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Novartis, il farmaco «blockbuster» per il cuore fallisce: bruciati 4,9 miliardi

Il candidato di punta pelacarsen non supera il test decisivo di fase 3: azioni a Zurigo giù del 2% e miliardi in fumo. La lezione per chi investe nel pharma.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 7 Set 2026 · 22:04 Lettura 2 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Pilan Filmes / Pexels

C’è una cosa che accomuna il mattone e il farmaco: quando la scommessa è “tutto o niente”, basta un dato per far crollare il castello. È successo a Novartis, colosso farmaceutico svizzero, il cui candidato di punta contro le malattie del cuore ha fallito il test decisivo. Il verdetto ha bruciato in una manciata di ore circa 4,9 miliardi di franchi di valore in Borsa, con le azioni a Zurigo in calo di quasi il 2%.

Il farmaco si chiama pelacarsen. Nello studio di fase 3 Lp(a)HORIZON, un’iniezione mensile, non ha ridotto il rischio di infarti, ictus e morti cardiovascolari rispetto al placebo. Il paradosso è che il medicinale funzionava sul bersaglio dichiarato: abbassava nettamente i livelli di lipoproteina(a), un fattore di rischio in gran parte genetico che riguarda circa una persona su cinque. Ma abbassare il numero non è bastato a evitare gli eventi gravi: la promessa clinica non si è tradotta in vite salvate.

Perché questa storia riguarda anche chi investe? Perché il settore farmaceutico è il regno degli eventi “binari”. Un titolo può salire per anni sull’attesa di un blockbuster e poi perdere miliardi in un giorno per un singolo risultato negativo. Gli analisti di William Blair stimavano fino a 6 miliardi di dollari di vendite annue di picco nei soli Stati Uniti se il farmaco avesse funzionato: un’aspettativa enorme, azzerata da un comunicato. È la stessa dinamica che punisce le grandi promesse quando la realtà delude, vista di recente anche altrove a Wall Street: era successo a Tesla dopo la presentazione del suo taxi senza volante, con il titolo giù nonostante l’annuncio-simbolo.

Il contesto rende il colpo più pesante. Novartis aveva licenziato pelacarsen da Ionis nel 2019 per 150 milioni di dollari anticipati, più fino a 650 milioni legati a traguardi futuri. E lo stop arriva mentre l’azienda affronta un “muro dei brevetti”: la perdita di esclusiva su Entresto, il farmaco per il cuore che nel 2024 aveva sfiorato gli 8 miliardi di dollari di ricavi. Con un blockbuster in uscita, servono nuovi prodotti a rimpiazzarlo. Non a caso, per gli osservatori è il secondo passo falso nel giro di una settimana.

Serve però equilibrio, senza cedere né all’allarmismo né all’entusiasmo. Novartis resta un gruppo solido, con un ampio portafoglio e una robusta generazione di cassa che le consente acquisizioni mirate per rifornire la pipeline. Il calo di quasi il 2% racconta un fallimento serio ma circoscritto a un progetto, non un’azienda in crisi. Il fallimento apre anche dubbi sull’intera classe di farmaci che punta ad abbassare la lipoproteina(a): un’idea affascinante che il mercato dava quasi per scontata.

La lezione per il piccolo investitore è netta: diffidare delle narrazioni sul “prossimo blockbuster” date per certe. Nel pharma, come nell’auto o nella tecnologia, il prezzo incorpora spesso il sogno prima della prova. Adesso il punto da osservare è concreto: come Novartis coprirà il buco lasciato da Entresto e se i concorrenti sulla stessa molecola avranno il coraggio di andare avanti.

FontiBloombergReuters (via Yahoo Finance)Novartis (comunicato ufficiale)pharmaphorum

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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