Risparmio
Buoni fruttiferi postali, quanto rendono nel 2025. A chi conviene investire in questi prodotti
Scopriamo quali sono i rendimenti dei buoni fruttiferi postali e a chi realmente conviene investire in questi prodotti sicuri. Ma dagli interessi non altissimi.
Quanto rende investire nei buoni fruttiferi postali? È una domanda che si pongono molte famiglie alla luce del successo di Btp Più, ma anche nel tentativo di sfruttare uno degli strumenti messi a disposizione dal nuovo regolamento Isee, che permette di togliere dal calcolo del patrimonio mobiliare i Titoli di Stato e gli investimenti garantiti dallo Stato per un valore complessivo pari a 50.000 euro.
I buoni fruttiferi postali sono uno degli strumenti di risparmio preferiti dalle famiglie italiane: sono considerati affidabili e non sono soggetti alle oscillazioni di mercato. Questo strumento permette di investire acquistando dei titoli di credito: dei contratti che prevedono il rimborso del capitale alla loro scadenza, che viene rivalutato sulla base di un rendimento che varia a seconda dei prodotti che sono stati sottoscritti.
Quali sono i rendimenti dei buoni fruttiferi postali
Partiamo con il fornire alcune informazioni sui buoni fruttiferi postali: emessi da Cassa Depositi e Prestiti e commercializzati da Poste Italiane, sono degli strumenti garantiti dallo Stato. La tassazione è agevolata al 12,50% e non prevedono delle commissioni di acquisto. Alla loro scadenza garantiscono il rimborso del capitale, che viene maggiorato dagli interessi. C’è la possibilità di riscattarli anticipatamente.
Purtroppo nel corso del 2024 i rendimenti dei buoni fruttiferi postali sono stati in leggero calo rispetto all’anno precedente. Ad ogni modo i risparmiatori hanno diverse soluzioni tra le quali scegliere e con le quali soddisfare le proprie esigenze di investimento. I prodotti con i migliori rendimenti lordi sono i seguenti:
- Buono Minori, prodotto riservato ai più piccoli (fino al raggiungimento della maggiore età), ha un rendimento annuo che può arrivare al 5%:
- Buono Ordinario il cui rendimento è pari al 3%;
- Buono 3×4, alla scadenza prevede un rendimento pari al 2%;
- Buono Soluzione Eredità: alla scadenza prevede un rendimento pari al 2%;
- Buono Rinnova: alla scadenza il rendimento è pari all’1,5%;
- Buono Rinnova Prima: alla scadenza il rendimento è pari all’1,5%;
- Buono 4 anni Risparmio semplice: il prodotto prevede un rendimento premiale alla scadenza dell’1,5% nel caso in cui siano stati raggiunte almeno 24 sottoscrizioni periodiche al Piano;
- Buono 3×2: alla scadenza il rendimento previsto è pari all’1,25%;
- Buono 4 anni Plus: il rendimento è pari all’1,25%.
Cosa considerare prima di investire nei Buoni fruttiferi postali
È bene ricordare, prima di acquistare uno di questi prodotti, che i buoni fruttiferi postali hanno una durata minima di quattro anni, che in alcuni casi può arrivare fino a 20. È impossibile sapere in anticipo quanto possa rendere un Bfp, ma è possibile fare una simulazione per comprendere se realmente vale la pena puntare a questi prodotti e se, soprattutto, il tipo di investimento risponde alle aspettative che si hanno.
Per farlo è possibile accedere direttamente al sito della Cassa Depositi e Prestiti, dove è possibile stimare il rendimento di un determinato buono fruttifero postale: in questa sede è possibile selezionare la tipologia, la data di sottoscrizione, l’importo e la data di rimborso per scoprire a quanto ammontano gli interessi.
Chi dovesse decidere di investire nei buoni fruttiferi postali deve ricordare che vanno in prescrizione dopo dieci dalla scadenza. Questo significa che entro questo arco di tempo è necessario richiedere il loro rimborso, in caso contrario si rischia di perdere il capitale iniziale investito e gli interessi maturati nel corso degli anni.
I buoni fruttiferi postali sono un prodotto di investimento utile per proteggere il capitale o mettere via dei risparmi in vista della pensione. Ad ogni modo ci sono altre tipologie di investimento che possono rendere molto di più, con la sola differenza che sono dei prodotti che sono maggiormente legati agli andamenti di mercato. e che per questo, quindi, possono avere dei rischi maggiori.