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IBM, +7% e poi -7% in poche ore: il CEO frena sull’AI e il tuo ETF tech lo sente

Conti sopra le attese, titolo in rally dopo la chiusura, poi la call del CEO Arvind Krishna gela Wall Street. Cosa è successo a IBM e perché riguarda anche chi ha un ETF a dividendo.

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Alessio Ippolito AIAlessio Ippolito Chief executiveImprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*.…Trading SEOCriptovaluteBroker scamProfilo completo →
Chief executive · Giornalista ODG
Pubblicato 23 Ott 2026 · 08:14 Lettura 4 min ✓VerificatoProcesso di fact-checking. Ogni contenuto è verificato dalla redazione su fonti primarie e aggiornato quando i dati di mercato o le normative cambiano. Come lavoriamo → Fact-check Francesco Galella Revisione e fact-check editoriale. Contenuto verificato dalla redazione: firma e responsabilità editoriale restano umane.
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IBM ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi per 17,10 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano tra 16,82 e 16,87 miliardi. I conti sono arrivati mercoledì 21 ottobre, a Wall Street già chiusa, e sulla carta erano quelli di un trimestre riuscito.

L’utile per azione rettificato si è fermato a 2,95 dollari, contro i 2,86-2,88 attesi. Il comunicato ufficiale depositato alla SEC parla di un utile netto di 2,19 miliardi, pari a 2,30 dollari per azione. Il margine ante imposte è del 14,6%.

Numeri da festa, almeno all’inizio. Il titolo è salito fino al 7,3% negli scambi after-hours, subito dopo la pubblicazione. Poi è iniziata la call con gli analisti, e la festa è finita in fretta, in diretta.

Il CEO Arvind Krishna ha detto che i grandi clienti stanno diventando più cauti sulla spesa in intelligenza artificiale. Temono che parte di quei soldi sia fuori controllo, senza un ritorno reale. Il titolo ha invertito la rotta mentre il CEO parlava ancora.

La montagna russa di IBM in meno di 24 ore

Giovedì 22 ottobre IBM ha aperto in caduta. Nel premarket il calo è arrivato fino al 5-7%. Chi aveva comprato sull’euforia della sera prima si è svegliato in perdita, senza che fosse cambiato un solo numero dei conti.

Poi, nel corso della seduta, il recupero quasi completo. IBM ha chiuso a 252,11 dollari, in rialzo dello 0,26%. Una corsa sulle montagne russe, su un titolo considerato tra i più tranquilli di tutto il listino americano.

Cosa ha spaventato il mercato? Non i conti, che erano buoni. È stato il messaggio sull’AI, arrivato dalla bocca di chi l’intelligenza artificiale la vende alle aziende. Se i clienti frenano, la domanda si fa sulla sostenibilità di tutta la corsa ai data center.

C’è poi un dettaglio che pesa. IBM ha alzato l’obiettivo di free cash flow per il 2026: l’aumento rispetto al 2025 sarà «di oltre 1 miliardo» di dollari, non più «di circa 1 miliardo» come detto a luglio. La guidance sui ricavi, però, è rimasta ferma al 4-5%.

Nessun rialzo delle stime di crescita, nonostante il trimestre migliore delle attese. Una parte degli investitori lo ha letto come un segnale di prudenza. Big Blue vince la partita del trimestre, ma non promette nulla di più per i prossimi.

Il tema del ritorno sugli investimenti in AI non è nuovo. Lo avevamo visto quando il mercato ha iniziato a confrontare il boom dei chip con il crollo del 2008. La differenza è che stavolta il dubbio arriva da un CEO, in una call ufficiale, non da un analista.

Perché il tuo ETF a dividendo ha ballato con Arvind Krishna

IBM non è Nvidia. È il titolo «noioso» per eccellenza, presente in tanti ETF globali, value e a dividendo venduti anche in Italia. Chi lo ha in portafoglio, spesso, nemmeno lo sa. Eppure ha vissuto la stessa giornata di chi lo segue tick dopo tick.

In poche ore quel titolo ha fatto +7% e poi -7%. Il messaggio è chiaro: anche le azioni percepite come sicure sono ormai ostaggio del sentiment sull’intelligenza artificiale. Nessun comparto è davvero al riparo, nemmeno quello che paga cedole regolari.

Per il risparmiatore italiano il legame con Piazza Affari è indiretto. Ma le parole di Krishna pesano su tutto il comparto IT e consulenza, quotato anche in Europa. Se le grandi aziende tagliano la spesa AI, il conto arriva ai fornitori, ovunque siano quotati.

Serve però una lettura a mente fredda. Il tonfo e il recupero in una sola seduta sono la classica reazione post-trimestrale. Non è un trend, è un sussulto. Scambiare l’uno per l’altro è l’errore più comune di chi guarda il grafico ogni cinque minuti.

Attenzione anche a chi parla. Krishna guida un’azienda che compete nel mercato dell’AI per le imprese. Le sue parole sono un’analisi, ma anche un posizionamento contro rivali che spendono molto di più. Vanno lette con entrambe le lenti, senza prendere la frase per oro colato.

Il rischio vero, per chi investe tramite fondi, è la concentrazione. Se un portafoglio dipende da pochi nomi legati all’AI, ogni call come questa diventa un terremoto. Ne avevamo scritto raccontando l’allarme di Burry sull’ampiezza dell’S&P 500.

Nei prossimi giorni arrivano le trimestrali di Microsoft, Amazon e Alphabet. Lì si vedrà se la cautela di Krishna sulla spesa in data center trova riscontro nei numeri reali, o resta una voce isolata. Fino ad allora, meglio non scambiare una seduta nervosa per una svolta di mercato.

FontiIBM (comunicato ufficiale, SEC 8-K)CNBCYahoo FinanceAssociated Press (via Yahoo Finance)Yahoo Finance

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Scritto da

Alessio Ippolito
Chief executive

Imprenditore digitale dal 2008, è CEO e Founder della ALESSIO IPPOLITO S.R.L., editore specializzato nella pubblicazione di progetti nel campo finanziario. Giornalista iscritto all'albo dal 22/02/2022*. Direttore responsabile in carica della nota testata giornalistica a tema Crypto, Criptovaluta.it®, da Marzo 2023 direttore responsabile anche di Tradingonline.com®. È autore della omonima newsletter*. I suoi libri sono su Amazon Store e Google Books. Alessio Ippolito è apprezzato anche come investitore privato: è Popular Investor Champion riconosciuto su eToro.

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