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Tesla rinvia la Roadster al 15 ottobre, venerdì il vero esame: consegne attese a -6,8%

La supercar promessa nel 2017 slitta ancora, stavolta per il maltempo. Ma per chi ha Tesla in portafoglio il dato che conta arriva venerdì: le consegne del terzo trimestre, che Wall Street vede in calo quasi del 7%.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 1 Ott 2026 · 17:38 Lettura 4 min ✓VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Tesla ha spostato di nuovo la presentazione della Roadster. L’evento fissato per il 1° ottobre slitta al 15 ottobre e la motivazione ufficiale è il maltempo. Due settimane di rinvio su un’auto che aspetta il debutto da nove anni.

Il tempismo conta più del rinvio. Venerdì 2 ottobre la società pubblica i dati sulle consegne del terzo trimestre. E qui Wall Street si aspetta un passo indietro: circa 463.000 veicoli, il 6,8% in meno rispetto ai 497.000 dell’anno scorso.

Per chi ha il titolo in portafoglio la domanda è semplice. Meglio guardare la supercar dei sogni o il numero che misura quante auto Tesla vende davvero? Se l’obiettivo è capire dove va il titolo, la risposta è la seconda.

Intanto Tesla ha chiuso la seduta del 30 settembre a 354,81 dollari, in rialzo dello 0,56%. Resta però lontana dal massimo a 52 settimane di 498,83 dollari. Il mercato, per ora, aspetta.

Nove anni di promesse: la Roadster che Elon Musk non consegna

La seconda generazione della Roadster fu svelata nel 2017. La produzione era promessa per il 2020. Nove anni dopo, l’auto non è stata consegnata a nessuno e perfino la semplice dimostrazione pubblica continua a slittare.

Va detto con onestà: un rinvio di due settimane per il meteo, preso da solo, è un dettaglio minore. Il rischio è leggerlo come l’ennesimo segnale di inaffidabilità, quando la vera partita si gioca altrove, sui numeri di vendita.

Eppure l’attenzione resta alta, perché Tesla ha riaperto le prenotazioni. Il deposito richiesto è di 50.000 dollari: 5.000 con carta e 45.000 via bonifico. Per la Founders Series, la versione più esclusiva, si arriva a 250.000 dollari.

Qui sta la lezione per il piccolo investitore. L’hype attorno a un prodotto da collezione non cambia i conti di un gruppo che vende centinaia di migliaia di auto ogni trimestre. Chi compra il titolo per la Roadster compra una storia, non un bilancio.

La vicenda è stata ripresa anche da Il Sole 24 Ore, segno che l’interesse c’è pure in Italia. Ma attenzione: parliamo di un prodotto di nicchia che nel breve termine non arriverà sul mercato italiano. Per il lettore italiano è spettacolo, non un acquisto.

Vale la vecchia regola di chi investe da anni: si compra sui rumori e si vende sulla notizia. Un evento mediatico come il lancio della Roadster è il terreno ideale per entusiasmi che durano un giorno e lasciano il conto a chi arriva per ultimo.

Consegne Tesla, il numero che muove il titolo venerdì

Torniamo al dato che conta. Il consenso di Wall Street indica consegne per circa 463.000 veicoli nel terzo trimestre. Rispetto ai 497.000 dello stesso periodo dell’anno prima significa un calo del 6,8%. Non una catastrofe, ma nemmeno un segnale di crescita.

Le grandi banche si sono mosse nella stessa direzione. JPMorgan ha abbassato la propria stima a 482.000 unità, citando debolezza in Cina e negli Stati Uniti. Goldman Sachs ha tagliato la sua proiezione di 55.000 unità. Due voci pesanti, stesso messaggio.

Un avvertimento necessario: queste sono previsioni, non dati ufficiali. Il report di venerdì può sorprendere in entrambe le direzioni. Un numero sopra le attese farebbe dimenticare in fretta la Roadster; uno sotto le attese peserebbe più di qualsiasi rinvio.

C’è poi una tesi che circola tra alcuni analisti. Secondo loro il mercato ha smesso di valutare Tesla sulle consegne di auto e guarda ormai a robotaxi ed energia. È un cambio di narrativa interessante, ma resta tutto da verificare nei fatti.

Per chi legge dall’Italia il riflesso è concreto. Tesla pesa nei grandi listini americani, quindi chi investe tramite ETF sugli indici Usa si porta a casa anche un pezzo di questa storia. Un trimestre debole si sente, anche se diluito.

Chi invece ha il titolo in modo diretto dovrebbe separare le due cose. Da una parte lo spettacolo del 15 ottobre, dall’altra il bilancio di venerdì. Confonderli è il modo più rapido per prendere decisioni emotive, nel momento peggiore.

Cosa guardare nei prossimi giorni: il report ufficiale sulle consegne del terzo trimestre, atteso venerdì 2 ottobre, e il confronto con il consenso a 463.000 unità. Poi il nuovo appuntamento con la Roadster, fissato al 15 ottobre.

La prudenza, stavolta, ha un nome preciso: non inseguire i titoli sui lanci spettacolari. Il massimo a 52 settimane di 498,83 dollari è lontano, e la distanza la colmano le auto vendute, non le prenotazioni di una supercar attesa da nove anni.

FontiYahoo Finance (Barchart) – rinvio eventoIl Sole 24 OreYahoo Finance – Q3 deliveries previewYahoo Finance (Zacks) – depositi e analisiCNBC – quotazione TSLA

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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