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Moderna vola sul vaccino anti-cancro, ma Wall Street lo vede già troppo caro

Un risultato storico in fase 3 contro il melanoma ha quasi triplicato il titolo in un giorno. Ma il prezzo attuale è già molto sopra l'obiettivo medio degli analisti: ecco cosa guardare davvero.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 26 Ago 2026 · 22:05 Lettura 3 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Jess Loiterton / Pexels

Quasi tutti conoscono qualcuno che ha combattuto contro un tumore, ed è per questo che la notizia arrivata da Moderna ha fatto il giro del mondo ben oltre le pagine finanziarie. L’azienda diventata famosa con il vaccino anti-Covid ha annunciato, insieme al colosso farmaceutico Merck, il primo risultato positivo in fase 3 per un vaccino personalizzato contro il cancro. La reazione della Borsa è stata da record: in una sola seduta il titolo è schizzato di oltre il 177%, un movimento rarissimo per un’azienda di queste dimensioni.

I numeri parlano chiaro. Il 19 agosto le azioni Moderna hanno chiuso a 174,38 dollari, con la capitalizzazione salita da circa 25 a 69 miliardi di dollari in poche ore. Al centro c’è intismeran autogene, un vaccino su misura per il singolo paziente da usare insieme al Keytruda di Merck: la sperimentazione ha centrato l’obiettivo principale sulla sopravvivenza libera da recidiva e quello secondario sulle metastasi a distanza, in pazienti operati per melanoma in stadio avanzato. È il primo studio di fase 3 andato a buon fine per questo tipo di terapia personalizzata.

Perché conta così tanto? Perché rappresenta un ribaltamento clamoroso. Dopo il crollo della domanda per i vaccini Covid, il titolo Moderna aveva perso circa il 90% dai massimi, trasformando l’ex beniamina della pandemia in una società in cerca di un futuro. Un risultato clinico di questa portata riaccende la speranza non solo per i malati, ma anche per un modello di business che punta a costruire un’intera piattaforma di terapie oncologiche personalizzate. Il mercato, in un colpo solo, ha iniziato a prezzare non un singolo farmaco, ma la promessa di decine di studi futuri.

Ed è qui che serve prudenza, perché l’entusiasmo si è mosso a strappi. Il giorno dopo il balzo il titolo ha già perso il 20%, poi è tornato a salire di circa il 14% martedì spinto dalla promozione di Wolfe Research, che stima un potenziale di vendite di picco intorno ai 9,2 miliardi di dollari. Barclays ha alzato l’obiettivo a 125 dollari (da 48), BofA fino a 170. Un’altalena che ricorda una lezione già raccontata su queste pagine a proposito della corsa dell’oro verso i 4.600 dollari: quando tutti inseguono lo stesso trend, i prezzi corrono più in fretta dei fatti.

Il punto scomodo, per chi guarda al portafoglio e non solo alla scienza, è la distanza tra prezzo ed aspettative reali. Wall Street nel complesso resta su un giudizio prudente, con un obiettivo medio di prezzo intorno agli 83 dollari, ben sotto i livelli su cui il titolo viaggia oggi: significa che il consenso degli analisti implica un potenziale ribasso, non un rialzo. JPMorgan avverte che il successo nel melanoma era in buona parte già scontato nelle stime, che si tratta di un’indicazione relativamente piccola e che restano da chiarire dimensione dell’effetto, dati sulla sopravvivenza complessiva e percorso verso l’approvazione. Moderna, intanto, non è ancora tornata all’utile.

La sostanza è duplice. Da un lato una notizia potenzialmente storica per la medicina, da seguire con attenzione. Dall’altro un titolo che, dopo aver quasi triplicato, incorpora già molte buone notizie ancora tutte da concretizzare. Cosa guardare adesso: i numeri di dettaglio dello studio, le tempistiche regolatorie e i risultati degli altri trial. È lì, non nell’euforia di una singola seduta, che si capirà quanto vale davvero questa scommessa.

FontiMerck (comunicato ufficiale)CNBCYahoo Finance

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Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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