Buffett raddoppia i buyback a 9,6 miliardi mentre l’AI crolla: tu stai dalla parte giusta?
Conti del terzo trimestre di Berkshire Hathaway: utile operativo in calo del 5,8%, cassa record a 377 miliardi e riacquisti più che raddoppiati. Mentre i titoli AI tremano, i soldi tornano a Omaha: cosa significa per chi ha un ETF tech o un fondo value.

Berkshire Hathaway ha riacquistato proprie azioni per circa 9,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Più del doppio dei 4,5 miliardi del trimestre precedente. I conti sono usciti sabato 7 novembre, al termine di una delle settimane più nervose dell’anno per i titoli dell’intelligenza artificiale.
Il messaggio è semplice. Mentre Wall Street scappava dai chip, la casa di Warren Buffett comprava sé stessa. E il mercato ha premiato la scelta: tre nuovi massimi storici in pochi giorni e una settimana migliore dell’S&P 500.
Perché ti riguarda? Perché questa fotografia racconta una rotazione in corso. I soldi lasciano i nomi brillanti dell’AI e tornano verso aziende considerate noiose: ferrovie, assicurazioni, energia. Se hai un ETF tech, sei dall’altra parte di quel flusso.
Attenzione, però, a non farsi trascinare dall’entusiasmo. Dentro gli stessi conti c’è un dato che pochi sottolineano. L’utile operativo è sceso del 5,8%, a 12,7 miliardi di dollari. La macchina di Omaha ha rallentato, e a Omaha lo sanno bene.
Berkshire Hathaway, cosa dicono davvero i conti del trimestre
Partiamo dai riacquisti. Il buyback, cioè l’acquisto delle proprie azioni da parte dell’azienda, è salito a 9,6 miliardi. Nel secondo trimestre era stato di 4,5 miliardi. Un balzo del 113% in tre mesi, secondo i dati riportati da CNBC.
Il totale dal primo gennaio arriva così a circa 14,4 miliardi di dollari. Berkshire ha una regola nota: ricompra solo quando il management giudica il prezzo inferiore al valore intrinseco. Raddoppiare la dose significa che, a Omaha, il titolo lo vedevano a sconto.
Poi c’è il dato meno comodo. L’utile operativo, quello che misura i business veri, è calato del 5,8% a 12,7 miliardi. Hanno pesato l’underwriting assicurativo, cioè la differenza tra premi incassati e sinistri pagati, e un reddito da investimenti in calo.
In parole semplici: le polizze rendono meno e la montagna di cassa frutta meno. Non è un crollo, ma non è nemmeno la storia di crescita che il rialzo del titolo lascia immaginare. Il mercato oggi compra la sicurezza, non gli utili.
Infine la liquidità, salita a un record di 377,4 miliardi di dollari a fine settembre. Una cifra enorme, parcheggiata in attesa di occasioni. È il vero asso nella manica del gruppo, ma è anche il segnale che di affari a buon prezzo ne vede pochi.
Il quadro ha due facce. Da un lato un’azienda che si fida di sé stessa e ha munizioni quasi infinite. Dall’altro un motore che gira un po’ più piano. Chi guarda solo il grafico vede la prima; chi legge il bilancio vede entrambe.
La rotazione dall’AI a Buffett: dove stanno i tuoi risparmi
Qui entra in gioco il tuo portafoglio. Secondo CNBC, gli investitori hanno spostato capitali dai titoli tech e AI verso Berkshire, vista come poco esposta all’intelligenza artificiale. È il classico volo verso la qualità quando la festa dei chip si inceppa.
Se hai un ETF sull’S&P 500 o sul Nasdaq, la tua esposizione ai nomi AI è altissima e ogni scossone lo senti tutto. I timori sui bilanci del settore, come quelli legati al debito che Oracle sta accumulando per l’AI, pesano direttamente sul tuo conto. Chi aveva un fondo value, o qualche azione Berkshire, ha visto il saldo muoversi in direzione opposta.
Non è un invito a inseguire Omaha dopo tre massimi storici. Vale la vecchia regola: si compra sui rumori e si vende sulla notizia. Il grosso della rotazione è già avvenuto. Entrare oggi significa pagare la sicurezza a prezzo pieno.
Vale anche il contrario. La sovraperformance di Berkshire è recente e dipende dalla paura sull’AI. Se i chip rimbalzano, i flussi possono invertirsi in fretta. Chi vende tutto il tech per comprare value rischia di fare il giro completo al momento sbagliato.
La lezione utile è un’altra: controlla quanto pesano le due anime nel tuo portafoglio. Se gran parte del tuo ETF è concentrata in pochi titoli tech, una settimana come questa la senti per intero. Un po’ di noia assicurativa e ferroviaria serve a dormire meglio, non a diventare ricchi.
Anche i fondi pensione italiani e gli ETF europei a stile value si muovono sulla stessa onda. Non devi possedere Berkshire per esserne toccato: basta che il tuo gestore abbia inseguito, o evitato, l’intelligenza artificiale negli ultimi mesi. Vale la pena aprire il rendiconto e guardare cosa c’è dentro.
Cosa guardare ora. A metà novembre è atteso il 13F, il documento trimestrale sulle partecipazioni. Dirà se Greg Abel ha usato parte dei 377 miliardi di cassa per nuovi acquisti o acquisizioni, oltre ai buyback. Fino ad allora, un singolo trimestre non va letto come una profezia: Omaha compra quando il prezzo è giusto, non quando il titolo fa notizia.
FontiCNBC – Berkshire Hathaway Q3 2026 earnings, buybacksCNBC – Berkshire shares surge amid AI fearsBloomberg via Yahoo Finance – Berkshire operating earnings fall, buybacks riseSEC Form 8-K – Berkshire Hathaway Q3 2026 results (fonte primaria)
