28 dollari, segnale di una domanda robusta da parte degli investitori. Attraverso la vendita di circa 58 milioni di azioni, la società e alcuni soci hanno raccolto 1,68 miliardi di dollari, con una valutazione iniziale di 18,4 miliardi.
Il titolo, negoziato con il simbolo BSP, ha aperto in forte progresso e ha chiuso la prima seduta a 40,50 dollari, dopo aver toccato in giornata un massimo intraday oltre i 42 dollari. Il balzo del prezzo ha portato la capitalizzazione a 25,7 miliardi di dollari, più del doppio degli 11 miliardi dell’ultima valutazione privata, risalente al 2025.
Il modello: comprare marchi in declino e rilanciarli
Bending Spoons non costruisce prodotti da zero: acquista brand digitali affermati ma in difficoltà e li ristruttura. Nel suo portafoglio figurano nomi noti a milioni di utenti nel mondo: AOL, Vimeo, Evernote, WeTransfer, Eventbrite e Meetup. La formula prevede taglio dei costi, rilancio delle funzioni e revisione dei prezzi, con l’obiettivo di riportare in utile aziende che i precedenti proprietari avevano lasciato indietro.
Il peso degli abbonamenti è centrale in questo schema: gli introiti da sottoscrizione rappresentano circa l’84% dei ricavi, una base ricorrente che il mercato tende a premiare per la sua prevedibilità.
I conti che hanno convinto Wall Street
A sostenere l’entusiasmo del debutto ci sono numeri in netto miglioramento. Nel primo trimestre del 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 601 milioni di dollari, più che raddoppiati rispetto ai 259 milioni dello stesso periodo del 2025. Soprattutto, la società è passata da una perdita netta di 112 milioni a un utile di 27,4 milioni, dimostrando che il modello di acquisizioni può generare profitti e non solo crescita del fatturato.
Il salto in Borsa arriva peraltro in una fase non facile per il software quotato, con diversi titoli del comparto sotto pressione. La performance di Bending Spoons viene letta da molti operatori come un test riuscito sull’appetito degli investitori verso le società a modello di abbonamento con conti in ordine.
Perché la quotazione conta
Per l’ecosistema tecnologico italiano si tratta di un evento simbolico: una società con quartier generale a Milano che raggiunge Wall Street con una valutazione a doppia cifra in miliardi è una circostanza rara. Il collocamento fornisce inoltre nuove risorse per proseguire la strategia di acquisizioni che ha caratterizzato la crescita del gruppo negli ultimi anni.
Restano i rischi tipici dei debutti brillanti: le valutazioni gonfiate nel primo giorno possono ridimensionarsi nelle settimane successive, quando l’attenzione si sposta dalla narrazione ai risultati trimestrali. La sostenibilità del modello dipenderà dalla capacità di continuare a integrare e rilanciare i marchi acquisiti mantenendo la redditività appena raggiunta.
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. I titoli azionari, in particolare quelli al debutto in Borsa, comportano rischi elevati e possono registrare forti oscillazioni di prezzo. Prima di ogni decisione valutate la vostra situazione e, se necessario, rivolgetevi a un consulente abilitato.
FontiBloomberg · Il Sole 24 Ore · Yahoo Finance
