Paramount si compra Warner Bros con 44 miliardi di debito al 9%: ecco il rischio
Per unire i suoi studios a Harry Potter, HBO e CNN, Paramount lancia un maxi-prestito da 44,4 miliardi. Un impero da sogno, ma costruito a leva: cosa deve guardare chi investe.
Foto: Brian Haddock / Pexels
Immagina di mettere sotto lo stesso tetto Mission: Impossible e Harry Potter, HBO e CNN, i cartoni di Nickelodeon e i film della DC. È il piano di Paramount Skydance, che per comprare Warner Bros. Discovery ha appena aperto il portafoglio come poche volte si è visto: lunedì la società ha annunciato l’intenzione di emettere circa 44,4 miliardi di dollari in obbligazioni per finanziare l’operazione. Non un dettaglio tecnico da addetti ai lavori: è il conto, salatissimo, di un sogno hollywoodiano costruito a debito.
I numeri aiutano a capire la portata. Si tratta di note senior garantite di primo e secondo grado (“first e second lien”), denominate in dollari ed euro, riservate a investitori istituzionali. A queste si aggiunge un prestito bancario a leva da 7,5 miliardi già lanciato nei giorni scorsi. Il tutto serve a coprire l’acquisto di Warner Bros. Discovery, che Paramount ha messo sul piatto a 31 dollari per azione in contanti, valutando la preda circa 80 miliardi di equity e oltre 108 miliardi di enterprise value (debito incluso). La parte azionaria dell’operazione, circa 47 miliardi, è garantita dalla famiglia Ellison e da RedBird Capital.
Qui arriva il punto che riguarda chi investe. Prendere in prestito decine di miliardi non è gratis, e oggi il denaro costa caro: secondo quanto riferito da Bloomberg, la tranche di obbligazioni a dieci anni è stata proposta a un rendimento poco sopra il 9%. Tradotto: la nuova Paramount pagherà per anni cedole pesantissime ai suoi creditori, soldi che escono dalle casse prima ancora di pensare a nuovi film o dividendi agli azionisti. La leva finanziaria amplifica i guadagni quando tutto va bene, ma moltiplica i danni quando qualcosa si inceppa.
E le cose che possono incepparsi non mancano. Un’acquisizione di queste dimensioni va prima approvata dai regolatori e poi, soprattutto, integrata: due colossi con culture, contratti e piattaforme streaming diverse da fondere in uno. È lo stesso terreno scivoloso dei grandi affari nell’intrattenimento che a volte saltano all’ultimo, come nel recente caso in cui il buyout di MGM è stato ritirato facendo svanire il premio per gli azionisti. Nelle mega-fusioni il rischio esecuzione è la regola, non l’eccezione.
Non stupisce quindi la reazione tiepida del mercato: alla notizia del maxi-collocamento di debito, il titolo Paramount Skydance ha oscillato attorno alla parità, con un leggero calo nelle contrattazioni pre-mercato. Wall Street, insomma, applaude l’ambizione ma tiene d’occhio il bilancio: il rapporto tra debito e patrimonio della società era già superiore al 120% prima di questa nuova ondata di prestiti. Un impero mediatico enorme, ma poggiato su una montagna di obbligazioni da onorare.
La lezione per il piccolo investitore è semplice e vale ben oltre Hollywood: quando un’azienda cresce comprando i concorrenti a suon di debito, il catalogo di film e serie conta meno del piano per ripagare i creditori. Da qui in avanti il numero da seguire non sarà il box office, ma il costo degli interessi e i tempi dell’integrazione. Prima di lasciarsi affascinare dal nuovo gigante dello streaming, conviene leggere la parte meno glamour della storia: quella scritta nel bilancio.
FontiParamount Skydance – Investor RelationsBloombergSEC – Form 8-K Paramount SkydancePitchBook
