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Analisi fondamentale

Guida

L’analisi fondamentale è una delle principali discipline di studio dei mercati finanziari la quale permette di individuare il “Fair Value“, o valore reale, di un asset. Il calcolo del Fair Value è basato sulla stima del valore intrinseco di un titolo, analizzando una serie di componenti macroeconomiche e microeconomiche.

In questo corso completo vedremo come l’analisi fondamentale non si limita solo all’analisi del valore reale di un asset, per identificare sovrastime o sottostimò, ma fornisce indicazioni utili per prevedere l’andamento futuro del prezzo del titolo.

Analisi fondamentale cos’è: definizione

L’analisi fondamentale è lo studio delle variabili macroeconomiche e microeconomiche che possono influire sulla quotazione di un asset sui mercati finanziari, al fine di prendere il suo movimento in un futuro a medio-lungo termine.

Questa disciplina è particolarmente diffusa nel trading su azioni e si contrappone all’utilizzo dell’analisi tecnica, quest’ultima infatti è basata sul mero studio del grafico, tralasciando i fattori esterni che possono influenzarlo.

Il mercato sconta tutto.

Secondo gli analisti tecnici, “Il mercato sconta tutto“, ovvero il prezzo attuale di un titolo rispecchia il suo valore reale al netto di tutte le informazioni disponibili. Nonostante questo, l’analisi fondamentale ha prodotto ottimi risultati, soprattutto nei mercati azionari, suggerendo che il miglior approccio possibile nel trading online sia la combinazione delle due discipline.

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Analisi Fondamentale, cos’è e come funziona – Il corso completo a cura di ©TradingOnline.com

Uno dei principali fautori dell’analisi fondamentale è proprio Warren Buffett, il più grande investitore al mondo.

Non investire mai in un’azienda che non capisci.

Warren Buffett

Warren Buffett ha basato la sua fortuna sul profondo studio dei bilanci aziendali, indagando sulla loro solidità e liquidità per ricercare le aziende più affidabili su cui investire.

Nel mercato odierno, fortemente regolamentato, gli investitori hanno accesso con trasparenza ai bilanci di tutte le aziende quotate in Borsa e una buona comprensione dell’analisi fondamentale permette di prevedere la direzione futura del prezzo.

Analisi fondamentale – principali caratteristiche:

Quanto costa:Principali strumenti gratuiti
Livello di difficoltà:4/5
Efficacia:⭐⭐⭐⭐⭐
Come si impara:📚eBook / 📽Videocorsi / 📈Seminari
Migliori strumenti:Grafici Indicatori di trading
Principali caratteristiche dell’analisi fondamentale

Analisi fondamentale nel trading: come funziona

L’analisi fondamentale è uno dei principali metodi per la previsione dell’andamento futuro del prezzo di un titolo. Storicamente questa disciplina si contrappone all’utilizzo dell’analisi tecnica sui grafici, tuttavia l’approccio migliore, utilizzato dai trader esperti, è quello di identificare il movimento futuro tramite un’approccio fondamentale, ricercando i corretti punti di ingresso e la conferma nel grafico mediante l’analisi tecnica.

L’analisi fondamentale, basandosi su dati reali ottenibili dai mercati, lascia poco margine alle valutazioni personali del trader, poichè indica con chiarezza se il prezzo del grafico rappresenta quello che è il valore reale oppure se è differente.

Una previsione ottenuta mediante lo studio macro e microeconomico di un titolo ha però validità nel medio-lungo periodo, lasciando spazio ad una maggiore efficacia dell’analisi tecnica nel brevissimo (M1H1) e nel breve periodo (>H4).

L’approccio fondamentale trova particolare rilievo nel mercato azionario dove è semplice ottenere i dati di bilancio aziendale, calcolando i vari indici patrimoniali della società quotata e definendo così quelle che dovrebbe essere la sua quotazione reale in Borsa. Nei mercati borsistici, infatti, sono molti gli investitori che scelgono prevalentemente questo approccio tralasciando quello tecnico, se non nel breve periodo.

Non bisogna infatti trascurare l’importanza dei dividendi quando si acquista un’azione, un aspetto che l’analisi tecnica non tiene in considerazione.

Nei mercati più liquidi, invece, come il Forex, l’approccio fondamentale è più complesso è prevede l’ingresso al mercato all’uscita di news su eventuale market mover che possono essere:

  • in Europa: discorsi BCE, tassi di interesse, tasso di inflazione, pubblicazione dei bilanci sul debito pubblico degli Stati più influenti (Germania, Francia, Italia), pubblicazione tasso di occupazione e disoccupazione degli Stati membri, eventi straordinari (Brexit), elezioni negli Stati principali;
    in America: discorsi e taglio tassi di interesse FED, Non Farm PayRolls, elezioni americane, tasso di inflazione, eventi straordinari.

Questi eventi causano solitamente rapidi e forti movimenti di prezzo che possono essere catturati solo posizionando precedentemente un ordine pendente. È dunque importante conoscere preventivamente sia che tipo di movimento una certa notizia genera sui mercati, sia le previsioni.

I dati previsionali sono molto importanti nel trading su Forex mediante l’analisi fondamentale poichè il mercato si muove non in base alla positività o negatività del valore, ma il movimento nel grafico Forex è dato dal dato rapportato alla previsione. Questo accade a causa del verificarsi di uno dei 6 principi di Charles Dow, il fondatore dell’analisi tecnica.

Il mercato sconta tutto.

Charles Dow

Il mercato quindi, al valore attuale, rappresenta il dato esatto al netto di tutte le informazioni disponibili. Il mercato ha dunque già scontato la previsione effettuata dagli analisti sulla notizia economica che sta per uscire ed il prezzo sarà influenzato dunque non dal valore in assoluto, ma dalla differenza tra valore e previsione.

Vediamo dunque un esempio pratico.

Il dato della Francia sulla disoccupazione giovanile è in aumento previsto del 5%.

Si tratta di una notizia che può impattare fortemente sull’Euro in quanto la Francia è uno dei Paesi europei trainanti dell’economia UE.
Questa la previsione degli economisti a cui il mercato, però, si è già adattato al momento dell’uscita del report degli istituti finanziari, deprezzando l’Euro (ad esempio nel grafico EUR-USD).

All’uscita della news, il dato reale è 3%, ovvero un aumento del 3% della disoccupazione giovanile.

Nonostante si tratti di un dato comunque negativo e che mostra delle difficoltà dell’economia francese e del suo mercato del lavoro, l’Euro si apprezzerà.

Perchè?

Perchè, come diceva Charles Dow, i mercati scontano tutto in tempo reale. I grafici dunque avevano già scontato un aumento del 5% previsto e all’uscita di un dato reale lievemente migliori, l’Euro è risalito.

Le meccaniche che influenzano i mercati valutari sono dunque estremamente differenti dalla realtà e occorre conoscerle a fondo per trarne profitto. Non è da sottovalutare, inoltre, l’importanza delle correlazioni tra valute, una valutazione apportata dall’approccio fondamentale che tratteremo in questa guida poiché molto importante nei mercati valutari.

Perchè è importante l’analisi fondamentale nel trading?

L’approccio fondamentale permette all’investitore di fissare un Target Price di medio-lungo periodo basato su fattori realmente constatabili dal trader.

Prevedere un direzione futura del prezzo di un asset è un crocevia importante per l’investitore poichè permette di capire quali operazioni saranno a favore del futuro trend e quali no. Il trader online, basandosi sullo studio delle aree macroeconomiche e microeconomiche, conferisce autorità e fondamento alle sue analisi, aumentando la probabilità che le operazioni aperte vadano in profitto.

I trader più esperti sono a conoscenza del fatto che i grossi market mover, ovvero hedge fund che muovono capitali da migliaia di miliardi di dollari, utilizzato un approccio fondamentale ai mercati per operare su di essi.

Questi non significa che l’analisi fondamentale sia meglio di quella tecnica, si tratta in realtà di due facce delle stessa medaglia. La scelta degli hedge fund di affidarsi all’approccio fondamentale è dovuto al fatto che i loro investimenti sono di lunghissimo periodo, operando solitamente su mercati poco liquidi. L’approccio tecnico, invece, è più adatto a chi vive il trading ogni giorno, operando in contesti di day trading, scalping e swing trading.

