TSMC, la fabbrica dei chip di iPhone e Nvidia, vola (ma giovedì può deludere)
Il colosso di Taiwan che produce i chip per Apple e Nvidia mette a segno il miglior mese della sua storia. Ma il 16 luglio arriva il conto vero: ecco cosa cambia per i tuoi risparmi.
Foto: Jakub Pabis / Pexels
Ogni volta che sblocchi uno smartphone o che un data center addestra un modello di intelligenza artificiale, dietro c’è quasi sempre lo stesso nome: TSMC, il colosso di Taiwan che fabbrica su commessa i chip per Apple, Nvidia e mezza Silicon Valley. Lunedì 13 luglio l’azienda ha diffuso numeri da record: i ricavi di giugno sono saliti del 67,9% su base annua, il mese migliore di sempre nella sua storia.
Le cifre parlano chiaro. A giugno TSMC ha incassato 442,68 miliardi di dollari taiwanesi, circa 13,2 miliardi di dollari USA, con un aumento del 6,2% anche rispetto a maggio. Il dato ha spinto i ricavi del secondo trimestre a 1.270 miliardi di dollari taiwanesi (circa 39,6 miliardi di dollari), in crescita del 36% sull’anno prima e oltre il tetto delle stime che la stessa azienda aveva fornito ad aprile. Nel primo semestre il fatturato è salito del 35,6%, a quasi 75 miliardi di dollari.
Perché conta per te? Perché TSMC è il vero “venditore di picconi” della corsa all’oro dell’AI: non fa i modelli né le app di cui si parla, ma stampa i chip fisici senza i quali quel mondo non esiste. Controlla circa il 73% del mercato mondiale delle fonderie e, secondo gli analisti, le sue linee più avanzate sono già sold out. Un segnale sorprendente: di solito i ricavi di giugno calano rispetto a maggio, mentre stavolta sono cresciuti. Domanda ancora fortissima, insomma.
C’è di più. Per reggere questa domanda TSMC prevede investimenti tra 52 e 56 miliardi di dollari solo nel 2026, con nuove fabbriche in Arizona, Giappone e Germania, e stima ricavi annui in aumento di oltre il 30% in dollari. È lo stesso identico motore che sta gonfiando l’intera filiera dei chip: lo abbiamo visto con lo sbarco a Wall Street di SK Hynix, il gigante della memoria dietro l’AI di Nvidia. Quando un fornitore chiave dice “sono pieno di ordini”, di solito il mercato festeggia.
E qui scatta la parte controcorrente. Nonostante i record, lunedì il titolo a Taipei è salito appena dell’1%: buona parte dell’entusiasmo è già nel prezzo. Il test vero è giovedì 16 luglio, quando TSMC pubblicherà utile netto, margini e nuova guidance. È il momento in cui si capirà se la costruzione di data center per l’AI ha un tetto o no. Attenzione, perché ricavi stellari non bastano: se i margini o le previsioni deludono, il titolo può scendere anche su una trimestrale ottima. Vale la vecchia regola: si compra sui rumori e si vende sulla notizia. E ricorda che gran parte di questi nomi pesa moltissimo su Nasdaq e S&P 500, un rischio di concentrazione che abbiamo già raccontato quando Amazon si è indebitata per 25 miliardi per l’AI.
Cosa guardare giovedì, allora, oltre al fatturato che già conosciamo: il margine lordo, l’eventuale ritocco alla guidance sui ricavi annui e soprattutto le parole sul capex. Sono quei tre numeri, non i titoli sui record, a dire se la festa dell’AI ha ancora benzina o se il conto sta iniziando a farsi salato.
