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PayPal batte le stime, e in ballo c’è un’offerta da 53 miliardi (ma occhio a inseguirla)

PayPal alza le stime e vola in Borsa dopo i conti. Ma il vero motore è un'offerta d'acquisto da 53 miliardi: ecco perché il piccolo investitore deve fare attenzione.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 28 Lug 2026 · 22:03 Lettura 2 min VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.

Foto: Julio Lopez / Pexels

Se paghi online, quasi certamente hai un conto PayPal: è l’app che usano oltre 430 milioni di persone nel mondo. Oggi la società ha risposto agli scettici con la trimestrale: utile rettificato di 1,38 dollari per azione contro gli 1,28 attesi da Wall Street, e guidance annuale rivista al rialzo. Il titolo ha reagito con un balzo di oltre il 4%, tornando sopra i 58 dollari.

I numeri raccontano una macchina che gira ancora bene. I ricavi sono saliti del 5% a 8,68 miliardi di dollari, sopra le stime di circa 8,47 miliardi. Il volume di pagamenti gestito sulla piattaforma è cresciuto del 10%, a 486 miliardi di dollari. Per l’intero 2026 la società ora prevede un utile rettificato intorno ai 5,38 dollari per azione, contro una guida precedente che parlava addirittura di un possibile calo. E Venmo, l’app di pagamenti tra privati popolarissima negli Stati Uniti, ha visto i conti legati alla carta di debito crescere di oltre il 50%.

Ma la storia vera è un’altra, e riguarda chi mette i soldi. PayPal è un gigante caduto: il titolo vale oggi circa l’80% in meno rispetto al picco del 2021, quando la società capitalizzava intorno ai 360 miliardi di dollari. Proprio questa debolezza ha attirato i cacciatori: a luglio Stripe e il fondo di private equity Advent International hanno messo sul tavolo un’offerta da 60,50 dollari per azione, che valuta PayPal oltre 53 miliardi, con un premio del 28% sui prezzi di allora. Il consiglio di amministrazione l’ha giudicata troppo bassa.

Alla guida c’è Enrique Lores, ex Hewlett-Packard, arrivato a marzo con un piano che ha spezzato l’azienda in tre divisioni: checkout, Venmo e pagamenti. Il vero nodo resta la concorrenza: Apple Pay e Google Pay hanno inglobato i pagamenti dentro lo smartphone, erodendo il vantaggio storico di PayPal. È lo stesso mondo dei pagamenti dove American Express ha mostrato spese record ma un titolo in calo: conti solidi, da soli, non bastano più a convincere il mercato.

Qui scatta la cautela. Dietro il beat, i margini si stanno assottigliando: il margine operativo rettificato è sceso di quasi 2,5 punti percentuali, al 17,4%, e l’utile operativo rettificato è calato dell’8%. In più il prezzo obiettivo medio degli analisti resta sotto le quotazioni attuali: significa che, tolta la scommessa sull’acquisizione, per molti il titolo varrebbe meno di così. In altre parole, oggi PayPal si muove più sulle voci di offerta che sui fondamentali.

La vecchia regola di Borsa dice di comprare sui rumori e vendere sulla notizia: chi rincorre il titolo solo perché “tanto la comprano” rischia di pagare adesso un premio che potrebbe non arrivare mai. Le cose da guardare da qui in avanti sono due: la risposta ufficiale del consiglio all’offerta da 60,50 dollari e se Stripe deciderà di rilanciare. Il resto, per ora, è attesa.

FontiReuters (via Yahoo Finance)SEC – PayPal Q2 2026 8-KCNBCYahoo Finance

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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