Analisi fondamentale e trading: i vari approcci analitici

I possibili approcci all’analisi fondamentale sono principalmente due, i quali portano allo stesso risultato: il Fair Value, o Valore Reale, del titolo analizzato.

Il primo metodo, quello più utilizzato, prevede la singola azienda come punto di partenza dell’analisi. Questa parte dell’analisi fondamentale ha lo scopo di comprendere se l’azienda su cui si vuole investire è sana a livello economico finanziario.

Un’azienda sana produce utili (che possono essere anche reinvestiti nell’azienda), presenta ottimi indici di solidità economica, riesce a coprire la maggior parte della passività con il proprio capitale ed è in grado di mantenere una buona liquidità a livello di cassa.

Tutti questi dati possono essere ricavati dal bilancio consolidato, redatto annualmente dell’azienda (o dalla sua holding), il quale è suddiviso in Stato Patrimoniale, dove vengono indicate nelle specifico “attività” (immobili, beni strumentali e crediti) dell’azienda e le sue “passività” (debiti), e Conto Economico, un resoconto del fatturato e delle spese dell’azienda, fondamentale per identificare quali aziende sono in grado di generare utili e quali no.

In seguito a questa analisi, dopo aver calcolato alcuni rapporti tra utile e prezzo dell’azione, come il P/E e l’EPS, l’investitore è in grado di dare un giudizio sull’azienda e sulla sua solidità.

I dati ottenuti non hanno valore fino a quando non vengono rapportati a quelli dei competitor, solo in quel momento il trader “fondamentalista” sarà in grado di generare di dare un “Fair Value” all’azienda analizzata, che può essere sottostimato o sovrastimato rispetto al suo valore azionario.

In una terza fase, l’investitore si dedica allo studio macroeconomico del mercato dell’azienda analizzata e dei mercati correlati. Se il mercato di riferimento è sano e il valore dell’azione è sottostimata, si generano le condizioni ottimali per un’operazione Buy and Hold sui mercati borsistici, ovvero di acquisto e conservazione delle azioni con relativa raccolta annuale dei dividendi. In tutti gli eventi differenti, invece, si procede alla vendita allo scoperto nel mercato dei CFD.

Questo primo approccio presenta dunque un passaggio dal microeconomico, la singola azienda, al macroeconomico, quindi l’intero mercato. La seconda metodologia di studio fondamentale giunge agli stessi risultati ma applicando la metodologia inversa, ovvero passare dal macro al micro.

Il secondo approccio parte da uno studio totale del mercato di riferimento e i mercati strettamente correlati per avere una visione iniziale completa. L’analista prosegue con lo studio dei maggiori player del settore e il loro valore attuale dell’azione rapportato ai propri bilanci, iniziando a comprendere quelli che sono i valori medi di solidità e liquidità delle aziende del mercato. In ultima fase avviene lo studio microeconomico, quindi l’analisi della singola azienda obiettivo, confrontando i suoi valori a quelli dei competitor e al suo valore di mercato attuale, identificando il suo Fair Value.

Quest’approccio passa quindi dal macroeconomico al microeconomico, ottenendo però gli stessi risultati del primo metodo di studio del mercato.

Vediamo ora nel dettaglio i vari passaggi di analisi.

Valutazione aziendale

L’approccio microeconomico prevede lo studio del bilancio della singola azienda analizzata. Il punto di partenza è il suo prezzo azionario, ovvero la sua quotazione di Borsa. Il compito dell’investitore è comprendere se il valore attuale del titolo è sovrastimato o sottostimato rispetto al suo Fair Value.

Per arrivare a questa valutazione, l’investitore analizza indici di redditività e solidità che permettono di avere una visione chiara sul valore reale dell’azienda. Analizzando il bilancio si valutano passitività e crediti dell’azienda, gli investimenti sostenuti e la loro capitalizzazione.

La capitalizzazione è valutata con un valore compreso tra 0 e 1.
Tanto questo valore è più vicino a 1, tanto più l’azienda è in grado di far fronte ai debiti con le proprie finanze. Un valore prossimo allo zero, invece, indica insolvibilità dell’azienda, rivelando dunque un investimento rischioso.

Un’analisi di bilancio, inoltre, permette di capire all’investitore la capacità dell’azienda di generare utili e di distribuire dividendi. Nel caso in cui l’azienda sia sana e genera dividendi annuali, l’investitore sarà ben propenso all’acquisto di azioni in DMA (Direct Market Access), ovvero il possesso fisico dell’azione che da diritto ai dividendi e, in alcuni casi, a voti in Cda.

Esistono broker di trading online come eToro che permettono di fare trading direttamente sui mercati borsistici avvalendosi della loro intermediazione, diventando a tutti gli effetti shareholders dell’azienda analizzata.

I valori ottenuti da questa lunga analisi risultano, però, fini a se stessi se non confrontati con i valori generati dallo studio dei competitors di settore. Un’azienda può avere ottimi indici di bilancio ma si tratta comunque di un dato assoluto che deve essere necessariamente confrontato nel suo settore. In un contesto di azienda sana con ottimi valori aziendali, le aziende competitor possono avere indici di redditività ancora migliori, modificando dunque l’idea di partenza sulla società analizzata.

Analisi competitor, obiettivi e target settoriale

L’analisi del competitor prevede il medesimo studio effettuato sulla singola azienda su ognuna delle sue aziende concorrenti. Questa fase è molto importante poichè permette all’investitore di contestualizzare i dati ottenuti nella prima fase, quella microeconomica, ottenendo una migliore comprensione dei KPI aziendali.

Al termine di questa fase, dopo aver confrontato il valore reale e la quotazione borsistica di ogni azienda, non solo l’investitore avrà un’idea di massima sulla quotazione reale (sovrastima o sottostima) dell’azienda di partenza, ma anche delle aziende competitors dove potrà trovare un’occasione di investimento ancor migliore.

Tuttavia, questo processo presenta un coefficiente di difficoltà maggiore poichè non è detto che i competitor dell’azienda siano quotati in Borsa e l’accesso alle informazioni è quindi più complicato.

Cosa spinge un’azienda a quotarsi in Borsa?

Principalmente per due fattori:

  • Prestigio: L’azienda si quota in Borsa per ottenere una maggiore visibilità sui mercati, mostrando di essere appetibile anche per investitori terzi ed esteri;
  • Standing creditizio: Un’altra motivazione che porta alla quotazione in Borsa di una società è l’accesso al mercato creditizio internazionale, attraendo capitali e ottenendo maggiore autorità di fronte a creditori, fornitori e banche.

Analisi del contesto macroeconomico

Infine, dopo aver effettuato un’analisi microeconomica di azienda e macroeconomica di settore, un’ultima (ma non di importanza) analisi riguarda il settore in cui opera l’azienda.

Il “perchè” è immediato: aziende con ottimi indici di solidità patrimoniale e di redditività, con ottima liquidità di cassa e capitalizzazione possono trovarsi in settori irrimediabilmente compromessi.

Un esempio potrebbe essere la crisi che ha colpito il settore dei trasporti aerei durante la pandemia del 2020 che ha portato all’interruzione dei viaggi tra Paesi, colpendo fortemente il settore aereo. In questo contesto una compagnia aerea quotata in Borsa avrebbe potuto mostrare ottimi indici di solidità e redditività, con una buona capitalizzazione ma in un settore in crisi occorre fare ulteriori valutazioni.

Il trading online e il mondo degli investimenti in generale, non sono una scommessa. Operazioni in settori in crisi equivalgono dunque ad un investimento di lungo termine ad alto rischio, un’operazione da valutare attentamente e diversificare in portafoglio.

Come fare analisi fondamentale: strumenti utili

L’approccio fondamentale di analisi delle aziende e del contesto in cui operano si basa su principi di economia aziendale, ovvero lo studio dei bilancia e il ricavo da essi di indici volti a raffigurare la solidità della società analizzata. A definire la redditività di una società non è solo la capacità di generare utili e dividendi, ma esisto una miriade di altri fattori da valutare e analizzare.

