Wall Street non è mai stata così euforica: la spia “vendi” lampeggia come nel 2021
L'indicatore Bull & Bear di Bank of America è salito a 9,6, il massimo dal 2021, e ha acceso un segnale contrarian di vendita. La liquidità dei gestori è ai minimi storici: ecco cosa significa per chi investe.
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Immagina una festa dove tutti ballano, nessuno guarda l’orologio e la porta d’uscita è affollata di gente che vuole entrare, non uscire. È l’istantanea di Wall Street in questi giorni. E la Bank of America ha appena alzato la mano per ricordare che le serate più euforiche sono anche quelle in cui conviene tenere d’occhio l’uscita: il suo indicatore Bull & Bear è salito a 9,6 su 10, il livello più alto dal 2021, e ha acceso un segnale “vendi”.
Il Bull & Bear Indicator è un termometro dell’umore degli investitori: sale quando l’entusiasmo è alle stelle, scende quando prevale la paura. Nell’ultima settimana è passato da 9,5 a 9,6, tornando ai massimi dai giorni della corsa post-pandemia del 2021. Non solo: dalla rilevazione mensile della banca sui grandi gestori è emerso che la liquidità in portafoglio è scesa al 3,6%, un minimo storico. Tradotto: i professionisti hanno messo quasi tutti i loro soldi al lavoro sui mercati, lasciando pochissimo contante da parte.
Qui sta il punto per chi investe. L’indicatore di BofA è uno strumento “contrarian”: lampeggia “vendi” proprio quando tutti sono ottimisti, e “compra” quando regna il pessimismo. La logica, controintuitiva ma spesso azzeccata, è che quando non è rimasto quasi più nessuno da convincere a comprare, il carburante per far salire ancora i prezzi comincia a scarseggiare. «Il posizionamento estremamente rialzista dice di ridurre l’esposizione al rischio», ha scritto Michael Hartnett, responsabile della strategia d’investimento della banca. In altre parole: non è il momento di inseguire i massimi a occhi chiusi.
L’indicatore mette insieme diversi ingredienti — posizionamento degli hedge fund, flussi su azioni e obbligazioni, ampiezza dei listini, tecnica dei mercati del credito. E il contesto aiuta a capire l’allarme: l’entusiasmo di oggi ruota tutto attorno all’intelligenza artificiale. Gli stessi gestori indicano nella bolla AI il primo rischio per i mercati, eppure restano investiti quasi al 100%. È la stessa tensione che abbiamo visto sui singoli titoli, dagli oltre 200 miliardi di dollari di spese per l’AI annunciati da Google al saliscendi vertiginoso di Intel, salita e poi crollata in poche settimane.
Attenzione, però, a non trasformare un semaforo in una sfera di cristallo. Gli stessi analisti ricordano che questo segnale non anticipa necessariamente crolli lunghi e profondi: più spesso indica un pericolo di breve termine, una fase in cui conviene alzare il piede dall’acceleratore anziché aggiungere rischio. Nel 2021 arrivò con largo anticipo rispetto alle correzioni, e i listini continuarono a salire ancora per mesi. Un segnale “vendi”, insomma, non è un ordine di scappare: è un invito a controllare quanto rischio si ha davvero in portafoglio.
Cosa guardare adesso: se la liquidità dei gestori resta ai minimi e gli indici tornano a flirtare con i record mentre cresce la nervosità sull’AI, il margine di sorpresa positiva si assottiglia. Per il piccolo investitore la lezione è semplice e vecchia quanto la Borsa: quando tutti sono convinti che si possa solo salire, è il momento di guardare con più attenzione, non di meno.
FontiYahoo FinanceCNBC
