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Finanza Personale

Sarà il conclave dei ricchi? Ecco quanto guadagnano i CARDINALI che votano il nuovo Papa

Gli stipendi dei cardinali (e dei vescovi e dei sacerdoti). Quanto guadagna chi sceglie il nuovo Papa?

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QUANTO GUADAGNANO CARDINALI

In un’era di grandi ristrettezze e grandi preoccupazioni per le famiglie, c’è chi si mette a fare i conti in tasca ai cardinali che parteciperanno al conclave. Date le scelte opulente anche in termini di abbigliamento e accessori, verrebbe da sospettare che navighino nell’oro e che percepiscano degli emolumenti che il cittadino italiano può soltanto sognare.

C’è poi da fare una premessa. Complice la pandemia e un atteggiamento di Papa Francesco più attento ai conti e agli sperperi, nel corso degli ultimi anni ci sono stati dei tagli importanti. Nel 2021 tagli per il 10% agli stipendi dei cardinali, e dell’8% ai capi dicastero e segretari. “Solo” il 3% per i sacerdoti e i religiosi. Poi nel 2024 abolizione di diverse indennità.

Una Chiesa, anzi, dei membri della chiesa sempre più poveri? Vediamo i numeri che sono stati ricostruiti dai giornali e che si dovrebbero discostare poco dalla verità.

I conti in tasca al clero: ma quanto guadagnano?

C’è un tetto massimo a 5.000€ per i cardinali, che sono tra i membri del clero più remunerati. In realtà non si può avere contezza dello stipendio di chi tra poco sarà chiamato a esprimere il suo voto in Conclave, perché il sistema tiene conto anche di anzianità e di incarichi aggiuntivi.

Rimane però una soglia massima che, anche in presenza di altri incarichi “privati”, non può essere superata. Non un piccolo stipendio per il grosso degli italiani, ma neanche una vita da nababbi, almeno sulla carta.

CaricaMassimo
Cardinale5.000€
Vescovo3.000€
SacerdoteCirca 1.200€
I massimi di guadagno per i membri del clero

Da un lato infatti bisogna ricordare che hanno comunque accesso a benefici importanti, dall’altro che non tutti raggiungono questa soglia, che è quella massima.

Discorso invece diverso per gli altri membri del clero: i vescovi devono arrangiarsi con 3.000€ al mese di massimo, mentre i sacerdoti con somme intorno ai 1.200€.

Numeri che sono frutto della riduzione di cui sopra – che è stata imposta da Papa Francesco sia per indirizzare la chiesa maggiormente verso una povertà essenziale, sia perché il disavanzo aveva cominciato a farsi importante.

Non è chiaro per il momento quali saranno gli intendimenti del futuro Papa: aumenti in arrivo, complice un’inflazione che pesa anche sulle tasche dei prelati, oppure ancora sacrifici per stipendi che in Italia comunque vedono in pochi, se non in ruoli di massima responsabilità?

Il dibattito rimarrà acceso, proxy delle tendenze di ciascuno per quanto riguarda il proprio sentimento verso la chiesa: c’è chi riterrà certi emolumenti eccessivi e chi invece li riterrà adeguati a ruoli che comunque spettano a poche decine di persone di un’organizzazione importante come la Chiesa Cattolica.

Analista economico dal 2009. Collabora con TradingOnline.com offrendo analisi su Forex, Macroeconomia e Azioni, con un occhio vigile sui mercati emergenti come Turchia, Brasile, Indonesia e Cina. Gianluca Grossi è anche caporedattore per la nota testata giornalistica Criptovaluta.it, quotidiano dedicato al mondo Crypto e Bitcoin ed è anche analista per Criptovaluta.it® Magazine, il settimanale della medesima organizzazione. Segue da vicino il mercato ETF, in particolare sulla piazza di New York.

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