Per far ciò, spesso è necessario l’accesso al bilancio consolidato, composto da Stato Patrimoniale e Conto Economico. Lo stato patrimoniale rappresenta un’instantanea dell’azienda in un preciso momento. Esso è composta da due macrosezione, ovvero la colonna delle Attività e quella delle Passività.

La sezione delle Attività è composta da 4 Macroclassi (A, B, C e D). Vediamo cosa contiene ognuna classe per non compiere errori in fase di analisi:

  • A) Crediti Verso i Soci

Questa prima classe è una delle principali a cui fare attenzione. Essa indica la presenza di un aumento di capitale recente che alcuni soci hanno sottoscritto ma non hanno ancora versato le quote, presentando quindi dei debiti nei confronti della società.

Questo dato può dire molto della società all’investitore poichè esistono 3 casistiche principali. In un primo caso, i crediti si riferiscono alla quotazione iniziale dell’azienda e quindi alla sua costituzione del capitale iniziale. In questo caso l’azienda è acerba ma potrebbe rivelare ottime prospettive di crescita.

Un secondo caso previsto è l’aumento di capitale. In questo caso l’azienda è probabilmente sana e in crescita agli occhi di un analista, una valutazione da confrontare naturalmente con le altre variabili del bilancio.

Un terzo caso, invece, è un credito verso i soci che hanno prestato del capitale alla società per appianare delle perdite. Questo dato può indicare un’azienda poco sana e dunque rischiosa in quanto non è in grado di produrre utili. Un’azienda che non produce utili e che non da dividendi ha solitamente un trend decrescente in Borsa, poichè non è appetibile per gli investitori.

  • B) Immobilizzazioni

Le immobilizzazioni rappresentano il capitale investito dall’azienda e si divide in Immobilizzazioni immateriali e materiali.

Le prime identificano gli investimenti non tangibili dell’azienda, come i marchi, i brevetti, le licenze, il marketing e la pubblicità oltre che i costi di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. Un alto valore in questo campo ci mostra che l’azienda investe nella sua crescita.

Le immobilizzazioni materiali, invece, rappresentano tutti gli investimenti tangibili dell’azienda, ovvero terreni, fabbricati, impianti, macchinari e altri beni strumentali accessori alla produzione.

  • C) Attivo Circolante

L’attivo circolante rappresenta i crediti da incassare dell’azienda, al netto delle svalutazioni, oltre alle rimanenze di merci investo e alla disponibilità liquida. Questo campo è da valutare attentamente perchè mostra la capacità della società di avere un buon flusso di cassa e, quindi, di non rimanere senza liquidità.

  • D) Ratei e risconti attivi

Quest’ultimo campo delle Attività dello Stato Patrimoniale è una mera quadratura dei conti del bilancio d’esercizio. I ratei e risconti, infatti, rappresentano l’adeguato di affitti, interessi e canoni leasing attivi ancora non contabilizzati nel periodo attuale perchè soggetti a fatturazione posticipata.

La somma di A+ B+ C+ D nelle Attività dello stato patrimoniale è detto Assets.

Lo Stato Patrimoniale presenta inoltre la sezione delle Passività dell’azienda, tanto importante quanto le Attività. Le Passività si dividono in altre 5 macrocategorie (A, B, C, D ed E). La categoria A è detta Equity, mentre B+ C+ D+ E costituiscono le Liabilities. Approfondiamo anche queste categorie per comprendere meglio in fase di analisi:

  • A) Patrimonio Netto

Il patrimonio netto rappresenta il capitale societario apportato dagli azionisti in fase di costituzione dell’azienda e nei vari aumenti di capitale. Questo valore è estremamente importante per calcolare l’indica di capitalizzazione della società.

  • B) Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri rappresentano gli accantonamenti per debiti o uscite improvvise future dell’azienda. Questa categoria è di rilevanza per l’investitore perchè mostra l’approccio futuro dell’azienda e le speranze riposte nell’attività futura.

  • C) TFR

Il fondo TFR è un ulteriore accantonamento di liquidità per far fronte ai debiti di fine rapporto futuri nei confronti dei dipendenti. Questo dato è non ha particolare agli occhi dell’investitore.

  • D) Debiti

Nella sezione D vengono indicati i debiti certi esigibili dei fornitori e dai creditori. Mediante questo punto l’analista può comprendere qual è il livello di indebitamento della società analizzata.

  • E) Ratei e risconti passivi

Si tratta di costi relativi all’esercizio presente ma che saranno contabilizzati nell’esercizio successivo come interessi passivi, canoni per il leasing o affitti passivi. Questa categorie è utilizzata sai tecnici di bilancio dell’azienda per far quadrare i conti tra Attività e Passività, le quali devono essere in pareggio, ma non suscita particolare interesse agli occhi del trader fondamentalista.

All’Analisi dello Stato Patrimoniale si sussegue l’analisi del Conto Economico dell’azienda, per analizzare la sua redditività e la sua capacità di generare utili e dividendi.

Il Conto Economico rileva il valore dei ricavi e dei costi delle attività produttive dell’azienda. Nel caso in cui i ricavi siano (al netto delle tasse) superiori ai costi, l’azienda consegue un utile. Viceversa, se al netto delle tasse i ricavi sono inferiori ai costi, l’azienda conseguirà una perdita.

L’organizzazione del Conto Economico è a scalare ed è anch’esso diviso in 5 macrosezioni (A – B ± C ± D ± E).

  • A) VALORE DELLA PRODUZIONE

Il valore della produzione è il dato più vicino al fatturato dell’azienda che l’investitore può analizzare. Questo dato rappresenta infatti il fatturato dell’azienda, aumentato delle giacenze dell’esercizio presente e diminuito delle giacenze dell’esercizio precedente.

  • B) COSTI DELLA PRODUZIONE

La categoria dei costi di produzione permette di capire all’investitore se l’azienda è effettivamente in grado di ottimizzare i costi dell’attività produttiva per generare utili. Questa sezione contiene quindi il costo delle materie prime, dei servizi e degli strumenti accessori alla produzione e del personale.

I risultato della differenza tra il valore e i costi della produzione (A-B) è il primo risultato intermedio ottenuto dal Conto Economico ed rapprenta l’utile (o la perdita) prima delle imposte e delle tasse. In questa prima parte del Conto Economico l’investitore può già accedere ad alcuni indici di importanza fondamentale nella sua analisi come l’EBITDA.

L’EBITDA, acronimo di Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization, equivale al Valore della Produzione (A) a cui viene sottratto il Costo delle Materie prime e il Costo Del Personale.

EBITDA = Valore della Produzione – Costi delle Materie Prime – Costi per Personale

In Italia equivale al cosiddetto MOL, il Margine Operativo Lordo, è utilizzato per fare una prima previsione sul possibile prezzo reale di un’azione poichè si tratta di un buon indicatore di redditività dell’azienda incentrato sul business aziendale.

  • C) Proventi e Oneri Aziendali

Questa categoria genera molto interesse tra gli investitori poichè oltre a interessi, minusvalenze e plusvalenze ordinarie oltre ai dividendi. Questo ultimi generano particolarmente interesse tra gli investitori perchè si tratta di un reddito extra per l’azionista e dunque la capacità di remunerare i suoi creditori è molto ben vista in fase decisionale.

Scorporando dal punto C i proventi e i dividendi di ottiene l’EBIT, un altro importante indice aziendale.

EBIT= Valore della Produzione – Costi delle Materie Prime – Costi per Personale – Accantonamenti e Ammortamenti

L’EBIT, ovvero Earnings Before Interests and Taxes, permette agli analisti di analizzare la redditività di base dell’azienda, prima che il capitale venga remunerato. Questo indice è uno dei più importanti per gli investitori perchè indica loro se l’azienda è sana e quanto reddito producono i capitali investiti.

  • D) Rettifiche di valore di attività finanziarie

Questa categoria, poco rilevante agli occhi dell’investitore, raccoglie le svalutazioni ordinarie dovute a crediti divenuti inesigibili.

  • E) Proventi e oneri straordinari

Questa categoria raccoglie invece tutti i proventi o gli oneri non riconducibili direttamente all’attività dell’azienda. Dopo quest’ultima categoria, il valore dato da (A – B ± C ± D ± E) è detto EBT, ovvero Earnings Before Taxes, in italiano “risultato prima delle imposte“. All’EBT vengono sottratte le imposte e si ottiene l’Utile o la Perdita dell’esercizio corrente, un altro fatto che l’investire osserva con interesse.

