I 3 Migliori ETF Cannabis / Canapa (Marijuana) del 2026
Quali sono i migliori ETF Cannabis su cui puntare nel 2026: Amplify Alternative Harvest, AdvisorShares Pure Cannabis ed anche iShares Healthcare Innovation UCITS - studio, previsioni e migliori piattaforme per investire.
ETF Cannabis
I migliori ETF cannabis permettono di ottenere esposizione a portafogli di azioni legate alla produzione e commercializzazione di cannabis legale. Inizialmente si è partiti con le società che producevano marijuana a scopo medico, la prima ad essere legalizzata in molte nazioni del mondo. Ora che anche la cannabis a scopo ricreativo è diventata legale in sempre più nazioni, questo nuovo mercato sta facendo nascere decine di imprese.
Alcune di queste operano ancora su scala locale, mentre altre sono già diventate delle vere e proprie multinazionali. Il settore della cannabis è fortemente regolamentato e presenta delle sfide uniche rispetto a qualunque altro tipo di commodity agricola. Avere successo in questo settore, tra una concorrenza sfrenata e un’imposizione fiscale che supera quella di qualunque altro segmento economico, è tutt’altro che scontato.
In un settore ancora così giovane, dove le regolamentazioni cambiano continuamente e i gusti dei consumatori stanno evolvendo, è molto difficile dire quale sarà la società che si affermerà come leader di mercato e quali saranno quelle destinate a scomparire, o essere acquisite. Gli ETF aiutano a navigare questa complessità attraverso la diversificazione su più aziende, segmenti di mercato e aree geografiche.
| 💡Conviene investire oggi: | Sì |
| ⛔Rischio dell’investimento: | Alto |
| 💸Costi e commissioni: | 0,35-0,75% TER annuo |
| 💼Dove acquistare: | eToro (vai qui per approfondire) |
| 💰Investimento minimo: | Una quota (15-20€) |
Migliori ETF Cannabis: Top 3
| 🍁 Migliori ETF cannabis / canapa | 🏆 Valutazione |
|---|---|
| Amplify Alternative Harvest ETF | 9.8 |
| AdvisorShares Pure Cannabis ETF | 9.7 |
| iShares Healthcare Innovation UCITS ETF | 9.6 |
Abbiamo selezionato 3 fondi che offrono buone caratteristiche in termini di diversificazione geografica e su diversi segmenti del mercato della cannabis, selezionandoli in base a criteri precisi:
- Effettiva pertinenza al settore della cannabis;
- Diversificazione su diverse aree, segmenti di mercato e dimensioni delle società;
- Costi di gestione annui;
- Gestione dei dividendi;
- Armonizzazione UCITS.
Vogliamo ricordare ai nostri lettori che questa selezione rappresenta l’opinione della redazione di TradingOnline.com® e non è in alcun modo da intendersi come consulenza d’investimento o come un consiglio finanziario.
1. Amplify Alternative Harvest ETF
| 📍ISIN | US0321084743 |
| 💲TER | 1,12% annuo |
| 📈Metodo di replica | Mista |
| 💱Valuta del fondo | Dollaro USA |
| 💰Strategia di reinvestimento | Distribuzione trimestrale |
Questo è il fondo storico, essendo stato il primo in assoluto a essere quotato negli Stati Uniti. Originariamente gestito da ETFMG, oggi è sotto l’ombrello di Amplify. Il suo obiettivo è quello di replicare la performance dell’indice Prime Alternative Harvest Index, che include tutte le principali società legate sia alla cannabis a scopo ricreativo che medico.
Oggi il fondo non è più una semplice scommessa sulle aziende canadesi, ma è diventato un veicolo che “compra altri fondi” per ottenere esposizione agli USA. Al momento di questa stesura, si tratta di uno degli ETF cannabis più seguiti ed esaminati dagli esperti.
