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Apple da record ma -10% in Borsa: il «diluvio» sulla memoria arriva anche al tuo iPhone

Miglior trimestre di sempre e 373 miliardi bruciati in un giorno: la penuria di chip di memoria spinge i prezzi e minaccia il tuo prossimo Mac o iPhone.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 1 Ago 2026 · 16:03 Lettura 3 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Deane Bayas / Pexels

Se stai aspettando il momento giusto per cambiare iPhone, Mac o anche solo per assemblare un PC, questa storia ti riguarda da vicino. Apple ha appena chiuso il miglior trimestre della sua storia e, nella stessa giornata, ha visto evaporare circa 373 miliardi di dollari di valore in Borsa: il più grande crollo di capitalizzazione in un singolo giorno mai registrato dalla società. Il motivo non sono i conti passati, ma un allarme sul futuro che parte dai chip di memoria e finisce dritto sul cartellino del prezzo dei tuoi prossimi dispositivi.

Partiamo dai numeri, che sono tutt’altro che brutti. Nel trimestre fiscale chiuso il 27 giugno Apple ha incassato 109,4 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16% su base annua, con un utile per azione di 2,02 dollari (+29%), sopra le attese degli analisti. L’iPhone ha fatto la parte del leone con 54,3 miliardi (+22%). A stonare sono stati due capitoli: i servizi, fermi a 30,7 miliardi contro i circa 31,2 attesi, e la Grande Cina a 18,8 miliardi contro i 19,5 stimati.

Ma il vero colpo è arrivato dalle previsioni. Per il trimestre in corso Apple ha indicato una crescita dei ricavi del 9-11%, una brusca frenata rispetto al +16% appena messo a segno. La colpa, ha spiegato la società, è dei costi della memoria: l’amministratore delegato Tim Cook ha parlato senza giri di parole di un «diluvio del secolo» sui prezzi della memoria, mentre il CFO Kevan Parekh ha ammesso che «più del 100%» del calo di marginalità è spiegato proprio da quella voce. Tradotto: Apple ha già alzato i prezzi di Mac e iPad per assorbire i rincari, e finora ha risparmiato l’iPhone. Ma questa tregua, secondo gli analisti, finirà con i nuovi modelli in arrivo in autunno.

Perché la memoria costa così tanto? Perché il boom dei data center per l’intelligenza artificiale sta drenando gran parte della produzione mondiale di chip DRAM, lasciando meno capacità per smartphone e computer, in un mercato controllato da pochissimi fornitori. È la stessa dinamica che avevamo raccontato quando il produttore cinese CXMT è esploso in Borsa e che alimenta la corsa agli investimenti nell’AI, come nel caso delle maxi-garanzie di Nvidia a OpenAI. Quando la domanda dei giganti dell’AI e quella dell’elettronica di consumo si contendono lo stesso silicio, a pagare il conto è spesso chi sta in fondo alla fila: il consumatore.

Attenzione, però, a non leggere il crollo come una condanna. Una parte degli analisti (da Bank of America a Goldman Sachs) sostiene che i vincoli di fornitura rinviano i ricavi, non li distruggono: la domanda c’è, semplicemente Apple non riesce a soddisfarla in tempo. Altri, come Barclays, vedono problemi più strutturali nei servizi e in Cina. Il tonfo, poi, arriva dopo mesi di rialzi e sui massimi: parte della vendita è stata semplice presa di profitto. E c’è un dettaglio simbolico non da poco: questa è stata l’ultima trimestrale di Cook da amministratore delegato, prima del passaggio di consegne a John Ternus.

Cosa guardare adesso: se e quanto Apple ritoccherà i listini dei nuovi iPhone in autunno, e se la penuria di memoria avrà davvero toccato il picco. Sono i due termometri che diranno se questo «diluvio» sui chip resterà un problema di margini per Apple o diventerà un rincaro concreto nel tuo prossimo acquisto.

FontiReuters (via Honolulu Star-Advertiser)CNBCYahoo Finance9to5Mac

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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