Il trader dallo Stato Patrimoniale e dal Conto Economico ricava alcuni strumenti e indici necessari per l’analisi del valore corrente del titolo. Vediamo ora i più importanti illustrati dai trader esperti di TradingOnline.com.

EBITDA Margin, EBIT Margin e Profit Margin

Questi 3 indici sono ottenibili facilmente dal Conto Economico di un’azienda e permettono di analizzare il cosiddetto “Margin Waterfall” o “Waterfall di profittabilità“, ovvero la diminuzione dell’utile nelle varie fasi del conto economico.

EBITDA Margin= EBITDA/ Ricavi * 100

EBIT Margin= EBIT/ Ricavi * 100

Profit Margin= Utile/ Ricavi * 100

Questi 3 indici, nell’ordine esatto in cui li abbiamo riportati, permettono di analizzare la percentuale di profitto che l’azienda perde nei vari passaggi del conto economico dopo le attività di produzione, ovvero accantonamenti, ammortamenti, distribuzione dei dividendi e proventi e oneri vari.

Earning Per Share (EPS)

L’EPS, ovvero l’Utile per Azione, indica lo stock di profitto assegnato ad ogni azione.

EPS= Utile/ numero delle azioni in circolazione

Naturalmente il calcolo di questo indice si complica nel caso di aziende più complesse dove esistono differenti tipi di azioni, come ad esempio azioni ordinarie, azioni con potere di voto e azioni privilegiate (con una remunerazione maggiore). L’indice EPS è molto utilizzato nell’approccio fondamentale poichè mostra la redditività di un titolo azionario.

Price Earnings Ratio (P/E)

Il P/E, o Price Earnings Ratio, indica il rapporto tra il prezzo della singola azione diviso l’utile per azione (EPS).

P/E= Prezzo/EPS

Questo indice è molto utile per gli investitori poiché indica il tempo necessario a rientrare dal costo dell’azione. Le società con P/E più alto sono solitamente quelle più solide e affidabili, viceversa quelle con P/E più basso sono le azioni più appetibili a chi vuole arricchirsi velocemente e per questo celano un rischio molto più elevato.

Il grosso limite di questo indice è determinato dal contesto. Quest’ultimo funziona infatti soltanto nell’analisi di titoli in profitto e non è quindi applicabile in aziende che presentano una perdita nell’esercizio corrente.

Price to Book Value (P/BV)

Il Book Value per Share è il valore contabile di un’azienda, ovvero la differenza tra attività e passività generate. Il Price to Book Value rappresenta quindi il rapporto tra il prezzo di un’azione e il suo valore contabile ed esprime la solidità di un’azienda.

P/BV= Prezzo/ (BV/ numero azioni complessive)

Il P/BV è un indice estremamente importante poichè è il dato che permette di capire all’investitore se l’aziensa è sovra o sottostimata.

  • Un valore maggiore a 1 indica che l’azienda è sopravvalutata dal mercato (o semplicemente ben vista dagli investitori per una miriade di fattori esterni);
    Un valore uguale a 1 indica che il valore di mercato dell’azienda rispecchia quello reale;
    Un valore inferiore a 1 significa che l’azienda è sottostimata sui mercati e dunque può rappresentare una buona opportunità di investimento.

Return On Investment (ROI)

Il ROI, o Return On Investment, è uno dei principali indici di redditività che definisce il rapporto tra utile e capitale investito.

ROI= Reddito Operativo/Capitale investito x100

Dove il reddito operativo si riferisce all’utile o alla perdita generata dall’esercizio. Il ROI è uno dei più famosi indici di analisi di un’azienda poichè permette di capire agli investitori se la società è in grado di remunerare sia le equity che il capitale di debito.

Se questo dato risulta maggiore dell’indebitamento, all’azienda conviene prendere denaro a prestito per reinvestirlo, poichè si tratta di una società in grado di generare reddito. Dato “i” (costo dell’indebitamento medio del capitale di terzi), se (ROI – i) >0, ovvero se il ROI è maggiore di “i”, all’azienda conviene aumentare l’indebitamento di terzi poichè è conveniente (leva finanziaria). In questo caso il ROE sarà maggiore del ROI poichè la leva finanziaria è positiva.

Nella casistica inversa, dove ROI>ROE, l’azienda presenta una leva finanziaria negativa. Il primo caso (ROE>ROI) è quello più appetibile per gli investitori poichèla redditività del capitale proprio è più elevata.

Return On Equity (ROE)

Il ROE, o Return on Equity, è il più comune indice di redditività e misura il ritorno sull’investimento esclusivamente del capitale proprio, ovvero quello elargito dai soci.

ROE= Reddito Operativo/Capitale Proprio x100

Dove il reddito operativo equivale all’utile o la perdita di esercizio.

Più il ROE è alto, più l’azienda è profittevole per sè e per i suoi investitori terzi. Di default, il ROE assume valori accettabili se supera il valore degli investimenti free risk (i Bot statali).

Se il ROE è negativo significa che l’azienda è in perdita e quindi mette a rischio il capitale dei suoi azionisti.

Return On Sales (ROS)

Il ROS, o Return on Sales, è un indicatore di solidità aziendale che, se rapportato con i competitor, è in grado di mostrare all’investitore l’appetibilità di un investimento.

ROS= Reddito Operativo/Fatturato x100

Dove il reddito operativo è uguale all’utile o alla perdita di esercizio.

Il ROS indica dunque la redditività delle vendite, o più precisamente il ricavo netto per ogni euro di fatturato.

Questo indice, più che dagli investitori, è utilizzato dal management dell’azienda per individuare inefficienze a livello di reparto vendite o per individuare i prodotti meno performanti da togliere dal mercato.

Esempi di analisi fondamentale

In questo paragrafo vedremo come fare analisi fondamentale su alcuni titolo quotati in Borsa mediante le seguenti piattaforme di trading:

Il primo esempio, trattato sulla piattaforma eToro, prevede un’analisi fondamentale del titolo Beyond Meat analizzando il contesto economico, quello settoriale e quello microeconomico.

Azione Beyond Meat (NASDAQ: BYND)

  • Contesto Macroeconomico

La pandemia ha provocato problemi nella produzione di carne tradizionale nelle filiere, la carne Beyond Meat, invece, è prodotta in laboratorio e non presenta questi problemi, avendo mantenuto immutata la produzione.

Inoltre, il mercato della carne di origine vegetale ha una quota di mercato dell’1%, Beyond Meat ha dunque ampi margini di crescita. Negli ultimi anni il movimento vegano è diventato molto popolare e il 40% degli americani sostiene di voler ridurre il consumo di carne animale. La normativa sulla carne vegetale è un altro dei market mover del grafico azionario.

  • Analisi settoriale

Beyond Meat presenta un forte brand e può vantare partnership con le più famose catene di fast food. L’azienda si pone come leader del mercato della carne vegetale, tuttavia la concorrenza è agguerrita, un aumento dei competitor potrebbe andare ad erodere la quota di mercato dell’azienda, incidendo negativamente sul suo valore.

  • Azienda

L’analisi dell’azienda viene fatta all’ 8-11-2020, il giorno precedente all’uscita dei dati sull’utile trimestrale.

Il grafico azionario di Beyond Meat si presenta così.

analisi fondamentale Beyond Meat- Immagine a cura di ©TradingOnline.com
Grafico BYND su NASDAQ sulla piattaforma eToro prima dell’uscita di un’importante dato trimestrale

Nello stesso periodo del 2019 l’azienda aveva registrato un utile di 4 milioni di dollari. Il titolo dell’azienda non produce dividendi, quindi per questa motivazione riduce la sua appetibilità agli occhi degli investitori, però l’azienda è stata in grado di generare utili fino ad oggi.

Come abbiamo già ribadito e come sarà necessario continuare a farlo nel corso della guida, quello che conta per la variazione sui mercati è la previsione. Gli analisti prevedono un +20% sugli utili rispetto all’anno precedente, quindi uno sbalzo da 4 milioni a 4,8 milioni con un EPD dello 0,05.

