Connettiti con noi

Risparmio

Buoni fruttiferi postali 2025, su quali puntare per investire nel medio o lungo periodo

Su quali buoni fruttiferi postali si può puntare per investire nel medio o lungo periodo ad aprile? Scopriamolo insieme.

Pubblicato

il

Buoni fruttiferi postali 2025, su quali puntare per investire nel medio o lungo periodo

La loro esclusione dal calcolo del patrimonio ai fini dell’Isee 2025, hanno riportato i buoni fruttiferi postali al centro dell’attenzione dei risparmiatori, che stanno guardando a questa soluzione di investimento per gestire parte dei loro risparmi. Attraverso questa novità, che è diventata operativa proprio nel corso della giornata di oggi, il Governo guidato da Giorgia Meloni, di fatto, vuole incentivare il risparmio privato garantito dallo Stato.

Gli investitori, a questo punto, hanno un motivo in più per inserire dei buoni fruttiferi postali all’interno del proprio portafoglio. Ma quanto conviene realmente questa soluzione? Al di là della sicurezza, quali sono le soluzioni più appetibili per le famiglie? Scopriamolo insieme.

Conviene investire nei buoni fruttiferi postali?

La convenienza o meno di un investimento effettuato nei buoni fruttiferi postali è indubbiamente personale e segue delle logiche soggettive. È sufficiente, infatti, variare dei parametri per ribaltare completamente una qualsiasi conclusione che potrebbe essere data da un’analisi approfondita.

Andando a guardare le soluzioni offerte da Cassa Depositi e Prestiti, in questo momento, le soluzioni di investimento nel medio periodo sono un po’ sguarnite e spesso con delle soluzioni che difficilmente riescono a difendere il capitale investito anche solo dall’inflazione. C’è un’abbondanza di prodotti che hanno una durata di quattro anni e poi si passa ad un orizzonte temporale indubbiamente più lungo sui dieci anni, che arriva fino a vent’anni.

Quali sono gli investimenti a breve termine?

Ma quali sono le soluzioni per chi avesse intenzione di investire nel breve termine e avesse la necessità di avere a disposizione il capitale rapidamente? Volendo rimanere su un orizzonte corto – inferiore ai tre anni – quello che i risparmiatori hanno a disposizione non è propriamente un buono fruttifero postale, ma un accantonamento di liquidità.

La soluzione è costituita dal Deposito Supersmart Premium, che è riservato ai titolari di un libretto Smart. Nel momento in cui i risparmiatori vi apportano della liquidità, questa può confluire sullo Smart o sul conto BancoPosta – o in alternativa su degli altri libretti postali che hanno la stessa intestazione dello Smart.

Gli accantonamenti – che devono avere un taglio minimo di 500 euro e multipli di 50 euro – avranno una durata minima di 366 giorni. Il rendimento lordo lordo è pari al 2,25% sul quale è prevista una ritenuta del 26%.

L’offerta è destinata a scadere, però, domani 4 aprile 2024. Con ogni probabilità, però, in futuro Cassa Depositi e Prestiti potrebbe riproporre nuovamente un premio sulla liquidità che viene accantonata, aggiornandola alle condizioni di mercato. Una delle ipotesi che stanno circolando è che potrebbe essere riproposta nella forma dei buoni fruttiferi postali, come era già avvenuto in passato e non con la formula del Deposito Smart. Inutile negarlo, i due prodotti hanno delle caratteristiche differenti: non ci rimane che attendere e vedere cosa verrà messo a disposizione in futuro.

Buoni fruttiferi postali per il medio e lungo periodo

Qualche soluzione leggermente più brillante è prevista per il medio e il lungo periodo. Guardando ad un arco temporale di quattro anni, i buoni fruttiferi postali mettono a disposizione qualche prodotto in più. Se si vuole investire puntando al massimo rendimento a parità di durata, la scelta da fare è indubbiamente il buono Rinnova Prima, che permette di ottenere il rendimento annuo lordo a scadenza più alto.

In questo caso è possibile riuscire a spuntare il 2,50%, tenendo conto che l’aliquota fiscale è fissata al 12,50% (più bassa, quindi del 26% prevista per il  Deposito Super Smart Premium), che diventa un 2,20% netto alla scadenza. Per calcolare il montante finale è necessario tenere conto dei seguenti coefficienti lordo e netto: 1,10381289 e 1,09083628 (si riferiscono alla serie: TF704A250211).

Pierpaolo Molinengo è laureato in materie letterarie ed è un giornalista pubblicista iscritto all'Albo dal 2002. Ha iniziato ad occuparsi di Economia fin da subito, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Pierpaolo Molinengo scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

Clicca per commentare

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending