SpaceX crolla del 50% dopo l’IPO da record: e il peggio potrebbe arrivare il 6 agosto
Il titolo più atteso dell'anno ha perso metà del valore dal picco. Il 4 agosto la prima trimestrale, poi un'ondata di azioni da 109 miliardi: cosa insegna al piccolo investitore.
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Era l’IPO che tutti aspettavano: SpaceX, l’azienda di Elon Musk, è sbarcata in Borsa il 12 giugno 2026 nel più grande collocamento della storia, da 75 miliardi di dollari. Il debutto è stato trionfale, con un balzo del 19% il primo giorno. Poche settimane dopo, però, la festa si è spenta: il titolo (ticker SPCX) ha perso quasi il 50% dal massimo toccato a metà giugno. È la parabola classica dell’hype, e vale la pena capirla prima di lasciarsi sedurre dal prossimo “affare del secolo”.
I numeri raccontano tutto. Dopo aver chiuso il primo giorno a 161 dollari, SPCX è schizzato fino a un massimo intraday di 225,64 dollari il 16 giugno. Da lì, la discesa: il 21 luglio il titolo scambiava intorno ai 120 dollari, sui minimi da quando è quotato, dopo sette sedute consecutive in rosso. Martedì è rimbalzato di circa il 7% grazie all’annuncio della prima trimestrale, ma resta a metà strada rispetto ai fasti di giugno.
Perché conta per te? Perché questa storia è un manuale su come funziona l’entusiasmo da quotazione. Al debutto SpaceX ha messo sul mercato meno del 5% delle proprie azioni: un flottante ridottissimo. Poche azioni disponibili e domanda altissima gonfiano il prezzo ben oltre il valore reale dell’azienda. Chi compra sull’onda dei rumori e dei titoloni rischia di ritrovarsi in mano il conto quando l’euforia svanisce e i fondamentali tornano a contare.
E qui arriva il vero spartiacque. SpaceX pubblicherà i primi conti da società quotata il 4 agosto, dopo la chiusura di Wall Street. Ma la data che agita gli operatori è quella successiva: due giorni di contrattazioni dopo, scade il lock-up su circa 911,5 milioni di azioni in mano agli insider, pari a circa il 20% del capitale e a un controvalore di quasi 109 miliardi di dollari. Tradotto: una potenziale valanga di titoli che può riversarsi sul mercato tutta insieme, con inevitabile pressione sui prezzi. Musk e i vertici, va detto, restano vincolati fino al 2027. È lo stesso meccanismo del “non inseguire il rialzo” che abbiamo visto altrove: come ricordavamo sul caso PayPal dopo il blitz di Stripe, il momento di massimo clamore è quasi mai quello giusto per entrare.
Attenzione a non ribaltare l’entusiasmo in pessimismo cieco. Gli analisti restano in maggioranza positivi, con un rating medio “Buy” e un obiettivo a 12 mesi vicino ai 240 dollari, il doppio dei valori attuali. Ma i segnali di tensione ci sono: lo short interest è salito a circa un terzo del flottante, cioè molti scommettono su ulteriori ribassi. È un titolo tirato in due direzioni, e la prima trimestrale dirà chi ha ragione.
Cosa guardare adesso: il 4 agosto conteranno soprattutto la redditività di Starlink e la generazione di cassa. Ma è il 6 agosto, con l’ondata di azioni liberate, il vero stress test. Per il piccolo investitore la lezione è semplice: le IPO più chiacchierate raramente premiano chi arriva per ultimo, e un marchio leggendario non è, da solo, una garanzia di rendimento.
FontiCNBCYahoo Finance