Se l’utile è più alto del valore previsto il titolo avrà un apprezzamento, viceversa se sarà più basso avrà un deprezzamento, pur se viene registrato un utile. Il valore del titolo rimane stazionario, invece, se viene rispettata la previsione. Nel terzo semestre Beyond Meat ha generato una perdita di 19,3 milioni di dollari causando il crollo del titolo in Borsa.

analisi fondamentale BYND- Immagine a cura di ©TradingOnline.com
L’utile trimestrale è ben al di sotto delle previsioni: il titolo crolla

Il trading su news, naturalmente, richiede un’apertura dell’operazione prematura. Il graderà dovrà quindi fare una previsione sul valore dell’utile e perdita, entrando anticipatamente a mercato nella direzione scelta.

Andiamo ora a proporre alla tua attenzione, un esempio di come approcciare un’analisi fondamentale sul titolo CFD; in questo caso prendiamo in considerazione l’affidabile piattaforma trading di Capital.com.

Fiat Chrysler Automobiles (BIT: FCA)

  • Contesto macroeconomico

Il mercato automotive è stato tra i più colpiti dalla pandemia del 2020, con un numero di immatricolazioni di nuove auto rispetto all’anno precedente in diminuzione del 97,55%. In attesa di incentivi statali che sblocchino la situazione, il settore presenta ad oggi grosse perdite in tutto il mondo.

  • Analisi settoriale

FCA è il settimo gruppo automobilistico al mondo ad oggi, ma dopo la fusione FCA-PSA si piazzerà al quarto posto.

Tutte le società si sono trovate in grosso crisi durante la pandemia del 2020, anche se il settore “premium” ha patito di meno la crisi. Inoltre tutte le aziende devono ad oggi affrontare la sfida “elettrico“, portata da Tesla che è diventata in pochi anni l’azienda automobilistica più capitalizzata sul mercato, superando Toyota e attestandosi ad oltre 400 miliardi di capitalizzazione.

  • Azienda

Al 26-10-2020, prima dei dati relativi al terzo trimestre annuale, FCA presenta un fatturato di 32 miliardi con oltre 2 miliardi di azioni emesse sui mercati, con un valore di 12,3 $ ad azione. Questa la situazione del grafico FCA pre uscita dei dati sul terzo trimestre.

analisi fondamentale Fiat- Immagine a cura di ©TradingOnline.com
Grafico BIC: FCA prima dell’uscita dei dati sul terzo trimestre su utili e ricavi

L’azienda ha più che raddoppiato il suo valore negli ultimi 6 mesi da marzo 2020 dove era sceso a 5,5 $ ad azione. Nel 2020, quindi, FCA si è rilevato un ottimo investimento in grado di raddoppiare i capitali e gli investitori si domandano se continuerà ad esserlo o se è arrivata la fine della tendenza rialzista.

Il crocevia è rappresentato dall’utile del terzo trimestre, per il quale la previsione è negativa e si attesta su una diminuzione del 25% a causa degli effetti della pandemia. L’utile si è invece attestato a 1,2 miliardi di dollari grazie alle vendite del Nord America, registrando addirittura un +773% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, superando le previsioni.

Avendo registrato un valore maggiore alle previsioni degli analisti, è lecito aspettarsi un aumento del prezzo delle azioni. Vediamo dunque cosa è accaduto sul grafico FCA post risultati del 28-10-2020.

analisi fondamentale FCA- Immagine a cura di ©TradingOnline.com
Ecco come ha risposto il grafico ai dati sugli utili che hanno superato le previsioni: da 12,3$ il grafico ha superato quota 15$

Un’apertura di una posizione long, difficilmente pronosticabile, avrebbe portato grossi guadagni in solo due settimane all’investitore.

Su cosa fare analisi fondamentale

L’approccio fondamentale nasce sui mercati borsistici per valutare il valore effettivo di un’azienda rispetto al suo valore di Borsa, che spesso può risultare falsato da una miriade di fattori.

Un chiaro esempio sono le azioni Tesla nel 2018 quando l’azienda era largamente indebitata per i costi di ricerca e sviluppo, con un P/E e un Profit Margin negativi a causa delle perdite generate, ma il valore dell’azienda in Borsa è continuato a crescere a causa delle dichiarazioni del CEO Elon Musk.

Col passare degli anni l’approccio fondamentale è stato applicato dapprima al Forex, poi ai mercati degli indici di Borsa e delle commodities, fino al neo mercato delle criptovalute.

Ogni mercato, però, presenta dei fattori di influenza differenti gli uni dagli altri. Se per il mercato azionario, dove l’analisi economica è più diffusa, è previsto lo studio del bilancio d’azienda, nel Forex i fattori di studio sono le varie correlazioni tra valute, i tassi di interesse, il PIL o i discorsi delle Banche Centrali.

Il mercati criptovalutari, invece, sono molto ricettivi alle news su nuove regolamentazioni e su nuove applicazioni della blockchain. Ancora differenti i fattori che influenzano i mercati delle materie prima, i quali possono essere l’andamento dei raccolti o addirittura le condizioni climatiche. Vediamo dunque, con l’auto degli esperti di TradingOnline.com, quali sono gli eventi da monitorare in ogni singolo mercato finanziario.

Analisi fondamentale forex

Il Forex è uno dei principali mercati finanziari al mondo, se non il principale. Il facile accesso al Forex ha reso i mercati valutari molto volatili e soggetti a fluttuazioni di prezzo, dunque, per caratteristiche intrinseche, questo settore è maggiormente soggetto al trading di breve periodo dove le principali strategie sono basate sull’analisi tecnica.

Tuttavia, l’approccio fondamentale è sempre più diffuso in questo mercato, generando divergenze tra le due fazioni. Tuttavia, gli esperti di TradingOnline.com consigliano l’utilizzo combinato di analisi tecnica e fondamentale, la prima per individuare i corretti punti di ingresso e di uscita (oltre che per la gestione del Money Management), la seconda per l’andamento di lungo termine del grafico.

I fattori che influenzano maggiormente i principali mercati valutari e che necessitano di essere analizzati per approcciarsi correttamente mediante metodi fondamentalisti ad essi sono:

  • PIL (Prodotto Interno Lordo)

Il Prodotto Interno Lordo indica la capacità di un Paese di produrre ricchezza e dunque di ripagare i propri debiti.

In assoluto , il PIL è l’indicatore del benessere di una nazione e le sue variazioni influenzano significativamente i mercati, che siano valutari (i cross contenenti la valuta nazionale) o borsistici (le aziende nazionali quotate in Borsa). In un corretto approccio fondamentale, il trader non è propriamente interessato al PIL nel suo valore assoluto ma tiene in considerazione le sue variazioni percentuali trimestrali.

I dati nazionali sulla variazione del PIL vengono comunicati al termine di ogni trimestre e sono dunque 4 variazioni annuali, le quali causano fluttuazioni di prezzo sui mercati valutari.

Un PIL in crescita influenza positivamente la valuta nazionale di riferimento e le sue aziende quotate in Borsa. Viceversa, un PIL decrescente influisce negativamente sui mercati di riferimento della valuta nazionale.

  • Tassi di interesse

I Tassi di interesse sono uno dei principali dati macroeconomici he influenzano i mercati valutari.

Per tasso di interesse si intende il “tasso di interesse nominale“, ovvero quello a cui le Banche Centrali prestano denaro alle banche nazionali.

Come incide una sua riduzione o un suo aumento sui mercati valutari (Forex)?

Nel caso in cui la BCE scelga di tagliare il tasso di interesse sull’Euro per aumentale la liquidità nell’Eurozona, deve far fronte ad una possibile caduta del valore della moneta sui mercati. La svalutazione del tasso di interesse riduce l’appetibilità della moneta sui mercati e dei titoli quotati con la valuta analizzata.

L’evento inverso, ovvero l‘aumento del tasso di interesse nominale da parte della BCE dell’Euro, provocherà un’apprezzamento della valuta di riferimento. Questo avviene perchè un aumento dei tassi di interesse diminuisce la liquidità dell’Euro sui mercati e, per il principio di scarsità, la sua quotazione aumenterà negli scambi con altre monete.

