Leonardo e il caccia del futuro: contratto GCAP da 4,6 miliardi. Cosa significa per le azioni
Regno Unito, Italia e Giappone affidano al consorzio Edgewing — di cui Leonardo è socia al 33% — un contratto da 4,6 miliardi di sterline per il caccia di sesta generazione GCAP. Perché è una notizia importante per il titolo e per la difesa europea.
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Grande accelerazione per uno dei programmi di difesa più ambiziosi al mondo — e per Leonardo. Regno Unito, Italia e Giappone hanno assegnato un contratto da 4,6 miliardi di sterline (circa 6,1 miliardi di dollari) al consorzio Edgewing, che sta sviluppando il caccia di sesta generazione del programma GCAP (Global Combat Air Programme). Di Edgewing fanno parte, in quote paritarie del 33,3% ciascuno, la britannica BAE Systems, l’italiana Leonardo e la giapponese JAIEC.
Il contratto, annunciato venerdì, ha una durata di 18 mesi — dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2027 — ed è finanziato congiuntamente dai tre Paesi. Servirà a completare la fase di concept e a portare avanti la progettazione dettagliata del velivolo, che dovrebbe entrare in servizio intorno al 2035. Fa seguito a un primo contratto da 686 milioni di sterline dello scorso aprile.
La notizia arriva in un momento d’oro per la difesa europea, sostenuta dall’aumento della spesa militare. Per Leonardo il GCAP è un tassello strategico: un programma pluridecennale che garantisce visibilità sugli ordini futuri e rafforza il posizionamento del gruppo nell’aerospazio e nella difesa avanzata. Il nuovo piano industriale 2026-2030 punta a circa 142 miliardi di euro di ordini cumulati e a 30 miliardi di ricavi entro il 2030.
Che cosa significa per chi ha, o valuta, le azioni Leonardo? Commesse di questa portata rafforzano il portafoglio ordini, uno degli indicatori più seguiti per i titoli della difesa, e alimentano le attese di crescita degli utili. Va però ricordato che il titolo è già corso molto sull’onda del riarmo: buona parte delle aspettative è già nei prezzi e la volatilità resta elevata.
A confermare la fiducia del gruppo c’è anche il programma di riacquisto di azioni proprie: tra il 29 giugno e il 3 luglio Leonardo ha comprato 880.000 azioni a un prezzo medio di circa 46,87 euro. Il titolo, del resto, figura da tempo tra le migliori azioni italiane da tenere nel lungo periodo.
Nelle prossime settimane l’attenzione degli investitori sarà sui conti trimestrali e sull’avanzamento dei grandi programmi — dal GCAP alle joint venture con EDGE (Abu Dhabi) e Baykar (Turchia) — per capire se la corsa del titolo ha ancora margine o se è tempo di prese di profitto. Come sempre, non è una raccomandazione: è informazione verificata, utile a decidere con consapevolezza.
