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AMD -8%, Intel -7%: è finita la festa dei chip o è solo un ingorgo in fabbrica?

Trimestre record ma previsioni sotto le attese per colli di bottiglia nella fornitura: il produttore di macchinari Lam Research trascina giù AMD, Intel e l'ETF SOXX. Ecco cosa c'è davvero dietro il calo e cosa cambia per chi ha un fondo sui semiconduttori.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 24 Ott 2026 · 09:34 Lettura 4 min ✓VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.
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Giovedì 22 ottobre a Wall Street i chip sono tornati in rosso. AMD ha perso l’8%, Marvell l’8%, Intel il 7%. La miccia non è arrivata da un colosso del software né da una trimestrale deludente. L’ha accesa Lam Research, un nome che pochi risparmiatori conoscono.

Lam Research produce le macchine con cui si fabbricano i chip. Ha chiuso il trimestre con ricavi record: 8,22 miliardi di dollari, il 22% in più rispetto a giugno. Il problema è nelle previsioni. Per il trimestre di dicembre indica 8,6 miliardi, con un margine di 400 milioni in più o in meno.

Il mercato si aspettava di più. E soprattutto non ha gradito la spiegazione. Il direttore finanziario Doug Bettinger ha detto che la guidance sarebbe stata più alta senza i vincoli nella catena di fornitura. Tradotto: la domanda c’è, ma mancano alcuni componenti per soddisfarla.

Lam Research è arrivata a perdere fino all’11% in seduta. Ma il punto per chi investe è un altro. Una frase sui colli di bottiglia ha trascinato giù l’intero settore. Perché succede, e che cosa dice sullo stato dell’AI in Borsa?

Da Lam Research ad ASML: perché cade tutta la filiera dei chip

I primi a soffrire sono stati i concorrenti diretti. Applied Materials, l’altro grande produttore americano di attrezzature, ha ceduto tra il 6% e il 7%. L’olandese ASML, che costruisce le macchine per la litografia, è scesa tra il 4% e il 6%. Il ragionamento degli investitori è semplice.

Se Lam non riesce a consegnare tutte le macchine che le chiedono, forse i rivali hanno lo stesso problema. E se le fabbriche ricevono meno attrezzature, producono meno chip. Da qui il contagio ad AMD, Intel e Marvell, che quelle fabbriche le usano per i loro prodotti.

C’è poi un dettaglio che ha pesato più dei numeri. L’amministratore delegato Tim Archer ha indicato che i vincoli su alcuni componenti potrebbero protrarsi fino al 2027. Non si parla quindi di un intoppo di poche settimane. È un problema che può durare oltre un anno.

Il contesto amplifica tutto. Da settimane i titoli dei semiconduttori vivono di scossoni, alimentati dai dubbi sulla sostenibilità della spesa in intelligenza artificiale. Lo avevamo visto con lo scivolone di Nvidia. Un commento che in tempi normali sarebbe passato quasi inosservato ha avuto un effetto moltiplicato su nervi già tesi.

Vale la pena ricordare un paradosso. Lam Research ha pubblicato il miglior trimestre della sua storia per ricavi, eppure il titolo è crollato. La Borsa non paga il passato: prezza le attese. Se le attese si abbassano anche di poco, il conto arriva subito.

C’è una distinzione da tenere a mente. Il calo riguarda le previsioni e i colli di bottiglia produttivi, non una revisione della domanda di chip per l’AI. Nessuna delle società coinvolte ha detto che i clienti stanno tagliando gli ordini. Il problema, per ora, è di offerta.

ETF sui semiconduttori come SOXX: chi ha perso di più e perché

Per il risparmiatore italiano il colpo è arrivato soprattutto tramite gli ETF. L’iShares Semiconductor, noto con la sigla SOXX, ha perso oltre il 6% in una sola seduta. Il Nasdaq 100 replicato dal QQQ ha ceduto il 2%. Tre volte meno.

La differenza spiega una regola spesso dimenticata. Un ETF settoriale concentra il rischio su poche decine di titoli dello stesso comparto. Quando il comparto scivola, scivola tutto insieme. Un ETF tecnologico ampio, o uno mondiale, diluisce il colpo con altri settori.

Chi ha in portafoglio un fondo sui chip ha visto quindi una giornata pesante. Chi ha un PAC su un indice globale l’ha sentita appena, perché AMD, Intel e Marvell pesano poco sul totale. Vale la pena controllare che cosa si possiede davvero, prima di reagire.

La tentazione, in giornate così, è vendere. Ma il ragionamento va fatto a freddo. Se il problema è una strozzatura nella produzione, i ricavi non spariscono: slittano. Se invece fosse un calo della domanda, il discorso cambierebbe. Oggi le fonti indicano il primo scenario.

Questo non significa che il peggio sia passato. Un vincolo che dura fino al 2027 può comprimere i margini e rallentare i piani di espansione dei produttori. E un settore che perde il 6% su un commento resta un settore fragile, in cui l’emotività comanda.

Un cenno a Piazza Affari. Il nome italiano del comparto è STMicroelectronics, quotata anche a Milano. Non ci sono conferme di un impatto diretto di questa vicenda sul titolo. Ma chi lo possiede sa che l’umore sui chip viaggia su scala mondiale, non si ferma ai confini.

I prossimi segnali arriveranno dalle trimestrali di Applied Materials e ASML, e dai commenti dei grandi clienti di Lam come TSMC e Samsung. Diranno se i colli di bottiglia sono un caso isolato o un problema di tutta la filiera. Fino ad allora, meglio evitare mosse impulsive su un settore che si muove così tanto per una singola frase.

FontiYahoo Finance – Applied Materials Sinks 7% on Lam's OutlookYahoo Finance – Chip Stocks Fall as Supply Warning Deepens AI SelloffYahoo Finance – Chip stocks fall as equipment maker Lam Research cites 'supply chain constraints'Yahoo Finance – Lam Research Sinks 9% as Supply Constraints Cap Outlook

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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