Oro sotto i massimi di gennaio, ma gli analisti puntano a 6.000 dollari: conviene comprarlo ora?
Il metallo giallo tratta sopra i 4.000 dollari l'oncia, in consolidamento dopo il record di inizio anno. Con inflazione e acquisti delle banche centrali a sostenerlo, J.P. Morgan vede l'oro verso 6.000 dollari entro fine 2026. Cosa valutare prima di comprare.
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L’oro resta uno dei protagonisti dell’anno sui mercati — e una delle domande più frequenti tra i piccoli risparmiatori: conviene comprarlo adesso? Il metallo giallo tratta intorno ai 4.135 dollari l’oncia, sopra la soglia psicologica dei 4.000 dollari, ma circa il 25% sotto il massimo storico toccato a gennaio 2026 (poco meno di 5.600 dollari). Dopo una corsa straordinaria, l’oro è quindi in una fase di consolidamento, non su nuovi record.
Alla base del rialzo — oltre il 25% da inizio 2025 — ci sono l’inflazione, l’incertezza geopolitica e, soprattutto, gli acquisti delle banche centrali. La Banca Popolare Cinese, per esempio, ha aumentato gli acquisti dichiarati da circa una tonnellata al mese a 5 tonnellate a marzo e 8 ad aprile, mentre le importazioni nette cinesi di oro sono salite a 317 tonnellate nel primo trimestre. È una domanda “strutturale” che tende a sostenere i prezzi nel tempo. Non a caso l’oro ha ripreso forza anche dopo il recente dato debole sul lavoro USA e le attese di un taglio dei tassi: quando i tassi scendono, il metallo — che non paga interessi — diventa relativamente più appetibile.
E per il futuro? Gli analisti di J.P. Morgan si aspettano che l’oro possa spingersi fino a 6.000 dollari l’oncia entro fine 2026, con la possibilità di 6.300 dollari nel 2027. Previsioni che, se confermate, implicherebbero un rialzo importante dai valori attuali — ma che restano stime, non certezze.
Perché un risparmiatore dovrebbe interessarsi all’oro? Storicamente è considerato un “bene rifugio”: tende a proteggere il potere d’acquisto nelle fasi di inflazione o turbolenza e ha una bassa correlazione con azioni e obbligazioni, il che aiuta a diversificare il portafoglio. La misura, però, è tutto: molti consulenti suggeriscono di limitarne il peso a una quota contenuta, proprio perché l’oro non produce né cedole né dividendi.
Come investire in oro senza comprare lingotti? Le strade più comuni per il piccolo investitore sono gli ETC (Exchange Traded Commodities) che replicano il prezzo dell’oro, disponibili tramite un broker o una banca; oppure — con un profilo di rischio più alto — le azioni delle società minerarie aurifere. L’oro fisico (lingotti e monete) resta un’opzione, ma comporta costi di custodia e spread di acquisto/vendita più ampi.
Attenzione, però: dopo una corsa così forte l’oro resta volatile, e il calo dai massimi di gennaio lo dimostra. Le previsioni ottimistiche si scontrano con il rischio di prese di profitto, specie se l’inflazione dovesse rientrare o i tassi restare alti a lungo. La chiave, come sempre, è entrare con gradualità e in ottica di diversificazione, senza inseguire un singolo obiettivo di prezzo. Non è una raccomandazione: è informazione verificata, utile a decidere con consapevolezza.