  • Tasso di inflaziome

Un altro market mover per chi si approccia sui mercati valutari mediante l’analisi fondamentale è il tasso di inflazione di una valuta. Si parla di inflazione quando, dato un paniere di beni, il prezzo del paniere cresce dato lo stesso salario annuo. Viceversa, si parla di deflazione se il valore monetario del paniere diminuisce, dato lo stesso salario annuo.

Insieme al tasso di interesse, il tasso di inflazione è uno dei market mover più monitorato che le Banche Centrali cercano di stabilizzare per la crescita dell’economia ad un valore intorno al 2%, ritenuto ottimale.

Come incide l’inflazione nel Forex?

L’impatto dell’inflazione nel trading Forex è di brevissimo periodi e genera fluttuazione nel momento esatto dell’annuncio dei nuovi tassi, provocando un forte movimento direzionale nell’immediato.

Un trader fondamentalista deve avere bene in mente il valore del 2%, ritenuto dagli economisti ottimale per un’economia. Se il dato sull’inflazione si allontana da questo valore (2%) rispetto alla previsione degli analisti, ovvero se è più alto o più basso, la valuta nazionale subirà un deprezzamento.

Viceversa, l’avvicinamento del tasso di inflazione al valore dl 2%, genererà un apprezzamento della valuta di riferimento nell’immediato periodo successivo all’uscita del dato.

  • Tasso di Occupazione e di Disoccupazione

Il tasso di occupazione e quello sulla disoccupazione, soprattutto negli Stati Uniti, sono due dei più forti market mover valutari nel breve periodo.

I tassi relativi al mercato del lavoro sono emessi mensilmente e sono un ottimo indicatore dello stato di salute attuale di un’economia. Il tasso di disoccupazione riguarda la percentuale della forza lavoro attiva che non ha un impiego ma lo sta cercando. Questo tasso, infatti, non include chi non è attivamente alla ricerca di un’impiego, nonostante sia in età da lavoro.

Un aumento del tasso di disoccupazione non è un buon segnale per un’economia, una sua diminuzione, invece, rappresenta un dato incoraggiante. Il discorso inverso vale per il tasso di occupazione, ovvero le persone attivamente occupate in un impiego. Un suo aumento determina un’economia in crescita, una sua diminuzione può indicare fasi di instabilità.

Merita un cenno particolare il famoso NFP, o Non Farm Payroll, in Italia chiama “Libro paga non agricoli“. Questo tasso è uno dei market mover più potenti sul Forex poichè influenza fortemente il dollaro e rappresenta i nuovi posti di lavoro generati ad esclusione del settore primario (agricoltura). Un dato negativo del Non Farm Payroll si ripercuote sul dollaro, deprezzandolo. Un dato positivo, invece, avrà un effetto positivo sulla quotazione della valuta.

Tuttavia non è operativamente corretto basarsi sul valore assoluto di questi tassi, ma sulla loro variazione rispetto alla previsione, se si è un investitore.

Al momento dell’apertura dell’operazione , dunque, il mercato ha già scontato i valori previsionali e il movimento sarà dettato dalla variazione positiva o negativa rispetto alla previsione.

Un esempio potrebbe riguardare una previsione del tasso di disoccupazione statunitense del 2%. Il mercato, prima del valore effettivo, ha già scontato il deprezzamento del dollaro a causa della previsione degli esperti. Una diminuzione effettiva dell’1%, quindi, nonostante sia comunque un dato negativo per l’economia americana, porterà ad un apprezzamento del dollaro sulle altre valute poichè il mercato aveva già scontato una diminuzione del 2%.

Le meccaniche di mercato sono spesso estranee alle dinamiche creare e un trader fondamentalista devo controllare con zelo tutte le informazioni disponibili.

  • Bilancia dei Pagamenti

La Bilancia dei Pagamenti ha lo scopo di tracciare i flussi economici di un Paese, valutando la sua attrattività per gli investitori esteri. Più precisamente, la bilancia dei pagamenti è uno strumento di valutazione del commercio estero di un Paese e rappresenta la differenza tra Import ed Export di beni, scrivi e capitali.

Anche questo dato viene rilasciato mensilmente ed è un importante market mover per il Forex.

Un valore positivo della Bilancia indica un’economia forte e una valuta appetibile agli occhi degli investitori, determinandone un’apprezzamento. Un saldo negativo della Bilancia dei pagamenti, invece, denota un’economia poco appetibile per gli investitori esteri, deprezzando la sua valuta di riferimento.

Un fattore da non sottovalutare, inoltre, nei mercati valutari sono le correlazioni Forex. Alcune valute presentano andamenti “a specchio” poichè presentano una correlazione totalmente inversa, altre presentano una correlazione diretta e quindi presentano lo stesso andamento.

Un esempio di correlazione diretta molto forte è data dalle due coppie di valute: GBP-CHF e EUR-CHF. Un trend rialzista di una delle due coppie ha buone possibilità di ripercuotersi anche nell’altro cross e vicerversa. In questo caso, avendo entrambi i cross come denominatore il franco svizzero (CHF) è plausibile che le due coppie valutarie seguano lo stesso andamento.

Un esempio di correlazione inversa è dato, invece, dalle due coppie di valute EUR-USD e USD-CAD. Se una delle due coppie presenta una tendenza rialzista, molto probabilmente l’altra coppia presenterà una tendenza ribassista e viceversa. Le due coppie valutarie presentano una moneta forte come il dollaro al denominatore (EUR-USD) e al numeratore (USD-CAD), giustificando il loro andamento inverso.

Un trader fondamentalista analizza l’andamento delle coppie correlato direttamente e inversamente al momento dell’apertura di un trader come fattore di conferma per la propria analisi.

Analisi fondamentale azioni

L’approccio fondamentale sui mercati azionari è la metodologia ad oggi più diffusa e accettata dagli investitori. Il calcolo del Fair Value di un’azione è un’ottimo fattore di analisi per andare a determinare l’andamento futuro di un titolo di Borsa, per questo l’approccio fondamentale è applicato anche da investitori multimilionari come Warren Buffett, il quale ha basato la propria fortuna sullo studio dei bilanci aziendali.

In questa guida abbiamo largamente analizzato lo studio dei bilanci e i loro indici di solidità e redditività come il ROI, il ROE e l’EPS. Questi indici sono utilizzabili anche per comprendere il reale valore di azioni molto scambiate negli ultimi anni come:

  • Amazon (AMZN)
  • Netflix (NFLX)
  • Google (GOOGL)
  • Facebook (FB)
  • NVIDIA (NVDA)
  • etc

Analisi fondamentale criptovalute

Le criptovalute sono asset molto particolari su cui è molto complesso svolgere attività di analisi tecnica o fondamentale a causa della decentralizzazione.

Non essendo regolamentato da un ente, non esiste nessuno che regoli l’offerta e la domanda di criptovalute come il Bitcoin, rendendo il loro andamento estremamente volatile. Questa precisazione non vale esclusivamente per il Bitcoin poichè la maggior parte delle criptovalute condividono le stesse caratteristiche. L’analisi fondamentale sulle criptovalute è piuttosto complessa poichè, non essendo legati a nessuna economia in particolare, non esistono market mover.

Tutte le più grandi valute sono rifatto sottostanti di economie nazionali come:

  • Dollaro – USA
  • Euro – Europa
  • Yen – Giappone
  • CAD – Canada
  • CHF – Svizzera
  • AUD – Australia
  • etc

Questo non avviene per le criptovalute che non presentano collegamenti con alcuna economia nazionale e ciò rende più complesso un approccio fondamentalista.

Gli unici market mover delle criptovalute sono le news riguardanti le regolamentazioni e la legittimizzazione delle criptovalute come strumenti di pagamento riconosciuti.

Una visione globale ottimista sulla regolamentazione delle criptomonete genera quindi previsioni positive di lungo periodo. Viceversa, il sentore di normative stringenti in materia influisce negativamente sui grafici.

Analisi fondamentale commodities

Le fluttuazioni del prezzo del petrolio (Crude Oil e Brent) hanno attirato l’attenzione degli investitori sui mercati delle Commodities, di cui il petrolio è solo uno dei maggiori esponenti. Gold, Coffee e Natural Gas sono importanti mercati se scambiati su CFD.

È innegabile che il più grande market mover delle Commodities sia la stagionalità, un fattore ricorrente in questo mercato. Gli investitori, quindi, devono porre particolare attenzione alla stagionalità di alcune commodity.

