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Trump annuncia dazi: come difendere il tuo PORTAFOGLIO di investimenti

I dazi di Trump puniscono paesi partner e non in modo disomogeneo. Come muoversi ora con gli investimenti?

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DAZI TRUMP DIFENDERE

L’annuncio dei dazi da parte di Donald Trump, arrivato dopo un lungo batti e ribatti, ha già sconvolto i mercati. Volatilità massima sui futures sui principali indici mondiali – che sono quelli di prima reazione essendo tutte le piazze chiuse alle 22 ora italiana. Reazioni scomposte anche dal mercato crypto, altro termometro interessante per certe notizie quando le piazze sono chiuse.

Sarà però più interessante vedere le ripercussioni di medio e lungo periodo, soprattutto se si è investitori e non trader. Ed è proprio questo che cercheremo di fare in una prima risposta alla notizia che tutti aspettavano e che si è rivelata essere, almeno per alcuni paesi, peggiore delle aspettative.

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Un breve riassunto su quanto avvenuto: l’amministrazione americana ha deciso per dazi reciproci che valgono la metà di quanto gli Stati Uniti ritengono che gli altri paesi impongano, in termini di dazi, alle merci americane. C’è una base del 10%, che è stata attribuita a Regno Unito, Turchia e Singapore. Per quanto riguarda l’Unione Europea sarà al 20%, il Giappone al 24%. Esclusi per ora Messico e Canada, che si erano dimostrati più morbidi nel pomeriggio di oggi.

  • Paesi emergenti: l’investimento diventa molto più rischioso

Ne sapremo di più alla riapertura delle principali piazze asiatiche. Tuttavia a essere colpiti di più sono stati paesi emergenti come la Cambogia (49%), il Vietnam (46%), Thailandia (36%), Taiwan (32%), Indonesia (32%) e anche l’India (26%). Sono quasi o tutti paesi che un tempo venivano inclusi nelle cosiddette tigri asiatiche e che in alcuni casi intrattengono dei rapporti commerciali di enorme importanza con gli USA. Gli investimenti, soprattutto sull’azionario magari in ETF, diventa molto più rischioso, soprattutto sul breve periodo. Potrebbe essere intelligente valutare un risk off. Per la Cina è 34%, che deve essere aggiunto al 20% già esistente.

  • Asset denominati in dollari: per il medio e lungo periodo

Gli asset denominati in dollari non solo hanno perso come reazione alle dichiarazioni di Trump, ma anche in senso relativo perché il dollaro ha fatto registrare una pessima performance nei confronti di tutte le principali valute di rilievo globale.

Se la situazione dovesse perdurare, potrebbe essere intelligente valutare un ingresso, soprattutto in quei settori che potrebbero incontrare maggiore favore dalle nuove politiche di Trump. Settore auto che è in grado di produrre negli USA, acciaio e industria pesante, farmaceutici.

  • Europa ok, apprensione per i farmaceutici

Oltre al messaggio secco sui dazi, Trump ha anche indicato quali industrie americane sono sottodimensionate rispetto al fabbisogno del popolo americano. Tra queste l’industria farmaceutica, con gli americani che sono costretti anche a importare farmaci di base come gli antibiotici.

Per il resto, una reazione compatta da parte dell’Europa – e magari una sorta di blocco nuovo che abbatterà barriere commerciali per rispondere alla mancanza di business verso gli States. Europa che sta vivendo già un momento di grande forza delle sue borse. Presto un picco, seguendo la compressione in termini di PIL globale che ci si aspetta dai dazi, oppure base dalla quale ripartire? Quel che è certo è che l’UE è stata, almeno rispetto ad altre realtà, quasi graziata.

Analista economico dal 2009. Collabora con TradingOnline.com offrendo analisi su Forex, Macroeconomia e Azioni, con un occhio vigile sui mercati emergenti come Turchia, Brasile, Indonesia e Cina. Gianluca Grossi è anche caporedattore per la nota testata giornalistica Criptovaluta.it, quotidiano dedicato al mondo Crypto e Bitcoin ed è anche analista per Criptovaluta.it® Magazine, il settimanale della medesima organizzazione. Segue da vicino il mercato ETF, in particolare sulla piazza di New York.

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