Le 5 azioni più presenti nel portafoglio del fondo sono:
- Amplify Seymour Cannabis ETF (CNBS): 55.8% (Il fondo investe oltre metà del capitale in un altro ETF attivo per delegare la gestione dei titoli USA)
- Tilray Brands Inc.: 13.5%
- Cronos Group Inc.: 6.9%
- SNDL Inc.: 5.4%
- Canopy Growth Corp.: 5.3%
L’esposizione geografica rimane sbilanciata sugli USA (circa il 65-70% attraverso CNBS) e sul Canada. La replica sintetica tramite Swap, che un tempo dominava il fondo, è stata in gran parte sostituita da una struttura “fondo su fondo”, molto particolare, che lo rende tecnicamente più solido, ma molto più costoso per l’investitore finale. Da notare infatti le spese annue alte, ossia un parametro da non dover mai sottovalutare.
2. AdvisorShares Pure Cannabis ETF
| 📍ISIN | US00768Y4531 |
| 💲TER | 0.91% annuo |
| 📈Metodo di replica | Gestione attiva |
| 💱Valuta del fondo | Dollaro USA |
| 💰Strategia di reinvestimento | Distribuzione annuale |
Questo ETF vanta una capitalizzazione di mercato leggermente più alta rispetto al primo, collocandosi attualmente a circa 42 milioni di dollari. Al tempo stesso, però, ha dei costi maggiori e un profilo di rischio altrettanto più alto. Anziché replicare passivamente un indice, infatti, in questo caso i gestori fanno attivamente trading cercando di ottenere una performance migliore.
Anche in questo caso abbiamo a che fare con un fondo a replica sintetica, che per oltre metà del suo capitale ha in portafoglio degli swap. Sebbene la dipendenza da una singola controparte sia stata mitigata da una maggiore diversificazione operativa, il rischio di controparte rimane significativo negli ETF non armonizzati USA. Al contrario dei fondi armonizzati UCITS, che devono seguire regole precise sulla diversificazione degli swap, quelli quotati negli Stati Uniti possono gestire più liberamente la propria esposizione.
Detto questo, rimane comunque uno dei maggiori ETF legati alla cannabis al mondo. Le società a cui si ottiene più esposizione sono:
- AdvisorShares Pure US Cannabis ETF (MSOS): 46.0% (Il fondo investe quasi metà del capitale nel suo ETF “fratello”)
- Village Farms International: 19.0%
- High Tide Inc: 9.0%
- SNDL Inc: 4.3%
- Organigram Global: 4.0%
Le cinque azioni più possedute dal fondo rappresentano complessivamente oltre l’82% del portfolio totale. Questo significa che l’elemento di diversificazione è limitato, malgrado questa sia teoricamente una delle ragioni principali per acquistare un ETF. La gestione attiva ha mostrato segni di forte ripresa nel breve termine, ma lo storico resta difficile: nell’ultimo anno solare (2025) il fondo ha ottenuto una performance del +36.4%.
3. iShares Healthcare Innovation UCITS ETF
| 📍ISIN | IE00BYZK4776 |
| 💲TER | 0.40% annuo |
| 📈Metodo di replica | Fisica totale |
| 💱Valuta del fondo | Euro |
| 💰Strategia di reinvestimento | Accumulazione |
Dato che nel 2026 non esistono più ETF cannabis UCITS significativi, dedicati esclusivamente alla canapa, questo fondo di iShares può rappresentare una valida “sponda” istituzionale per chi è fedele agli asset UE. Non è tuttavia un ETF tematico sulla cannabis in senso stretto, anche se investe in aziende globali che spingono i confini della medicina, molte volte utilizzando anche canapa e prodotti derivati analoghi.
Al suo interno include giganti farmaceutici e biotech che detengono brevetti chiave su farmaci derivati dai cannabinoidi, o che guidano la ricerca scientifica nel settore. È un fondo molto grande e solido, con una capitalizzazione che supera i 900 milioni di euro, garantendo una liquidità eccellente che i vecchi ETF cannabis non hanno mai avuto.
Al momento le aziende più rappresentate nel portafoglio sono:
- Jazz Pharmaceuticals: leader (famosa per l’acquisizione di GW Pharmaceuticals e del farmaco Epidiolex).
- Johnson & Johnson: attiva nella ricerca su terapie innovative e neurologia.
- Merck & Co impegnata in studi clinici avanzati che includono composti sintetici.
- Biogen Inc: focalizzata su malattie neurologiche, settore dove la cannabis terapeutica trova ampie applicazioni.
