Derivati, SEC e CFTC aprono una consultazione congiunta per chiarire e armonizzare le definizioni
Le due autorità statunitensi dei mercati finanziari chiedono commenti pubblici per aggiornare e armonizzare le definizioni dei prodotti derivati e sciogliere le ambiguità del Titolo VII del Dodd-Frank. Tempo per i commenti: 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register.
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La Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno diffuso una richiesta congiunta di commenti pubblici sulle possibili opportunità di aggiornare, chiarire e armonizzare alcune definizioni dei prodotti derivati e questioni interpretative collegate. L’annuncio, datato 18 giugno 2026, segna un’iniziativa coordinata fra i due principali regolatori dei mercati finanziari statunitensi.
Cosa chiedono le due autorità
La consultazione, spiegano SEC e CFTC, è pensata per sostenere la valutazione in corso su un punto preciso: se le definizioni regolamentari, le interpretazioni e i confini di competenza attuali riflettano in modo adeguato l’evoluzione delle strutture di mercato, dei prodotti finanziari e delle pratiche di negoziazione. In altre parole, i regolatori vogliono capire se le regole scritte anni fa siano ancora al passo con un mercato dei derivati profondamente cambiato.
Il documento individua una serie di temi specifici su cui le due autorità invitano operatori, intermediari e pubblico a inviare osservazioni. La finestra per i contributi resterà aperta per 60 giorni dalla pubblicazione della richiesta nel Federal Register.
Le parole dei presidenti
«Un chiarimento sulle questioni definitorie del Titolo VII, compresi i prodotti basati su eventi, è atteso da tempo. Attraverso una cooperazione in buona fede possiamo creare condizioni di parità in cui imprese affermate e nuovi operatori possano competere e innovare allo stesso modo, indipendentemente dal fatto che siano registrati presso la SEC o la CFTC.»
Paul S. Atkins, presidente della SEC
«La richiesta congiunta di commenti di oggi è l’occasione per affrontare ambiguità di lunga data all’interno del Titolo VII del Dodd-Frank, che hanno frenato la concorrenza leale e l’innovazione responsabile.»
Michael S. Selig, presidente della CFTC
Perché conta: il nodo del Titolo VII
Il Titolo VII del Dodd-Frank Act, la legge di riforma finanziaria statunitense del 2010, è la cornice che disciplina il mercato degli swap e dei derivati. Storicamente la vigilanza è ripartita: alla CFTC fanno capo gli swap, alla SEC i security-based swap, cioè i derivati collegati a titoli. Questa separazione di competenze ha generato nel tempo zone grigie su come classificare alcuni strumenti, soprattutto con l’arrivo di prodotti nuovi che non rientrano nettamente in una delle due categorie.
Armonizzare le definizioni significa ridurre l’incertezza su chi vigila su che cosa e secondo quali regole. Per gli operatori è un tema concreto: una classificazione più chiara incide su quale autorità sia competente, su quali obblighi si applichino e sulla possibilità per nuovi soggetti di entrare nel mercato senza ambiguità normative.
I prossimi passi
Si tratta, per ora, di una richiesta di commenti: non introduce nuove regole, ma raccoglie elementi per un’eventuale futura revisione. Dopo la pubblicazione nel Federal Register scatteranno i 60 giorni di consultazione; solo in seguito le due autorità valuteranno i contributi ricevuti. La redazione di TradingOnline.com seguirà l’evoluzione del dossier.
FontiU.S. SEC
