Investimenti
CROLLO Piazza Affari. FTSE MIB a -6,5%. 4 idee per gestire il portafoglio ORA
Disastro a Piazza Affari: FTSE MIB lascia oltre il 6% in borsa. Male le banche. Cosa fare ora?

La Borsa di Milano crolla e chiude come peggiore della sessione europea. Una sessione letteralmente massacrata dai dazi che sono stati imposti dagli USA – al 20% – e sui quali non vi sono state ancora risposte granché convincenti da parte dei massimi organi europei. Nessuna ritorsione, per il momento. La Cina invece è già passata ai fatti, annunciando ritorsioni con dazi al 34%. Una situazione complessa, che vede l’Europa per ora schiacciata tra due giganti commerciali – e che ha visto Milano, Francoforte, Parigi e Madrid lasciare sul terreno percentuali importanti.
Il famoso proverbio che parla di Sparta che non ride quando Sparta piange è stato confermato da una delle peggiori sessioni immaginabili anche per gli indici USA. NASDAQ perde il 6%, Standard & Poor’s 500 il 5%. In una situazione del genere, muoversi sulle borse è estremamente complicato, tenendo anche conto del fatto che gli annunci arrivano alla spicciolata, sono imprevedibili e in grado essi stessi di peggiorare (o migliorare) la situazione.
Le idee per chi non vuole uscire dai mercati
Ci sono almeno 4 questioni che potrebbero aiutare chi gestisce il proprio portafoglio a muoversi nel mare più agitato che si potesse immaginare, a 2 mesi e poco più dal giuramento di Donald Trump. L’analisi di oggi corregge quella in prima battuta fatta a poche ore dall’annuncio dei dazi. L’analisi si può far partire guardando chi a Piazza Affari ha perso delle quantità consistenti di capitalizzazione di mercato.
- Male gestione, fondi, banche
È catastrofe per le banche e per i gestori di fondi. Pagano un prezzo molto alto Azimut, Monte Paschi, Nexi, ma anche Unicredit, Bper, MedioBanca. Fatta eccezione per Leonardo, le peggiori della giornata sono tutte di questo settore.
La spiegazione è relativamente semplice: l’andamento del settore bancario è anche una funzione del PIL globale – e l’accelerare di una situazione di questo tipo – fatta di dazi e di nuove barriere, non può che far pagare un prezzo importante. In aggiunta, le banche tendono a amplificare gli andamenti degli asset di rischio a livello globale.
La scommessa starà ora nel valutare se si è trovato un bottom – o se questo sarà un percorso da proseguire anche nei prossimi giorni. Ci saranno ora 2 giorni di riposo per le borse, durante i quali potrebbero arrivare altre indicazioni per capire in che direzione potremmo muoverci. Da segnalare come in realtà dietro il crack di Leonardo c’è poco di attinente alla difesa, ma da considerare il downgrade di Citi, che ha passato il titolo da buy a neutral.
- C’è spazio per accordi – e c’è già del malcontento tra i repubblicani
A riportare di certe pressioni c’è Bloomberg, che non può essere considerato neutro. Ad ogni modo, anche il podcast di Ted Cruz, ritenuto un fedelissimo di Donald Trump, ha sottolineato la presenza di preoccupazioni. C’è spazio per accordi – che migliorerebbero la situazione, aggiungiamo noi. C’è anche spazio per ritorsioni però, il che vorrebbe dire avere ancora degli spunti negativi durante la prossima settimana.
- I piccoli paesi sono quelli che hanno reagito subito – e con una resa
I piccoli paesi sono stati quelli che hanno reagito più velocemente, indicando la volontà di cercare un accordo. Gli ETF sul Vietnam sono andati oggi bene, per quanto siano ancora sensibilmente sotto le quotazioni “pre dazi”.
Rimane il rischio falling knives se i mercati azionari dovessero trovare ancora spazio per delle correzioni durante la prossima settimana.
- Gli esenti ce la faranno?
Ci sono diverse categorie merceologiche che dovrebbero essere esenti dai dazi hanno risposto comunque male, basti guardare in Europa Novo Nordisk, Roche, Astrazeneca, Novartis. Tuttavia in Italia Recordati tiene, così come fa registrare l’unica performance positiva tra le blue chip DiaSorin.
Tuttavia per la seconda la performance positiva riguarda anche quanto avvenuto nel CdA con la presentazione della lista di maggioranza per il rinnovo del CdA. Bene però anche Philogen. Per il resto, questo settore sarà probabilmente uno di quelli da seguire con maggiore interesse.
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