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Inflazione USA al 4,1%: il dato PCE allontana i tagli della Fed

Il deflatore PCE, l'indicatore d'inflazione preferito dalla Federal Reserve, è salito al 4,1% annuo: il massimo da aprile 2023. Il dato core resta al 3,4%. Wall Street reagisce in ordine sparso — Nasdaq giù sui tecnologici, Dow in rialzo — mentre i tagli dei tassi si allontanano.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 26 Giu 2026 · 19:30 Lettura 2 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Mark Stebnicki / Pexels

L’inflazione americana torna a far paura. Il deflatore PCE — l’indice dei prezzi al consumo che la Federal Reserve guarda con più attenzione — è salito al 4,1% annuo, il livello più alto da aprile 2023. Un dato che raffredda di colpo le speranze di un imminente taglio dei tassi.

Nel dettaglio: l’indice headline è cresciuto dello 0,4% su base mensile, portando il tendenziale al 4,1%. La componente core, depurata da energia e alimentari — quella che la banca centrale considera più affidabile per la tendenza di fondo — è salita dello 0,3% nel mese e resta al 3,4% annuo, ben sopra l’obiettivo del 2%.

La reazione dei mercati

Wall Street reagisce in ordine sparso, con una netta rotazione. Il Nasdaq arretra, appesantito dai tecnologici e dai semiconduttori; lo S&P 500 chiude poco mosso; in controtendenza il Dow Jones e il Russell 2000 delle piccole capitalizzazioni. Il copione è chiaro: i capitali lasciano la crescita più cara e si spostano su titoli value e difensivi.

Nello stesso giorno l’oro è tornato sopra i 4.000 dollari l’oncia: il classico riflesso da bene rifugio quando l’inflazione resta alta e l’incertezza sui tassi aumenta.

Tech sotto pressione

Sul comparto tecnologico pesa anche una crescente prudenza sulle valutazioni elevate dopo mesi di corsa legata all’intelligenza artificiale. A raffreddare il sentiment hanno contribuito le indiscrezioni su un possibile rinvio al 2027 della quotazione in Borsa di OpenAI e i timori sui costi crescenti dell’AI. Gli investitori iniziano a chiedersi se i prezzi pagati per il settore siano ancora giustificati.

Perché conta il PCE

È l’indice d’inflazione che la Federal Reserve usa come riferimento per il suo obiettivo del 2%, preferito al più noto CPI perché tiene conto di come cambiano nel tempo le abitudini di spesa delle famiglie. Un valore headline al 4,1% e un core al 3,4% dicono che la banca centrale è ancora lontana dal traguardo: difficile, in questo quadro, che il costo del denaro — dai mutui ai prestiti alle imprese — scenda nel breve periodo.

Cosa aspettarsi ora

Un’inflazione ostinata spinge la Fed verso un atteggiamento higher for longer: tassi fermi su livelli elevati più a lungo del previsto. Per i mercati significa condizioni più dure per i titoli growth e un freno alle valutazioni. I prossimi riferimenti saranno la riunione della Federal Reserve e i dati sul mercato del lavoro USA.

I mercati possono muoversi in entrambe le direzioni e le performance passate non sono indicative di quelle future.

FontiBureau of Economic Analysis — PCE Price IndexCNBC — EconomyCharles Schwab — Stock Market UpdateYahoo Finance — Stock Market News Jun 26

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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