- Illumina Inc: fondamentale per la genomica applicata anche allo studio delle varietà di cannabis medica.
Come si evince bene guardando questo elenco, molte delle società su cui il fondo investe sono legate al segmento medico e farmaceutico. Per coloro che hanno bisogno e che vogliono uno strumento pienamente disponibile in Europa e che può quindi essere facilmente individuato all’interno dei migliori broker, può rappresentare una valida alternativa.
Come investire nei migliori ETF cannabis?
Se hai deciso di investire nei migliori ETF cannabis, è chiaro che la metodologia operativa dipende molto dalla tipologia di fondo e dalla sua presenza all’interno di broker nazionali, o internazionali. In linea generale, è possibile esporsi sull’acquisto diretto di quote fisiche, che ti permettono di ottenere eventualmente anche dividendi (ove presenti ed associati alla tipologia del prodotto).
Una reale e valida alternativa, è invece data dai contratti per differenza, ossia strumenti derivati che replicano l’andamento dell’asset sottostante, permettendoti di aprire posizioni di acquisto (al rialzo), oppure di vendita allo scoperto (al ribasso). Il tutto senza possedere alcun asset in modo fisico e diretto. Con questo sistema hai altresì accesso alla leva finanziaria, fino ai massimi consentiti da ESMA.
Come investire in ETF cannabis:
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Dove investire in ETF Cannabis?
Di seguito riportiamo la lista dei migliori broker per investire su ETF legati al mondo della cannabis ricreativa e a scopo medico. Si tratta di intermediari autorizzati, selezionati manualmente dalla nostra redazione, che offrono delle ottime condizioni di negoziazione in generale e non soltanto per quanto riguarda questi prodotti. L’elenco è aggiornato continuamente dagli analisti di ®TradingOnline.com.
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I piani di accumulo, ossia i PAC, permettono di strutturare un investimento continuativo nel tempo, anche partendo da piccole somme;
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- Per beneficiare della percentuale di interessi sui capitali in deposito si deve pagare un piano di abbonamento.
I nostri analisti non hanno avuto dubbi fin dal principio ed hanno selezionato Scalable Capital perché conta ad oggi oltre 1 milione di clienti in tutto il mondo e perché il broker ha superato gli oltre 20 miliardi di dollari affidati. Numeri da record che, se sommati alle tante funzionalità che abbiamo potuto apprezzare durante il nostro utilizzo reale, mettono in evidenza una piattaforma completa, efficiente, affidabile ed anche molto sicura (anche per quanto concerne il trattamento dei dati sensibili).
Conviene investire in ETF sulla cannabis?
Gli ETF cannabis non sono così interessanti rispetto a quelli di altri settori. Questo per due ragioni principali: la prima è che i prodotti tra cui si può scegliere sono pochi, spesso non sono armonizzati UCITS e prevedono dei costi di gestione estremamente alti per essere degli ETF. La seconda ragione è che offrono una scarsa diversificazione sulle società del settore, al punto che un investitore potrebbe manualmente ricostruire lo stesso tipo di portafoglio e risparmiarsi delle commissioni piuttosto salate.

Inoltre c’è da dire che, nel corso del tempo, il settore non ha performato bene. Al momento il segmento della cannabis legale è stretto tra problemi interni ed esterni:
- Anche laddove la cannabis è stata legalizzata, spesso il mercato nero rimane quello più florido. Questo perché la tassazione a cui la marijuana legale è soggetta rende i prezzi estremamente più alti di quelli praticati dai venditori illegali;
- Nelle aree dove la cannabis è legale per la vendita a scopo ricreativo, è legale anche la coltivazione in proprio. I consumatori si stanno dimostrando più interessati a coltivare in proprio che a comprare -a caro prezzo- dai rivenditori, sia per risparmio che per passione. Una sola pianta produce una quantità notevole di inflorescenze, per cui non servono grandi spazi e la coltivazione si può fare anche indoor;
- Le società che rimangono a spartirsi ciò che rimane del mercato sono troppe in questo momento. Lo dimostra il fatto che nessuna di queste sia profittevole. La concorrenza è fortissima e lo rimarrà probabilmente per diverso tempo, con impatti negativi per gli investitori.
