Anthropic all’IPO da 2.000 miliardi: la sua AI è un rischio «esistenziale» (parola sua)
Reuters ha letto il prospetto della quotazione più grande di sempre: 80 pagine su 261 parlano di rischi e la perdita 2025 è di 42 miliardi. Cosa insegna a chi ha ETF tech e fondi AI in portafoglio.

Anthropic, la società dietro il chatbot Claude, si prepara alla quotazione più grande della storia. L’obiettivo indicativo supera i 2.000 miliardi di dollari. Ma nel prospetto, rivelato da Reuters il 29 settembre, c’è una frase pesantissima. I suoi modelli possono comportare rischi «catastrofici o esistenziali» per l’umanità.
Non è un titolo di giornale, è la società che parla di sé. Su 261 pagine di prospetto, 80 sono dedicate ai rischi. Al business ne restano 48. Circa un terzo del documento serve a spiegare cosa può andare storto.
Tra i comportamenti elencati c’è la resistenza allo spegnimento. Poi l’occultamento o la manipolazione di informazioni. Infine azioni che ricordano il ricatto. Parole che di solito si leggono nei romanzi di fantascienza. Qui stanno nel documento che dovrà convincere gli investitori a mettere soldi veri.
Perché ti riguarda? Perché il modo in cui si valuta Anthropic dice molto su come si prezzano oggi tutte le aziende AI. E quelle aziende stanno dentro ETF e fondi che molti risparmiatori italiani hanno in portafoglio, spesso senza saperlo.
Anthropic perde 42 miliardi: i numeri sotto la valutazione record
Il rischio esistenziale fa notizia, ma i numeri fanno il conto in banca. Nel 2025 Anthropic ha registrato una perdita netta su carta di circa 42 miliardi di dollari. La perdita operativa ha superato gli 8 miliardi. Cifre da manuale di economia, non da startup.
I ricavi, va detto, corrono. Sono cresciuti di circa 12 volte, fino a quasi 4,6 miliardi di dollari. Una velocità che pochissime aziende hanno mai visto. Ma il rapporto tra quanto entra e quanto si perde resta profondamente squilibrato.
C’è poi la voce spese. L’azienda prevede di investire 518 miliardi di dollari in cloud, calcolo e infrastrutture nei prossimi anni. Una cifra enorme rispetto ai ricavi attuali. E qualcuno, prima o poi, dovrà finanziarla.
Un altro dettaglio pesa: quasi un quarto dei ricavi 2025 arriva da soli due clienti. Se uno dei due cambia fornitore o taglia il budget, il fatturato traballa. È la concentrazione tipica delle aziende giovani, non di un colosso da 2.000 miliardi.
Il tema non è nuovo per chi segue il settore. Michael Burry, l’uomo del «Big Short», è già schierato contro l’euforia sull’AI. Il prospetto di Anthropic, letto con freddezza, gli offre argomenti. Non conclusioni, ma argomenti.
Servono cautele anche sui dati stessi. Il prospetto non è ancora pubblico: Reuters e Financial Times lo hanno visionato in anteprima. Il filing ufficiale presso la SEC potrebbe contenere numeri diversi. E i 2.000 miliardi sono un obiettivo indicativo, non un prezzo di collocamento.
Nasdaq, ETF tech e il tuo portafoglio: la lezione del prospetto
La domanda pratica è semplice: puoi comprare Anthropic in IPO? Realisticamente no, non alle condizioni degli istituzionali. Il piccolo risparmiatore italiano arriva dopo, quando il titolo scambia già in Borsa. E il prezzo, a quel punto, lo hanno fatto altri.
Le IPO più attese insegnano una cosa: l’entusiasmo del primo giorno non è un diritto per tutti. Chi entra tardi spesso paga il prezzo dell’hype altrui. Vale la vecchia regola del compra sui rumori e vendi sulla notizia. Il retail fa quasi sempre il contrario.
L’esposizione indiretta però esiste già. Chi ha un ETF sul Nasdaq o sull’indice MSCI World Information Technology possiede i grandi nomi dell’AI. Una volta quotata, Anthropic potrebbe entrare in quegli indici. E il suo umore contagerebbe i titoli correlati.
Pensa a Nvidia, a Microsoft, ai fornitori di chip. Le loro quotazioni si muovono sulle aspettative di spesa in infrastrutture. I 518 miliardi promessi da Anthropic sono benzina per quel motore. Ma se il motore si inceppa, il contraccolpo arriva su tutta la filiera.
Lo abbiamo visto nelle stesse ore con OpenAI, che ha fermato alcuni modelli facendo crollare i chip in Borsa. Il settore reagisce come un organismo unico. Un colpo a un nome grosso si sente ovunque, anche nel fondo pensione.
La lezione vera del prospetto è di metodo. Le aziende raccontano una storia nei comunicati e un’altra nei documenti ufficiali. Nel comunicato c’è il futuro radioso, nel prospetto ci sono le 80 pagine di rischi. Leggere la seconda versione costa tempo, ma evita sorprese.
Cosa guardare ora. Primo, la pubblicazione del filing S-1 presso la SEC, con la forchetta di prezzo e la data del roadshow. Secondo, la reazione di Nvidia e degli altri titoli AI ai nuovi dati. Terzo, la mossa di OpenAI. Punta a raccogliere 30 miliardi a una valutazione di 1.400 miliardi, senza quotarsi subito.
Un’azienda che vale 2.000 miliardi sulla carta e perde 42 nella realtà merita attenzione, non fede. Prima di rincorrere il prossimo fondo AI, meglio chiedersi quanto di quel prezzo è già entusiasmo di qualcun altro.
FontiCNBC (Reuters)Yahoo Finance (Reuters)Yahoo FinanceYahoo Finance Personal Finance