Un esempio è il grafico del natural gas, il quale aumenta stagionalmente con l’avvicinarsi dell’autunno-inverno per poi decrescere in primavera.

Dove fare analisi fondamentale: migliori piattaforme

ETORO

eToro è il broker di Social Trading leader al mondo, ideale per i giovani traders che vogliono fare trading automatico copiando i più esperti.

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Capital.com è dotato di un sistema avanzato basato sull'intelligenza artificiale, utile a ridurre i rischi e massimizzare i profitti.

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FP MARKETS

FP Markets è ideale per chi vuole una piattaforma ricca di strumenti per il trading automatico come EA, MT4/5 e segnali.

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TRADE.COM

Trade.com è un broker multiassets per trading in CFD e DMA ricco di caratteristiche che lo rendono esclusivo.

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Nell’approccio fondamentale ad un titolo o una valuta, è comunque indispensabile affidarsi ad un broker che esegua in modo efficiente gli ordini e gli Stop Loss, per ottenere il massimo dalla propria attività di trading.

Alcuni broker, inoltre, offrono servizi di analisi fondamentale all’interno delle piattaforme per semplificare l’operatività dei loro clienti. I broker selezionati sono 4 e sono stati testati personalmente dal nostro staff di trader esperti. Vediamo quali sono.

eToro è un broker market maker che offre la possibilità ai suoi investitori di fare trading direttamente sui mercati azionari (DMA, Direct Market Access), una funzionalità estremamente utile per i trader fondamentalisti in quanto interessati ai dividendi azionari.

L’offerta di eToro non si limita al mercato azionario, permettendo di fare trading su azioni anche attraverso i CFD. In totale, il broker offre oltre 2.220 strumenti finanziari tra cui:

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  • Criptovalute (Bitcoin etc.)
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  • Indici di Borsa
  • Azioni

Abbiamo già largamente parlato in questa guida di come sia possibile per un investitore assumere un approccio fondamentalista su questi asset.

L’innovazione che ha portato eToro nel trading italiano ed europeo è la funzionalità di CopyTrading, la quale permette di “copiare” letteralmente le operazioni degli investitori più bravi al mondo, collegandosi in automatico al loro conto di trading. Puoi approfondire qui la funzionalità di CopyTrading.

eToro possiede inoltre una piattaforma di proprietà sia mobile che desktop, per seguire le proprie operazioni in qualsiasi luogo e momento. La piattaforma eToro è ad oggi una delle più fluide sul mercato e presenta bassi costi di commissioni e spread. A completare l’offerta di eToro, 100.000$ virtuali su un conto demo gratuito per testare nuove strategie di investimento, nuovi indicatori e oscillatori.

Riassumendo, i vantaggi offerti di eToro per gli investitori sono:

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  • CopyPortfolio, collegati al conto di trader esperti per diversificare come loro.

Per approfondire il broker eToro e le sue funzionalità CopyTrading e CopyPortfolio, qui una guida redatta da un trader esperto di TradingOnline.com che ha testato la piattaforma: eToro recensione ed opinioni.

Capital.com è uno dei maggiori player nel trading online a livello mondiale grazie alle suo commissioni basse, spesso sotto 1 pip per le coppie di valute più scambiate. L’offerta del broker, del resto, è una delle più ampie sul mercato, offrendo al possibilità di fare trading su oltre 3000 asset come:

  • Forex
  • CFD
  • Azioni
  • Indici di Borsa
  • Criptovalute
  • Materie Prime (Commodities)

Anche Capital.com possiede una piattaforma fluida di proprietà sia desktop sia mobile, tuttavia il suo approccio ai conti demo è differente rispetto agli altri broker. Capital.com mette infatti a disposizione degli investitori conti demo illimitato (gratis e senza scadenza), per rendere più reale l’esperienza di trading in demo.

Il broker Capital.com possiede sistemi basati sull’intelligenza artificiale che utilizzata per fornire servizi di segnali di trading generati da IA e analisi del rischio di portafoglio avanzate effettuate da algoritmi matematici in costante aggiornamento.

Per approfondire funzionalità di Capital.com, come l’intelligenza artificiale e disposizione degli investitori, abbiamo redatto una guida esclusiva su questo broker secondo le indicazioni di un trader dello staff TradingOnline.com che l’ha testato personalmente: Capital.com recensione ed opinioni.

FP Markets un broker con sede in Australia (dove le regolamentazioni sul trading online sono molto stringenti e severe) che opera in Italia e in Europa tramite regolare licenza Cysec.

Anche l’offerta del broker australiano, è composta da vari strumenti finanziari tra cui:

  • Forex;
  • Indici di Borsa;
  • Azioni;
  • CFD;
  • Commodities;
  • Criptovalute.

La piattaforma a cui si appoggia FP Markets è Metatrader, una delle più famose e affidabili piattaforme a livello mondiale, nelle sue versioni Metatrader 4 e Metatrader 5. Questa piattaforma presenta sia una versione desktop, sia la celebre app MT4 per iOs e Android.

Basse commissioni, conti demo gratuiti e Robot Trading concludono l’offerta di FP Markets. Il broker, infatti, mette a disposizione conti demo gratuiti per i suoi investitori per testare nuove strategie e strumenti di analisi in un ambiente sicuro con un capitale virtuale di 100.00$.

Tuttavia, quello che rende realmente appetibile l’offerta di FP Markets sono i Robot Trading, o Expert Advisor. Questi algoritmi permettono all’investitore di operare automaticamente, seguendo le indicazioni fornite sui segnali di apertura e chiusura, anche 24/7 grazie ad un servizio di VPS integrato.

Riassumendo, i principali vantaggi di questo broker sono:

  • Trading su CFD a basse commissioni;
  • Metatrader 4 e 5 incluso gratis;
  • Conti demo gratuiti;
  • Segnali di trading;
  • Expert Advisor (o Robot Trading);
  • Servizio VPS 24/7 per i Robot Trading.

Per approfondire l’offerta di FP Markets e il funzionamento dei Robot Trading, ti consigliamo di leggere le opinioni dei nostri trader esperti che li hanno personalmente testati: FP Markets recensioni ed opinioni.

Trade.com è uno dei maggiori player mondiali nel campo delle piattaforme di trading, con una vasta offerta di CFD e altri strumenti finanziari. Sulla piattaforma di Trade.com (fruibile sia da desktop sia da mobile tramite app), è possibile fare trading su oltre 2.300 CFD. L’offerta del broker si amplia anche ad altri asset com:

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Per approfondire il broker Trade.com, in particolare il corso individuale one to one che offre ai nuovi iscritti, ti consigliamo di guardare la guida redatta da trader esperti di TradingOnline.com che hanno provato i loro servizi: Trade.com opinioni e recensioni.

Come imparare l’analisi fondamentale: strumenti didattici

L’analisi fondamentale è uno dei principali approcci di studio dei mercati che permette all’investitore di avere una chiara visione di lungo periodo nei mercati. L’approccio fondamentale dà il miglior apporto possibile nei mercati azionari, dove mediante lo studio dei bilanci aziendali permette di individuare il valore reale di un’operazione e individuare quindi situazioni di sovrastima o sottostima.

In questa guida più mani di trader differenti dello staff di TradingOnline.com hanno inserito le loro vedute e le loro strategie sull’analisi economica. Per fornire un’informazione trasparente a 360 gradi, nei prossimi paragrafi inseriamo le migliori risorse sull’approccio fondamentalista disponibili sul web, ovvero corsi, libri, video, e-book e forum da visitare.

Analisi fondamentale migliori corsi

L’analisi fondamentale è uno dei principali approcci all’analisi degli asset finanziari. Il suo utilizzo, però, varia da mercato a mercato e richiede quindi una comprensione delle meccaniche e dei fattori che influenzano ogni campo finanziario.

Il consiglio dei nostri esperti è di focalizzarsi su un mercato finanziario alla volta, per comprendere le varie casistiche che si celano dietro ad ogni evento macroeconomico.

