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Bollette, le proposte al vaglio del Governo per ridurre i costi nel 2025

Il Governo guidato da Giorgia Meloni è al lavoro sul Decreto Bollette. Vediamo quali son le ipotesi al vaglio e cosa si possono aspettare i diretti interessati.

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Governo al lavoro sul decreto bollette: la premier Giorgia Meloni, infatti, ha rinviato l’intero pacchetto a venerdì, che verrà gestito nel corso del prossimo Consiglio dei Ministri. Servirebbero, secondo il capo del Governo, delle misure più efficaci per andare incontro alle famiglie e alle imprese. 

Per redigere il decreto bollette è al lavoro un team alla cui guida ci sono Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e Gilberto Picchetto, Ministro dell’Ambiente.

Ma come dovrebbe funzionare la nuova misura? E soprattutto quale impatto potrebbe avere sulle famiglie?

Decreto bollette, le misure messe in atto finora

Le misure che ruotano intorno al decreto bollette – almeno quelle che sono state messe a punto fino a questo momento – dovrebbero avere una durata di sei mesi e dovrebbero comportare uno sforzo economico pari a 2,8-3 miliardi di euro. Una parte dell’intervento coinvolgerà i clienti vulnerabili, andando ad estendere la platea del bonus sociale: con ogni probabilità verrà seguita la stessa strada del 2023, che prevedeva l’innalzamento della soglia Isee dagli attuali 9.530 euro a 15.000 euro. Secondo le prime stime il costo di questa misura si dovrebbe aggirare intorno a 1,5 miliardi di euro.

Non vengono dimenticate nemmeno le bollette delle imprese, anche quelle energivore. L’obiettivo è quello di cercare di recuperare almeno 600 milioni dalle aste Ets – ossia le Emission trading system, la tassa sulle emissioni di Co2 -, che permetterebbe di dare un sostegno economico alle aziende che consumano più energia, ma anche alle altre Pmi.

Il governo, inoltre, avrebbe allo studio una riduzione del differenziale che c’è tra il costo del gas sul mercato di riferimento europeo e quello che si trova sul mercato all’ingrosso italiano. Al vaglio di sarebbe anche una norma che prevederebbe il rinnovo o il prolungamento delle concessioni idroelettriche.

A pesare sul decreto bollette, indubbiamente, è la voce costi: stando ad alcune stime che ha elaborato Sky Tg24, l’eventuale taglio dell’Iva al 5% sul gas per tre mesi potrebbe arrivare a costare all’Erario tra i 200 e i 400 milioni di euro. Identico costo avrebbe allargare la platea dei potenziali beneficiari del bonus sociale che è riservato alle famiglie che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica. Il costo sarebbe indubbiamente più alto nel caso in cui si dovesse optare per un taglio degli oneri di sistema – che porterebbe ad uno sconto in bolletta – che verrebbe a costare la bellezza di un miliardo di euro per tre mesi.

Bollette, i temi in discussione

Tra i temi centrali del decreto bollette, indubbiamente, c’è l’allargamento della platea dei beneficiari del bonus sociale. In questo momento la misura coinvolge principalmente le famiglie che hanno un Isee inferiore a 9.530 euro e ammonta a 219 euro circa. L’ipotesi al vaglio sarebbe di estendere l’agevolazione fino a 15.000 euro di Isee. In questo modo si riuscirebbe a raggiungere lo stesso numero di famiglie che erano state coinvolte nel corso del 2023: 4,5 milioni.

Indubbiamente il bonus sociale rappresenta un importante fattore per ridurre il costo delle bollette per le famiglie: il prezzo del gas, nel corso dell’ultimo anno, è pressoché raddoppiato. I rialzi, però, devono essere necessariamente contestualizzati: nel corso del mese di settembre 2022 il prezzo era a 350 euro a Megawattora. Oggi come oggi i prezzi sono indubbiamente elevati – tanto da essere il doppio rispetto alla media storica – ma risultano essere distanti rispetto a quelli dei massimi storici.

Il fattore che costituisce un vero e proprio problema è che in Italia si paga molto di più rispetto ad altri Paesi europei, come, solo per fare un esempio, Spagna, Francia e Germania.

A preoccupare, inoltre, sono i nostri stoccaggi di gas, che sono più vuoti rispetto ad un anno fa quando erano al 59%: oggi sono al 53%. Per riempirli è necessaria una maggiore quota di gas naturale nel corso dell’estate:l’inverno è stato più rigido rispetto al passato. Questo è un ulteriore fattore che rischia di far aumentare il costo dell’energia nel corso dei prossimi mesi.

Pierpaolo Molinengo è laureato in materie letterarie ed è un giornalista pubblicista iscritto all'Albo dal 2002. Ha iniziato ad occuparsi di Economia fin da subito, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Pierpaolo Molinengo scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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