Investimenti
13 milioni di posti di lavoro salvi? Europa TORNA INDIETRO su emissioni per i produttori auto
EU: passo indietro sul green per le auto, ma per molti non è abbastanza.

La Commissione Europea tende una mano ai costruttori di auto, per quello che è il settore maggiormente in difficoltà in Europa. I requisiti di emissione media delle flotte di ogni marchio saranno calcolati su un arco di tre anni e non più su su un anno. Non si tratta però di una cancellazione delle multe, ma soltanto di un orizzonte più ampio all’interno del quale calcolarle. Per molti troppo poco, per altri un primo segnale che invece qualcosa in Europa può cambiare.
Oltre alle trimestrali però, c’è qualcosa di più importante. Così come c’è qualcosa di più importante dei rendimenti in borsa di queste aziende. Parliamo di un settore che impiega, secondo le stime più recenti, tra i 2,4 e i 2,6 milioni di addetti – e che con l’indotto arrivano a 13 milioni di addetti, comprese vendite e manutenzione. Un contributo che vale il 7% del PIL europeo e che è per forza di cose in cima alle preoccupazioni anche dei politici dell’Unione Europea.
Sul piatto milioni di posti di lavoro, anche il tuo
Ciò di cui si parla poco è cosa c’è effettivamente in ballo. Parliamo direttamente e indirettamente di un settore che vale tra il 6 e il 7% del PIL europeo, 440 miliardi di euro.
A contare di più però, anche a livello elettorale, di 13 milioni di addetti indiretti e indiretti nel settore della produzione di vetture. 13 milioni di addetti che vogliono dire 13 milioni di voti e anche 13 milioni di famiglie. Possono tirare un sospiro di sollievo? Staremo a vedere dalle reazioni. Intanto partono le pressioni affinché gli altri organi dell’UE accettino l’emendamento. Con effetti a catena enormi – date le quantità di addetti – sulle tasche di tutti noi.
Come funziona lo “sconto”
Non si tratta di uno sconto ma di un modo di calcolare le emissioni della flotta di ogni marchio che sarà spalmata su tre anni. Chi non sarà in regola per il primo anno, avrà dunque l’occasione di pareggiare e equilibrare i conti con i successivi due, cosa che dovrebbe offrire due tipi di vantaggi per i produttori di auto: il primo è quello di non dover pagare multe subito, il secondo è quello di poter cercare di ottenere un equilibrio con la produzione degli anni successivi.
Ursula Von der Leyen però non molla: afferma infatti che con l’iniziativa odierna si andrà a garantire sì flessibilità, ma comunque non si andrà a rinnegare quello che è un percorso verso la decarbonizzazione e la competitività. Percorso che però, almeno ai piani alti, non sembra essere pienamente soddisfacente.
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