L’apprendimento dell’approccio fondamentale non è semplice per chi ha appena iniziato ad interfacciarsi sui mercati finanziari. Il metodo migliore per migliorare velocemente e non compiere errori dovuti all’inesperienza che spesso costano cari ai trader principianti, è fondamentale seguire corsi sull’analisi fondamentale dove investitori esperti illustrano tutte le possibili variabili dettate dall’apertura di una posizione.

Noi di TradingOnline.com abbiamo dunque selezionato i corsi di trading dalle fonti più autorevoli sul web.

Nel panorama italiano, i migliori contenuti gratuiti sono quelli fruibili su FinekoBank (a questo indirizzo), dove investitori esteri della banca tengono giornalmente webinar sull’argomento divisi per il livello di competenze richiesto: base, intermedio, avanzato.

Per quanto riguarda lo scenario internazionale, un’ottimo corso di Fundamental Analysis è fornito da Investopedia, una delle più importanti fonti estere per il trading online. Tuttavia il corso e in lingua inglese e richiede una più che ottima comprensione sia scritta che orale, poichè i temi trattati sono economici e dunque richiedono la conoscenza dei termini tecnici esteri.

Le stesse valutazioni sono applicabili ad un altro corso fruibile in lingua inglese della IG Academy della durata di 50 minuti. I nostri esperti di TradingOnline.com, vista la carenza di corsi italiani di alto livello sull’analisi fondamentale, hanno raccolto le loro conoscenze in un corso dalla A alla Z per diventare un trader professionale step by step con eBook Gratis incluso interamente realizzato dal nostro team di esperti.

Migliori libri analisi fondamentale

La lettura di libri sull’analisi fondamentale permettono una comprensione più profonda della materia analizzando le meccaniche che si celano dietro ad ogni mercato.

I nostri esperti hanno elencato i testi principali su cui si sono formati nel corso di questi anni, raccogliendo i migliori 5 libri sull’analisi fondamentale.

  • The intelligent Investor

Uno dei principali libri della letteratura sugli investimenti non può che essere “The Intelligent Investor” di Benjamin Graham. Questa lettura deve necessariamente far parte del percorso culturale di ogni investitore essendo il libro su cui si è formato Warren Buffett. Pur essendo un libro datato, dunque, è consigliato.

  • Il piccolo libro che batte il mercato azionario

Questo titolo del 2006 di Joel Greenbat è una lettura leggera ma efficace che offre una strategia valida per l’investimento nei mercati azionari, per “pescare dal mazzo” i giusti titoli.

  • Rendimenti finanziari e strategie d’investimento. I titoli azionari nel lungo periodo

Questo classico di Jeremy Siegel è negli Stati Uniti una delle guide di riferimento degli investimenti azionari. Questo libro presenta, attraverso dati raccolti dal 1802 ai tempi recenti, come le azioni siano il metodo di investimento migliore a lungo termine.

  • Security Analysis

Security Analysis” è un altro libro di Benjamin Graham e D. Dodd, anch’esso un po’ datato (1934) ma si tratta di una lettura di spessore. Benjamin Graham è difatti uno dei grandi maestri dell’analisi fondamentale, colui che ha formato il il più grande investitore esistente Warren Buffett.

  • One Up on Wall Street

L’ultimo libro che piatiamo è “One Up on Wall Street” di Peter Lynch (2000). Questo libro promette di insegnare al lettore come ragionano i miliardari e come investono sui mercati, ovvero in modo differente rispetto agli altri investitori.

Analisi fondamentale Videocorsi

La visione di video è inoltre necessaria per la corretta comprensione delle tecnica mediante le quali gli investitori aprono operazioni di trading fondamentale. Gli investitori esperti di TradingOnline.com hanno guardato e selezionato le migliori fonti disponibili su YouTube, in lingua italiana ed inglese, per velocizzare la comprensione dell’argomento.

Il primo video selezionato è di Marco Casario, un trader italiano con quasi 100mila iscritti su YouTube. In questo video fornisce la sua tecnica di calcolo per il ROA aziendale (Return on Assets)

Nel video successivo, rimanendo sempre nel panorama italiano, Pietro Michelangeli, un trader italiano con 8 milioni di visualizzazioni complessive su Yotube, mostra un utile template per semplificare l’analisi fondamentale azionaria.

Passando ai trader internazionali, Rayner Teo, uno dei più autorevoli trader asiatici, mostra il suo punto di vista sull’analisi fondamentale focalizzandosi sul mercato azionario.

L’ultimo video selezionato è invece di Karen Foo, trader indonesiana, vincitrice della “Singapore nationwide Forex trading competition“. In questo video illustra le differenze tra analisi fondamentale e analisi tecnica nel trading su azioni.

Analisi fondamentale: forum migliori da seguire

Raggiunto un certo livello di esperienza sui mercati, uno dei migliori metodi per migliorare ulteriormente e compiere uno step up è il confronto con altri investitori su forum italiani di settore. Noi di TradingOnline.com siamo andati alla ricerca dei migliori forum italiani con i thread più interessanti e con le risposte più affidabili, individuando 4 forum affidabili.

Il forum con la community più sviluppata in Italia è quello di Finanza Online (https://www.finanzaonline.com/forum/index.php), dove viene trattata con molta competenza l’analisi fondamentale delle azioni.

Un altro forum italiano con un’utenza molto attiva è quello di Forexup (https://forum.forexup.biz), dove è possibile chiedere consigli sul trading azionario e ricevere risposta in un lasso di tempo che va da pochi minuti a qualche ora. Rimanendo nel territorio italiano, esiste un forum che ha implementato la live chat (http://forex.altervista.org) per garantire un’interazione più rapida tra gli utenti.

Infine, Investing (https://it.investing.com/analysis/) è sicuramente uno dei punti di riferimento dei trader di tutto il mondo. Al suo interno è presente una community italiana composta di trader e investitori differenti tra loro che si confrontano sulle analisi redatte dagli esperti del sito.

Analisi fondamentale eBook [Pdf gratis]

Il web è colmo di pdf gratis ed e-book sul trading, la difficoltà sta nel selezionare le fonti affidabili. Raramente questi strumenti forniscono contenuti completi e approfonditi ma esistono delle eccezioni.

Per i neofiti della materia, è possibile consultare un’introduzione con formule all’analisi fondamentale dell’Università degli Studi di Bergamo. Qui il link per consultarla.

Per questa tipologia di contenuti, le fonti più autorevoli sono senza dubbio i documenti universitari, i quali possono essere trovati sul web. Rimanendo sul tema dell’approccio fondamentale sui mercati azionari, è possibile consultare un Pdf dell’Università degli Studi di Verona.

Considerazioni finali

L’analisi fondamentale rappresenta lo studio delle variabili economiche che influenzano i mercati finanziari. L’utilizzo di questa disciplina prevede lo studio di due diverse aree d’azione economiche, ovvero quella microeconomica e quella macroeconomica.

È tuttavia errato cercare di confrontate la disciplina fondamentalista a quella tecnica. Si tratta di due strumenti differenti, il primo maggiormente valido per il mediolungo periodo mentre il secondo soprattutto valido per il trading di breve periodo, come il trading intraday o lo swing trading.

Il metodo migliore di investimento è dunque conciliare le due tecniche, identificando i corretti punti di ingresso di un’operazione mediante l’analisi tecnica e definendo la direzione del trade attraverso lo studio dell’andamento dei market mover, utilizzando l’analisi fondamentale.

FAQ Analisi fondamentale: domande e risposte frequenti

Cos’è l’analisi fondamentale?

L’analisi fondamentale è una disciplina che studia l’influenza dei cosiddetti “market mover” sui mercati di riferimento per trarne un profitto economico.

Dove si applica l’analisi fondamentale?

Nata sui mercati azionari, oggi viene applicata in qualsiasi mercato finanziario.

Cosa sono i “fondamentali” o “market mover”?

I fondamentali o market mover sono i fattori che influenzano l’andamento dei mercati come il PIL e i tassi di interesse.

Come valutare un titolo azionario?

Per analizzare un titolo azionario e comprendere se è sovrastimato o sottostimato occorre valutare il suo Fair Value, ottenibile tramite l’analisi di indici di bilancio com il P/E.

Cosa sono il ROI, ROE e ROS?

Si tratta di indici di Bilancio ottenibili dal Conto Economico di un’azienda che permettono di valutare la redditività di un’azienda.

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