Stellantis +7,6% dai minimi storici, Ram +73%: svolta o illusione per chi ha il titolo?
Il titolo rimbalza del 7,57% a Wall Street a un giorno dal minimo storico, spinto dai pick-up Ram (+73%). Ma le vendite totali USA sono ferme e la cassa positiva è rinviata al 2027: cosa deve guardare chi ha le ex FCA in portafoglio.

Stellantis giovedì 1 ottobre ha chiuso a Wall Street a 4,69 dollari, in rialzo del 7,57%. Il balzo arriva a un solo giorno dal minimo storico toccato martedì 30 settembre. A spingere il titolo sono i dati di vendita del terzo trimestre negli Stati Uniti.
Il numero che ha acceso il mercato è uno: il pick-up Ram 1500 ha venduto il 73% in più rispetto a un anno fa. L’intera gamma di pick-up è cresciuta del 34%. Gli scambi sono stati circa il 132% sopra la media degli ultimi tre mesi.
Perché dovrebbe interessarti? Stellantis è l’erede di FCA, è quotata a Piazza Affari ed è tra i titoli più diffusi nei portafogli dei risparmiatori italiani. Chi lo tiene da gennaio ha perso circa il 60%, il peggior anno dalla nascita del gruppo nel 2021. Un giorno di festa, da solo, non cancella dodici mesi così.
La domanda è quindi semplice. Il +7,57% è l’inizio di una ripresa o un rimbalzo tecnico dopo un minimo? I dati del comunicato ufficiale aiutano a rispondere. E dicono due cose molto diverse tra loro.
Il Ram traina, ma Stellantis ha venduto le stesse auto di un anno fa
Il dato più scomodo è nelle vendite totali USA: 324.277 veicoli nel trimestre, sostanzialmente stabili rispetto al terzo trimestre 2025. Il gruppo non ha venduto di più. Ha venduto diversamente.
La spinta arriva da pochi modelli: il Ram 1500, il Durango e il Grand Wagoneer. Sono mezzi grandi, costosi e con margini alti. Per questo il mercato ha festeggiato anche a volumi fermi: conta cosa vendi, non solo quanto.
Il confronto con il resto del settore aiuta a leggere il dato. In questi giorni tutte le case auto pubblicano i numeri del trimestre, e Tesla attende consegne stimate in calo del 6,8%. In questo contesto, un gruppo che tiene i volumi e migliora il mix esce bene dal confronto.
Buone notizie anche dall’Italia, arrivate lo stesso giorno. A settembre sono state immatricolate 139.356 auto, +9,9% sul 2025. Stellantis, incluso il partner Leapmotor, ha immatricolato 38.704 veicoli, +12,6%. La quota di mercato è salita dal 27,1% al 27,8%.
La Fiat Pandina è stata l’auto più venduta del mese. In casa, insomma, il marchio tiene e cresce più del mercato. Ma il titolo non si muove per la Pandina: si muove per i pick-up americani.
Il quadro dei conti resta quello presentato martedì, nel giorno del minimo. Il CEO Antonio Filosa ha confermato la guidance 2026: ricavi in crescita a media singola cifra e margine operativo a bassa singola cifra. Tradotto: utili ancora sottili.
La cassa positiva è rinviata al 2027. Il free cash flow sopra i 3 miliardi di euro arriverà, secondo il piano, solo nel 2028. Il turnaround da circa 70 miliardi di dollari è in corso, non concluso.
Chi ha Stellantis in portafoglio: cosa cambia davvero dopo il +7,57%
La matematica non perdona. Se un titolo perde il 60%, per tornare al punto di partenza deve salire del 150%. Un +7,57% è un passo, non il viaggio. Chi ha comprato a inizio anno resta lontanissimo dal pareggio.
Chi ha in portafoglio le ex FCA deve distinguere due piani. Da un lato il marchio tiene: in Italia cresce più del mercato e negli USA i pick-up fanno la differenza. Dall’altro i conti del gruppo, nel 2026, restano quelli di un’azienda in convalescenza.
Il rischio tipico, in queste fasi, è inseguire il rimbalzo. Dopo un minimo storico i volumi esplodono, come successo giovedì. Ma volumi alti non dicono se a comprare sia chi crede nel piano o chi chiude posizioni al ribasso.
Per chi detiene il titolo tramite un ETF o un fondo pensione, l’impatto è diluito. Stellantis pesa nel paniere di Piazza Affari, ma una seduta non sposta un portafoglio diversificato. Chi ha invece la singola azione sente ogni oscillazione per intero.
Il banco di prova vero arriva tra poche settimane, con i risultati finanziari del trimestre. Le vendite dicono quante auto escono dai concessionari. I conti dicono quanto il gruppo ci guadagna. Finora c’è solo la prima metà della storia.
Nei prossimi giorni il primo segnale è la tenuta del rimbalzo, a Milano e a New York. Se il titolo consolida sopra i livelli di giovedì, il mercato ha creduto al Ram. Se torna verso i minimi, era un fuoco di paglia.
Chi ha Stellantis da anni conosce la lezione più dura. Comprare sull’onda di un rimbalzo è il modo più semplice per restare incastrati. Servono trimestri, non un giorno, per capire se il piano di Filosa funziona.
FontiStellantis (comunicato ufficiale Q3 Sales)CNBCYahoo FinanceANSA