Potrebbe esser più sensato procedere con una selezione manuale dei titoli cannabis. Approfittando di piattaforme come eToro, che offrono migliaia di titoli negoziabili, non è difficile costruire un portafoglio per esporsi alla canapa / Marijuana. Al tempo stesso si risparmia sui costi di gestione e si possono scegliere con attenzione le aziende su cui investire, piuttosto che esporsi in modo diversificato, ma non ottimizzato.
Migliore alternativa agli ETF Cannabis
Gli ETF non sono l’unico modo per esporsi in modo diversificato all’andamento dell’industria della cannabis. Ci sono altri modi, anche più innovativi e semplici, per investire su un portafoglio diversificato di società connesse a questo settore. Uno in particolare, su cui vogliamo concentrare la nostra attenzione, è lo Smart Portfolios a tema di eToro. Si tratta di un prodotto creato direttamente dagli esperti.

Il broker possiede direttamente le azioni del portafoglio su cui il cliente investe, esattamente come se si trattasse di un ETF a replica fisica. La differenza è che questo strumento non è quotato in Borsa. Ci sono diversi vantaggi importanti che spingono verso questa scelta, il primo dei quali è il fatto di non pagare commissioni per la gestione annua del portafoglio, cosa che invece è presente negli ETF tradizionali.
Inoltre questo Smart Portfolio ha un portafoglio estremamente diversificato, al punto da offrire un’esposizione più ampia rispetto a due dei tre ETF che abbiamo analizzato in precedenza. Considerando che nel settore della cannabis i costi di gestione degli ETF sono molto più alti rispetto alla media, un prodotto che non prevede alcuna commissione annua risulta piuttosto appetibile.
Conclusioni
Oggi gli investitori hanno a disposizione una grande quantità di titoli legati alla cannabis, ma pochi ETF e quasi sempre estremamente cari. La situazione è particolarmente poco felice in Europa, per lo meno se si intende andare alla ricerca di fondi armonizzati UCITS. Detto questo, quantomeno i tre fondi di cui abbiamo parlato ci sembrano dei prodotti soddisfacenti, anche se non eccezionali . In altri settori, come nel caso degli ETF di energia rinnovabile o gli ETF sulle batterie al litio, la diversificazione offerta dai fondi appare più attraente.
Nei prossimi anni potrebbero emergere nuovi ETF cannabis, sempre più in grado di riflettere la situazione attuale del mercato. Ci sarà più spazio per imprese che si trovano in nuovi paesi dove la marijuana sta diventando legale – non solo gli Stati Uniti – e cominceranno a esistere più fondi dedicati in grado di offrire costi più bassi e un ventaglio di diversificazione più ampio.
Alessio Ippolito
Chief executive · Giornalista ODG
Considerato quanti capitali stiano andando verso le società grandi e piccole che si occupano di cannabis, di certo l’offerta di ETF migliorerà in futuro. Nel frattempo, siamo quantomeno felici di aver trovato almeno tre fondi che possono essere negoziati facilmente usando delle piattaforme che offrono agli investitori una buona offerta di titoli. Torneremo immancabilmente ad aggiornare questa guida ogni semestre.
FAQ: Domande e risposte frequenti sugli ETF cannabis
Quali sono i migliori ETF cannabis?
La valutazione degli esperti ci ha portato alla scoperta di alcuni ETF cannabis, ossia: Amplify Alternative Harvest, AdvisorShares Pure Cannabis ed anche iShares Healthcare Innovation UCITS.
Dove investire in ETF cannabis?
Le migliori piattaforme per investire in ETF sulla cannabis sono Capital.com, eToro e FP Markets. Si tratta di piattaforme autorizzate da Consob che offrono la possibilità di investire con piattaforme intuitive e costi nettamente più bassi rispetto a quelli delle banche o SIM tradizionali.
Quali sono i rischi degli ETF cannabis?
Il settore della cannabis è fortemente concorrenziale, soggetto a imposte elevate e continua a risentire della concorrenza del mercato nero. La situazione migliorerà con il graduale consolidamento del mercato.









